Italia al lavoro, a livello europeo, per ottenere l’esenzione dai dazi Usa al 15% su diversi prodotti dell’agroalimentare. Il mese di febbraio 2026 potrebbe essere uno spartiacque per provare a sbloccare la complicata vicenda. I prodotti in attesa sono vino, pasta, olio d’oliva, olive e alcune tipologie di formaggi. Lo ha spiegato l’ambasciatore Vincenzo Celeste, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea, nel suo intervento a Villa Madama, venerdì 28 novembre, in occasione della presentazione della decima edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo.
«Come Italia, stiamo chiedendo delle esenzioni che per ora non riusciamo a ottenere. L’accordo Ue-Usa – ha sottolineato l’ambasciatore Celeste – si basa sull’impegno dell’Europa a eliminare dazi su prodotti industriali americani e assicurare un accesso preferenziale per prodotti agricoli e ittici, a esclusione di pollame, uova, zucchero, miele, etanolo e riso, che sono prodotti sensibili per l’agroalimentare italiano. Da parte Usa, si sta subordinando la valutazione di incrementare i prodotti europei esenti da dazio all’approvazione dei due regolamenti europei, attraverso cui si ridurranno o si azzereranno le tariffe Ue su determinati beni americani». Regolamenti che attualmente sono in discussione al Parlamento europeo. «I documenti saranno approvati intorno a febbraio 2026. E tale approvazione rappresenta, come hanno ribadito sia il segretario al commercio, Lutnick, sia il rappresentante Ustr, Greer – la precondizione per prendere in considerazione l’introduzione di esenzioni».
Il settore agroalimentare, e in particolare quello del vino, quindi, dovranno guardare in avanti e nel frattempo prendere contromisure. Una di queste è un’azione promozionale più intensa. Lo ha ribadito, in occasione dell’incontro a Villa Madama, Marzia Varvaglione, vice presidente dell’Unione italiana vini (e presidente del Ceev): «Speriamo che sui dazi si possa giocare un secondo tempo, con l’esenzione del comparto wine and spirit. Ma in attesa che la diplomazia faccia il suo corso – ha rilevato l’imprenditrice pugliese – bene ha fatto il Governo a inserire nel Ddl Bilancio ulteriori 100 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028, in attività destinate a promozione e internazionalizzazione. Confidiamo che una buona fetta di queste risorse sia riservata al nostro comparto, che tra dazi, calo del dollaro e del potere di acquisto è a forte rischio ridimensionamento».

Marzia Varvaglione, vice presidente Uiv, alla presentazione della Settimana della cucina italiana nel mondo
I dati export a disposizione dell’Osservatorio di Unione italiana vini hanno portato il sindacato a parlare di situazione molto critica: «In pochi mesi siamo passati da un export oltreoceano a +12,5% di un primo trimestre fortemente condizionato dal frontloading pre-dazi, a un -4% nei primi nove mesi, con un -23% solo nell’ultimo trimestre». Pertanto, occorre «aumentare le risorse per la promozione all’estero e al contempo attivare progetti più efficaci e condivisi con le imprese del vino. Una terapia d’urto – ha osservato Marzia Varvaglione – appoggiata dal Governo». Insomma, il plafond del capitolo internazionalizzazione va aumentato. L’Uiv guarda a progetti di promozione attuati mediante Agenzia Ice: «Da sviluppare mediante una regia pubblico-privata, con un lavoro sinergico tra imprese e agenzie pubbliche, per calibrare al meglio gli strumenti più adatti, la comunicazione più efficace, i segmenti di mercato prioritari».

Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice
L’Italia, nonostante i dazi, deve procedere verso l’obiettivo dei 100 miliardi di euro di export agroalimentare nei prossimi due anni. Matteo Zoppas, presidente di Ice, intervenendo a Villa Madama è stato molto chiaro: «La cucina italiana, candidata a patrimonio Unesco, sta vivendo un momento importante: «Nella Settimana della cucina italiana contiamo 174 iniziative in 103 Paesi diversi. Dobbiamo, quindi, proseguire nelle azioni promozionali per continuare a crescere. Siamo arrivati a 70 miliardi di euro di export agroalimentare. Il ministro Lollobrigida ha posto l’obiettivo dei 100 miliardi di export nel giro di due anni. E ritengo che possiamo raggiungerlo, usando gli ingranaggi del motore del sistema Italia, lavorando di squadra».

Antonio Tajani, ministro degli Esteri
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha ricordato i progressi ulteriori dell’export agrifood anche in questo 2025: «Nel 2024, l’export ha totalizzato 67 miliardi e mezzo di euro, con un incremento di oltre 8%. E nei primi 8 mesi di questo 2025 è stato registrato un ulteriore aumento del 6 per cento. Guardiamo con fiducia alla candidatura della cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’Unesco. Abbiamo lavorato tanto e lo faremo fino all’ultimo secondo». «La Settimana della cucina italiana – ha sottolineato il ministro Francesco Lollobrigida intervenendo in videocollegamento – è uno straordinario momento in cui tutte le bellezze italiane vengono alla luce e vengono raccontate contemporaneamente nelle nostre sedi internazionali, accanto a giornate di promozione culturale. Si tratta di una finestra sull’Italia, necessaria anche per incrementare il turismo verso il nostro Paese».
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd