Nuovo possibile aumento di dazi in arrivo per l’import di alcolici in Russia. A partire da maggio, ci si prepara a un rincaro ulteriore. Da settembre 2024, Mosca aveva applicato una tariffa alle importazioni del 20% sul valore doganale delle merci, con un minimo di tre euro al litro di alcol puro. E dal prossimo mese potrebbe far passare la tariffa da 3 a 5 euro al litro. Ne farร le spese il lungo elenco dei Paesi che Mosca considera ostili, di cui fanno parte dal 2022 gli Stati che hanno sostenuto l’Ucraina (tra cui l’Italia), aderendo allo schema di sanzioni imposte dall’Ue, nel conflitto con la Federazione Russa. Non รจ la prima volta che il presidente Putin dichiara guerra anche alle bevande di importazione.
Il provvedimento, come riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax (non governativa), citando il quotidiano nazionale Kommersant, servirร a sostenere le imprese locali che producono cognac e whisky che nel corso del 2026 hanno registrato una diminuzione della domanda. L’obiettivo del governo รจ quello di stimolare la produzione interna.ย Sia l’industria sia gli analisti di mercato paventano il rischio che l’incremento tariffario possa determinare conseguenze negative sul mercato del beverage in Russia e anche sui bilanci degli importatori.

Tra gli effetti piรน evidenti di questo nuovo provvedimento che la presidenza Putin si prepara a mettere in campo, secondo quanto riportato dalla testata The drinks business, c’รจ l’incremento dei prezzi per l’intero mercato delle bevande. Secondo il Gruppo Ladoga, tra i principali importatori di bevande in Russia, il picco di crescita dovrebbe essere registrato nella seconda metร del 2026. Mentre ad avviso di Alkopro Guild, societร di analisi di mercato russa, l’aumento dei prezzi per la gran parte delle bevande importate avrร come conseguenza un calo di vendite soprattutto tra quelle attualmente piรน popolari e piรน richieste.
Una delle soluzioni possibili per i grandi brand degli alcolici potrร essere quella di delocalizzare le proprie produzioni in territorio russo per evitare l’aggravio dei costi. Ad esempio, sia Bacardi sia Pernod-Ricard hanno registrato incrementi delle vendite al dettaglio di circa il 20% nel corso del 2026, proprio a seguito della decisione di spostare le produzioni del Martini sul territorio della Federazione Russa e di importare il prodotto finito dall’Argentina, dove era imbottigliato da una societร locale.
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