Stati Uniti

Coca-Cola accontenta Trump, ma la ricetta originale non cambia. Ecco cosa ha deciso il colosso del soft drink

Sotto pressione politica, l'azienda di Atlanta aggiunge una nuova opzione al catalogo

  • 23 Luglio, 2025
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Coca-Cola ha annunciato l’arrivo, in autunno, di una nuova versione della sua celebre bevanda, realizzata con zucchero di canna coltivato negli Stati Uniti. La notizia arriva pochi giorni dopo che Donald Trump, in un post sui social, aveva dichiarato di aver convinto l’azienda a dire addio allo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, spesso criticato per i suoi effetti sulla salute.

La ricetta originale non si tocca

Ma la realtà è più sfumata: la Coca-Cola classica, quella distribuita in America, continuerà a essere prodotta con lo stesso dolcificante usato finora. Il nuovo prodotto sarà una variante a sé stante, pensata per ampliare la gamma e offrire maggior possibilità di scelta per differenti occasioni e preferenze, come si legge nel comunicato ufficiale. Secondo l’amministratore delegato James Quincey, l’obiettivo è rispondere alla crescente domanda di alternative dolcificate in modo diverso: Coca-Cola, del resto, già utilizza zucchero di canna in alcuni prodotti venduti negli Stati Uniti, come limonate e caffè.

Dietro questa svolta (almeno in parte) c’è anche la crescente pressione politica: Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute sotto l’amministrazione Trump, ha definito lo sciroppo di mais una “ricetta per obesità e diabete” in un’intervista con Jordan Peterson. Ma secondo gli esperti, il problema è più ampio. «Consumare troppo zucchero, da qualsiasi fonte provenga, è dannoso per la salute », ha ribadito Eva Greenthal del Center for Science in the Public Interest. «L’obiettivo dovrebbe essere ridurre lo zucchero, non cambiare il tipo di zucchero ».

Intanto anche PepsiCo non cambia la ricetta delle sue bibite più famose, ma ha introdotto bevande alternative con zucchero di canna, come le soda prebiotiche o il brand Poppi recentemente acquisito. Secondo l’AD Ramon Laguarta, il vero nodo da sciogliere è il costo: «Negli Stati Uniti lo zucchero è più caro che altrove. Serve una strategia agricola che renda più accessibile questa transizione, per noi e per l’intero settore».

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