In Iran non si puรฒ produrre nรฉ bere, precisamente dal 1979. Eppure oggi lโaragh sagi, antico distillato dโuva, รจ tornato a vivere a migliaia di chilometri di distanza, nei bar di New York. A riportarlo in vita sono stati quattro amici iraniani emigrati negli Stati Uniti, partiti da un ricordo e arrivati a creare un prodotto che oggi si trova in decine di locali della cittร .

Amir Imanil, Siavash Karampour, e i fratelli Sasan and Saman Oskouei – come racconta il New York Times – sono iraniani emigrati negli Stati Uniti che hanno deciso di riportare in vita un sapore perduto. Allโinizio come gesto di nostalgia di Tehran, in cui la distillazione avveniva tra le mura casalinghe statunitensi. Poi, grazie a ricette ricostruite per tentativi, confronti con chi lโaragh lo faceva davvero, e lโincontro con una distilleria disposta a credere nel progetto, portano a creare un brand: SAG.ย
Negli anni il prodotto ha iniziato a circolare in oltre trenta locali della cittร , soprattutto quelli legati alla diaspora persiana e mediorientale. ยซQuando la gente lo assaggia ai nostri eventi, si emozionaยป, racconta uno dei fondatori del brand. ยซCi dicono: โNon lo bevo da 45 anniโยป.

Letteralmente, โaraghโ si traduce come โsudoreโ, unโimmagine che rimanda allโidea del processo di distillazione. Nel linguaggio comune viene affiancato a โsagiโ, ovvero โcaneโ: il riferimento nasce da un marchio molto diffuso prima della rivoluzione, riconoscibile proprio per il cane in etichetta che rimane nel logo del nuovo brand. Spesso viene liquidato come โvodka persianaโ, ma รจ un errore grossolano. Lโaragh sagi รจ piรน paragonabile a una grappa. La tecnica รจ semplice e antica: lโuvetta viene reidratata, fatta fermentare, e distillata una sola volta. Il risultato รจ limpido, leggermente dolce, con un alto tenore alcolicoย โ tra il 40 e il 50 gradi.
Oggi SAG รจ lโunico aragh sagi prodotto legalmente negli Stati Uniti secondo standard certificati. Prodotto grazie alla collaborazione con una distilleria giร abituata a lavorare con tradizioni โperduteโ: quella dei Nahmias, famiglia di origine marocchina, custode della mahia, un distillato di fichi quasi scomparso. ยซCi ha colpito la loro stessa urgenzaยป, racconta una delle produttrici. ยซStavano cercando di salvare qualcosa che rischiava di sparireยป.
Non esiste un solo modo di bere aragh sagi. Tradizionalmente si consuma liscio, magari con ghiaccio e una scorza di limone e accompagna egregiamente la cucina speziata iraniana. Ma nella New York contemporanea entra anche in miscelazione: sour, twist agrumati, e nei cocktail piรน disparati.
ยซNon รจ solo alcolยป, dice uno dei soci. ยซHa unโanima ribelleยป. E forse รจ questa la definizione piรน precisa. Perchรฉ racconta una storia di divieti aggirati, tradizioni sopravvissute e identitร ricostruite lontano da casa che ritrova dignitร in un bar di New York.
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