Tendenze

"Sosta a tempo in bar e ristoranti". La nuova moda (scomoda) con cui non sarebbe mai nato Harry Potter

Crea polemiche e reazioni forti la tendenza sempre piรน spinta a limitare il tempo delle consumazioni nei locali. Il caso di un bar torinese

  • 16 Novembre, 2025
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E se trascorsi 15 minuti per il caffรจ, avessero cacciatoย Voltaire,ย Rousseau e Diderot dal Cafรฉ Procope di Parigi, il pensiero moderno sarebbe rimasto orfano, diversi capitoli dell’Encyclopรฉdie sarebbero saltati, l’Illuminismo non avrebbe illuminato la modernitร ; se avessero mandato via Benjamin Franklin dopo un pranzo di tre quarti d’ora non sarebbe nato il “Progetto di alleanza tra Luigi XVI e la neonata repubblica americana”, e la stessa Costituzione degli Stati Uniti sarebbe probabilmente rimasta monca. Se i caffรจ vittoriani di Londra avessero chiesto a mr. Charles Dickens di lasciare il tavolo dopo un cioccolato con croissant consumato in un massimo di 20 minuti, non sarebbero nati diversi capisaldi della letteratura inglese dell’Ottocento. Italo Svevo e James Joyce non avrebbero trovato il tempo e le atmosfere giuste per le loro creazioni se avessero dovuto lasciare in fretta e furia i loro tavoli dopo la consumazione al Caffรจ San Marco di Trieste. E non sarebbe nato neppure Harry Potter che prese vita dalla penna di J.K. Rowling su un tovagliolo dell’Elephant House di Edimburgo, diventato un luogo di culto per i fan del maghetto anglosassone. Insomma, gran parte della letteratura, dell’arte e del pensiero moderni sono nati e si sono incontrati nei caffรจ e nei ristoranti, nelle osterie e nei pub delle cittร  d’Europa e d’Italia. Ma ormai anche il vecchio adagio per cui “il cliente ha sempre ragione” รจ messo in discussione.

Ora moduli di prenotazione online e addirittura cartelli affissi al bancone avvertono i clienti che il tempo passa e che devono lascire i tavoli passati diversi minuti dalla consumazione: un’ora e mezza o due ore per i ristoranti, dai 20 ai 60 minuti per i bar, a seconda se si tratti di un semplice caffรจ, di una merenda, di un pranzo o dell’aperitivo. Ultimo caso a sottolineare la tendenza, quello del Bar Novanta di Torino che ha affisso un vero e proprio timing relativo alle diverse consumazioni dei propri clienti seduti al tavolo. Del resto, anche Niko Romito รจ stato additato come “colpevole” per aver messo il timing ai suoi tavoli.

La storia passa dai caffรจ

La foto qui sopra, pubblicata sul suo Facebook dallo storico Alessandro Barbero, รจ stata scattata da Irving Penn nel 1948 al Caffรจ Greco di Roma e disegna un vero e proprio ritratto di quello che era la densitร  di arte, cultura e storia che si concentrava nelle sale dei locali, Caffรจ, Bar o Ristoranti che fossero. Nell’immagine, da sinistra a destra, sono ritratti: Aldo Palazzeschi, scrittore e poeta; Goffredo Petrassi, compositore; Mirko Basaldella, scultore e pittore; Carlo Levi, scrittore e pittore; Pericle Fazzini, scultore e pittore; Afro Basaldella, pittore; Renzo Vespignani, pittore, illustratore, scenografo, incisore; Libero de Libero, poeta, narratore, critico dโ€™arte; Sandro Penna, poeta; Lea Padovani, attrice; Orson Welles, attore, regista; Mario Mafai, pittore; Ennio Flaiano, sceneggiatore, scrittore, giornalista; Vitaliano Brancati, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e saggista; Orfeo Tamburi, pittore. Il meglio del meglio del gotha del pensiero e della sensibilitร  del Dopoguerra. E chi li avrebbe mai cacciati via dopo i venti minuti dal servizio del caffรจ?

