Un rifugio per gli amanti della bici, un ritrovo informale per bere un calice di vino e degustare formaggi e salumi di produttori locali. Sta arrivando in via Vigevano Ciclosfuso, recupero di un grande spazio industriale che unisce due anime: passione per la bici e cultura enologica.
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Bici e vino: un incontro possibile?

Una casa di ringhiera della vecchia Milano, 230 metri quadri che non rinnegano la vocazione originale dello spazio e riscoprono la sua dimensione industriale, due soci con la passione per il vino e le bici. È l’inizio di una storia che sta per cominciare, in via Vigevano 43. Nella stessa Milano in grande spolvero per Expo, due ragazzi milanesi decidono di lanciare un’idea sviluppata negli ultimi due anni, quella di Ciclosfuso, con l’obiettivo di coniugare bici, vino (e cibo) nel segno di uno stile di vita sano che privilegia il rapporto con l’ambiente, tanto nella condivisione di una pedalata all’aria aperta quanto nella selezione di prodotti gastronomici di qualità.
Nel grande open space a pianta rettangolare suddiviso in due navate un tempo si fabbricavano tubi; dopo la ristrutturazione curata da tagmi – che ha preservato le travi in legno del soffitto e privilegiato l’uso di legno, ferro e acciaio – il locale dall’anima ibrida ospiterà una ciclo-officina con vendita, uno spazio per l’acquisto e la degustazione di vino – prevalentemente sfuso – il bancone in assi di faggio e i tavoli in quercia dove consumare i prodotti.

Ciclo-officina e prodotti made in Italy

Così, se l’ingresso laterale dà accesso immediato all’officina, una seconda entrata dal cortile di via Vigevano immette nella sala allestita per la somministrazione. In vendita le bici della linea Ciclosfuso, made in Italy e personalizzabili con dettagli di stile, dalla cromatura alla verniciatura del telaio su misura, dal sellino al cambio di freni e copertoni (in vendita anche noti brand del settore, WilierTriestina, Tern, Cinelli).
Chi invece preferisse scoprire la proposta gastronomica si accomoda al bancone, con vista sulle botti in acciaio che contengono otto tipologie di vino sfuso selezionato i giro per i vigneti italiani; in abbinamento salumi e formaggi di piccoli produttori scovati sul territorio, per coniugare una peculiarità artigianale prettamente italiana con l’atmosfera di un locale d’ispirazione Nordeuropea. Al capitolo vini, da consumare in loco o disponibili per l’asporto, si segnalano anche una settantina di etichette da ventisei aziende vinicole nazionali; sul versante gastronomico invece il rispetto della territorialità vede protagoniste due grandi Dop lombarde: un Lodigiano invecchiato 12, 24 o 36 mesi e il Gorgonzola locale. Tra gli affettati crudo, coppa piacentina, culatello, fiocco, culaccia, mandola, salame felino, lardo. E immancabili proposte vegetariane con insalate, succhi, centrifughe.
Ancora qualche giorno d’attesa – apertura ufficiale prevista per l’11 giugno – e poi sarà divertente sperimentare l’incontro tra due anime così diverse in uno spazio che pur in una scena affollata come quella meneghina riesce a presentare una proposta originale.

Ciclosfuso | via Vigevano 43, Milano | dall’11 giugno, dalle 10 alle 20, chiuso la domenica | tel. 02 58109640 | www.ciclosfuso.com

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