Una caffetteria su ruote con caffè americano e brioche, che a breve si trasformerà in un locale a tutti gli effetti. Accade a Milano, mentre a Napoli il coffee truck che serve caffè fatto con la cuccumella continua a far parlare di sé. E in Italia cresce la moda dello street coffee.
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Caffè e ciclismo

Da una parte il ciclismo, sport ma ancor prima un vero stile di vita, abbracciato da una cerchia sempre più ampia di persone. Dall’altra il caffè, un mondo affascinante e complesso che non smette di sorprendere. Due universi distanti, eppure convergenti: non è raro, infatti, trovare caffetterie di nicchia all’estero ispirate al ciclismo, con riviste specializzate e arredamenti a tema. Da sempre, poi, marchi storici di torrefazioni e macchine da caffè sponsorizzano le gare fra professionisti (celebre la foto del campione belga Eddy Merckx con la maglia targata Faema), fino ad arrivare a iniziative più recenti, come quelle delle caffetterie su ruote, realtà già presenti da tempo nei paesi nord europei e in America, finalmente approdate anche nello Stivale. Due storie diverse in due città che non potrebbero essere più distanti, geograficamente ma soprattutto culturalmente, però con un obiettivo in comune: diffondere la cultura del buon caffè con semplicità e l’allegria di un vero coffee truck.

L'Americano che Amava le Brioche
L’Americano che Amava le Brioche, Milano

Il truck a Milano

Circa un anno fa, a Milano nasceva L’Americano che Amava le Brioche, un truck dedicato all’oro nero, con caffè filtro preparato con macchine americane Bunn oppure estratto in espresso, e poi brioche dolci e salate, oltre a una buona selezione di tè. A idearlo, Daniele Paino e Marianna De Palma, economo con esperienze nel mondo della birra il primo, chef che si è fatta le ossa in diverse cucine la seconda. “Abbiamo fondato insieme una società di consulenza e poi, l’anno scorso, ho iniziato a sentire il desiderio sempre più forte di lavorare con la bevanda che tanto amo, il caffè americano, vendendolo per strada”, racconta Daniele. “Abbiamo pensato di prendere una bicicletta, ispirandoci ai progetti già messi in campo all’estero, ma proponendo un’offerta più vicina al mercato italiano, e quindi proponendo le brioche per la colazione”. Con il loro truck, sono partiti alla volta della città, fermandosi in punti nevralgici come Bocconi, “zona ideale per via del grande afflusso di stranieri”, oppure Piazza XXIV Maggio.

Aspettando il bar

Ma non finisce qui, perché il format ha avuto talmente tanto successo da spingere il duo a creare un vero locale in zona Isola, che aprirà nella seconda metà di gennaio. Un ambiente familiare, “caratteristica fondamentale per noi”, idove assaporare un buon filtro o un espresso, con i caffè della torrefazione livornese Le Piantagioni del caffè, e poi naturalmente le brioche, “maritozzi del Lazio farciti con panna, creme oppure prosciutto, uova o altri ingredienti salati”, ma ci sarà presto spazio anche per tramezzini e altre proposte gastronomiche. “Non avremo un menu fisso, abbiamo intenzione di cambiare a seconda delle stagioni e della nostra creatività”. Un vero paradiso per gli amanti della colazione, che qui sarà disponibile tutto il giorno, affiancata poi da prodotti per il pranzo e l’aperitivo. E il servizio in bicicletta? “Esiste ancora, anche se attualmente è fermo per via dei lavori in corso”.

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Don Café, Napoli
Don Café, Napoli

Don Café a Napoli

Cambio di set. Napoli. La città partenopea dove quello della tazzina – o meglio, la tazzulella – è un culto a tutti gli effetti, ma che negli ultimi anni ha saputo accogliere anche incursioni più avanguardiste come Ventimetriquadri, la caffetteria specialty in zona Vomero e poi, a pochi chilometri di distanza, nel cuore di Pompei, Campana Caffè, evoluzione della storica torrefazione di Torre Annunziata. Realtà che, giorno dopo giorno, cercano di presentare all’orgoglioso pubblico partenopeo un nuovo modo di bere caffè. Ec’è anche chi ha deciso di scommettere su un’offerta del tutto diversa, insolita, che non ha tardato a far parlare di sé: è Don Café, il bar in bicicletta che serve la più iconica delle bevande napoletane, quella preparata con la celebre cuccumella. Un progetto originale che porta la firma di Giuseppe Schisano, giovane barista che una decina di giorni fa ha finalmente realizzato il sogno che portava nel cuore da quasi tre anni.

Il percorso

La sua non è una storia di tradizioni familiari o corsi di formazione. Giuseppe, classe ’93, è un ragazzo che si è formato nei Quartieri spagnoli, instancabile lavoratore che ha cambiato un mestiere dopo l’altro, senza tregua, proprio come gli ha insegnato la mamma, il suo punto di riferimento, “una donna che è riuscita a mantenere me e i miei fratelli con fatica, ma senza mai farci mancare nulla”. La sua genuinità l’ha riversata nel progetto: “Quello del barista è stato l’unico lavoro ad avermi fatto appassionare, così ho deciso di intraprendere questa strada”. Un percorso che ha però in serbo diversi ostacoli per Giuseppe, a cominciare dalle lungaggini burocratiche, “non davo alcuna garanzia economica, per cui ho dovuto cercare degli aiuti”. Dopo tanti tentativi, grazie al supporto dell’associazione If, Imparare-fare, un finanziamento della Caritas e il supporto dell’associazione Vobis, Volontari Bancari per le Iniziative nel sociale, il giovane comincia a muovere i primi passi.

Il servizio

I chicchi sono quelli di Maresca Caffè, “torrefazione sorrentina che ha creduto fin da subito nella mia idea e mi ha dato una grande mano”. Perché alle volte, quando la strada si fa tortuosa, arrivano in soccorso persone speciali: “Sono stato molto fortunato, ho conosciuto tanta brava gente che mi ha supportato, rendendo più facile avviare l’attività”. La bevanda è preparata con la napoletana, “un po’ per un legame con la tradizione, un po’ perché è un metodo a infusione, seppur casalingo, e quindi più preciso”, e viene servita nei diversi angoli della città, “dove cerco anche di diffondere la cultura del caffè, parlando con i clienti e spiegando loro i vari passaggi”. Una caffetteria su ruote disponibile anche su prenotazione, “per eventi privati, festival e simili”, e che a breve potrà fare affidamento su una mappa virtuale che consentirà ai clienti di seguire ogni spostamento. Certo, in una città come Napoli, un’idea così ambiziosa e diversa può rivelarsi un progetto rischioso. O no? “Mi piace parlare con le persone, amo ascoltarle, e conto di puntare tutto sul dialogo e la convivialità. E poi, già il fatto che in molti mi abbiano contattato, per me è un successo senza eguali”.

www.instagram.com/lamericano_che_amava_lebrioche/

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www.facebook.com/doncafestreetartcoffee

a cura di Michela Becchi