La parola a esercenti e a clienti

La questione, sollevata in queste ore dalla rivista di settore online Italia a Tavola, sembra avere un fondamento nelle regole attuali. Un po’ meno nel bon ton e soprattutto nel buonsenso. Alessandro Klun, collaboratore della rivista e autore del libro “A cena con diritto“, spiega che ยซin Italia non esiste una legge che stabilisca un tempo massimo per la consumazione in un bar o ristoranteยป.

Ma dice altresรฌ che il titolare puรฒ ยซimporre un limite di tempo, purchรฉ comunicato in modo chiaro al cliente prima della consumazione – per esempio indicandolo nel menu, allโ€™ingresso o al momento dellโ€™ordineยป. Massimiliano Dona, avvocato, giornalista e presidente di consumatori.it, ha postato sul suo Instagram il caso del Bar di Torino. Molti i commenti e le reazioni e molti i punti di vista. C’รจ chi commenta: ยซVado al bar o al ristorante per rilassarmi dopo che giร  corro 7 giorni su 7. Se mi mettono fretta pure la allora รจ la fine del mondo!! Ma anche noยป. Fa eco a questa considerazione un altro utente: ยซFacile, si evitano locali di questo tipo. Una volta sono andato in pizzeria senza prenotare, arrivo alle 19.30 mi dicono che entro le 20.30 dovevo lasciare il tavolo. Me ne sono andato potevano dire che era tutto prenotato! Avrei dovuto mangiare di corsaยป.

Ma dall’altra parte del bancone c’รจ chi chiede la linea dura. Commentano dal profilo social del Piccolo Forno di Collegno: ยซQuesto bar รจ stato lโ€™unico ad avere il coraggio di mettere una regola che, secondo me, dovrebbero avere tutti: non si puรฒ stare due ore seduti per un semplice caffรจ… Ormai la gente non si fa problemi a occupare un tavolo per ore con un computer, un tablet o il telefono in carica. A volte prendono un caffรจ, poi chiedono una spina e rimangono attaccati alle prese per due o tre ore… In questo periodo difficile per tutti, sarebbe utile usare un poโ€™ di buon senso per permettere al bar di lavorare e far girare i tavoli. Il problema รจ che, quando si chiede gentilmente a qualcuno di liberare il posto, spesso si viene guardati male e magari si riceve pure una cattiva pubblicitร  per cose che non sono vereยป.

Overtourism ed equilibrio

Questa tendenza ai limiti orari delle consumazioni si รจ accelerata nel dopo-Covid: dopo mesi e mesi di “distanziamento” con bar e locali chiusi, รจ esplosa la voglia di uscire e vedersi con amici e colleghi. E lo smart working ha reso la sosta prolungata nei locali piรน diffusa: non sono pochi coloro che passano molto tempo a lavorare seduti al tavolo di un pubblico esercizio. Ora, se รจ vero che l’overtourism o semplicemente l’abitudine a star molto piรน tempo fuori casa puรฒ creare problemi di sovraffollamento dei locali, รจ anche vero che la sosta in un caffรจ o in un ristorante non possono essere situazioni ansiogene. Altrimenti รจ la stessa essenza del sedersi a tavola a scomparire. Una volta si diceva che il tempo a tavola non passa mai. Erano altri tempi, forse. Sรฌ, perchรฉ sempre piรน il tempo corre veloce e come: quasi che valga ormai l’altra considerazione, ovvero che il tempo รจ denaro. Come sempre, l’equilibrio รจ nel centro. Ma un momento conviviale, di scambio, di socialitร , non puรฒ essere legato a un gettone che si infila nella “macchinetta contatempo“. Sarebbe la fine. E se il dopo-Covid ha spinto le abitudini e star fuori, probabilmente non sarebbe auspicabile tornare ai mesi in cui i locali erano chiusi e contingentati. O no?

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