Sotto i riflettori come luogo simbolo per la comunità latina, il Caribbean Social Club è l’ultimo storico social club portoricano ancora attivo a Brooklyn gestito dall’iconica proprietaria 85enne. Oggi è l’ultimo social club portoricano rimasto a New York. Nonostante la gentrificazione che ha trasformato il quartiere, e le numerose offerte di acquisto ricevute negli anni, la proprietaria ha sempre rifiutato di vendere, determinata a preservare questo spazio come luogo di aggregazione per la comunità latina. Recentemente, a sugellare il successo è arrivato un sostegno importante da Bad Bunny.

Vera e propria istituzione amata dalla diaspora portoricana, il Caribbean Social Club viene fondato nel 1976 da Maria Antonia Cay, affettuosamente conosciuta da tutti come Toñita, nel cuore di Los Sures, storica enclave operaia portoricana di Brooklyn. Nata a Juncos, Porto Rico, si trasferisce a New York negli anni Cinquanta, a soli quindici anni. All’epoca il quartiere è segnato da povertà diffusa, violenza, gang e droga. Eppure il social club di Toñita diventa presto un rifugio, un luogo protetto. Nato inizialmente come spazio riservato ai giocatori di baseball della squadra di proprietà di Toñita, il club si trasforma ben presto in un punto di ritrovo dove incontrarsi, giocare a domino, ballare e ritrovare un senso di appartenenza.

Da figura amatissima del quartiere, Toñita è diventata una star internazionale dall’oggi al domani. Per 50 anni, il Caribbean Social Club è stato punto di riferimento per i latinos di New York City. Ogni abitante di Brooklyn conosce il posto. Ma oggi, grazie a figure di spicco portoricane che l’hanno sostenuto, lo sa anche il resto del pianeta. Toñita è ormai il volto globale della cultura e della comunità portoricana della città. Nonostante un’offerta da 9 milioni di dollari avanzata da costruttori immobiliari per acquistare il suo piccolo locale, lei ha rifiutato, continuando a difendere il Caribbean Social Club come spazio di comunità. Negli anni Novanta, quando l’allora sindaco Rudy Giuliani tentò di farlo chiudere, Toñita si è opposta e ha vinto la sua battaglia. Nydia Velázquez, prima donna portoricana eletta al Congresso degli Stati Uniti, ha tenuto proprio qui il suo primo incontro di campagna elettorale, e a Washington, D.C., in un discorso alla Camera dei Rappresentanti, ha assiculrato che la storia di Toñita sarebbe stata conservata nella Library of Congress.

Per mantenere viva la rilevanza del club, anche molti artisti hanno contribuito negli anni a richiamare attenzione su questo piccolo locale. Il più importante è venuto da Benito Antonio Martínez Ocasio, in arte Bad Bunny. Dopo l’uscita dell’album Un Verano Sin Tì nel 2022, l’artista ha fatto tappa da Toñita per un listening party aperto al pubblico, riportando sul Caribbean Social Club enorme attenzione, rinnovata e finalmente mainstream, sulla comunità portoricana. Il suo sostegno è proseguito con la citazione diretta del locale nel brano di immenso successo Nuevayol, tratto dall’album pluripremiato ai Grammy Awards DeBÍ TiRAR MáS FOToS, e con l’invito di Toñita a ballare con lui sul palco di Jimmy Fallon per una parranda, festa portoricana itinerante, chiassosa e conviviale, fatta di musica, balli e brindisi, che si sposta di luogo in luogo. Toñita e i suoi stavaganti anelli, è apparsa persino nello storico show dell’intervallo al 60° Super Bowl dell’8 febbraio, offrendo a Bad Bunny uno shottino di rum dalla scenografia che imita il suo locale, suggellando definitivamente il passaggio del Caribbean Social Club da luogo di quartiere a simbolo culturale globale.

Nel corso dei decenni il malfamato quartiere di Los Sures cambia nome e reputazione. Ora si chiama Williamsburg, trasformato in uno dei quartieri più ambiti e costosi di New York. Oggi l’affitto medio di un monolocale supera i 4 mila dollari al mese, e a meno di dieci minuti a piedi dal social club si concentrano boutique di lusso e locali di tendenza.
Nonostante questo, il Caribbean Social Club di Toñita resta una bolla nel tempo, un museo vivente. Le pareti sono tappezzate di fotografie incorniciate dei membri della comunità e della stessa proprietaria, I tavolini hanno le solite tovaglie di plastica, un biliardo occupa la sala d’ingresso. Il jukebox diffonde classici salsa, i tavoli dove si gioca a domino sono sempre occupati e il cibo portoricano fatto in casa e scaldato su un fornelletto da campeggio – pensiamo al mofongo (platano fritto e schiacciato con aglio e ciccioli), al lechón asado (maiale marinato e cotto allo spiedo) e arroz con gandules piatto nazionale di riso con piselli tropicali, salsa sofrito e maiale – è offerto gratuitamente. Varcare la soglia qui è come entrare, al tempo stesso, in una casita di Porto Rico, nel salotto di una nonna, e nel giardino dei nonni con le sedie di plastica bianche.
Caribbean Social Club – 244 Grand Street, 11211 Brooklyn, N.Y.
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