Tante novità per un compleanno importante, il decimo: cambio di sede, orari, articolazione del programma. A febbraio la manifestazione capitolina rifletterà sull'avanguardia gastronomica, come ai tempi del futurismo. Con tanti grandi chef, una proposta gastronomica, musica e spettacolo. 

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La novità più evidente dell’edizione di Culinaria alle porte è la sede inedita, il Capitol Club di via Giuseppe Sacconi, che per la prima volta ospita una manifestazione gastronomica. Ma le sorprese nel cilindro della decima edizione sono ben altre e non tutte (ancora) dichiarate. Quel che è certo è che la manifestazione capitolina che negli ultimi anni ha assecondato l’interesse crescente del pubblico romano per la cucina d’autore ha deciso di festeggiare il suo decimo compleanno in grande stile, assoldando anche un nutrito parterre di artisti (per ora si fa il nome di Stefano di Battista e della sua formazione jazz). Anche perché nella nuova sede del quartiere Flaminio, pur in un ambiente piuttosto raccolto – 1500 metri quadri su due livelli – troverà spazio un bel palco su cui si alterneranno gli chef (durante il giorno) e i musicisti, che intratterranno i visitatori in serata. L’orario infatti garantisce un’altra ventata di novità: l’appuntamento con Culinaria X è fissato per il 20 e 21 febbraio, il sabato dalle 13 alle 2 di notte, la domenica dalle 12 all’1, apertura non stop.

Quisimangia. I ristorantini

Un’incursione notturna che permetterà alla manifestazione di confrontarsi con un programma più complesso, scommettendo in parallelo sulla proposta di ristorazione, nell’area ribattezzata Quisimangia. Ogni giorno all’interno del Capitol Club saranno presenti due insegne della scena romana e una pasticceria: l’Osteria Fernanda, Arcangelo Dandini con Food Confidential, Doozo, Solo Crudo, Pasticceria Bompiani e Uovo a Pois. Le pietanze saranno servite al banco take away e si potranno consumare nelle aree comuni dislocate in sala. Al piano superiore, invece, troveranno spazio produttori ed espositori, come consuetudine della manifestazione.

Gli chef. Alle prese con il futurismo in cucina

Nel frattempo sul palco saliranno tanti protagonisti della gastronomia d’autore italiana e internazionale; già confermata la presenza di Paolo Lopriore, Yoji Tokuyoshi, Terry Giacomello, Massimo Bottura, Anthony Genovese, Roy Caceres, Cristina Bowerman, Kotaro Noda, Riccardo Camanini, Franco Pepe, Giovanni Passerini (in arrivo da Parigi a poche settimane dall’apertura del suo Passerini), Vladimir Mukhin, Atsushi Tanaka.

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E dopo oltre un anno di stop (nel 2015 l’evento ha saltato l’appuntamento annuale) il comun denominatore degli interventi in programma sarà il confronto tra l’avanguardia futurista e quella dei giorni nostri: “Negli ultimi dieci anni Culinaria si è sempre distinta per la capacità di proiettarsi nel futuro, affrontando le tematiche più stringenti con sguardo nuovo e attento a cogliere gli spunti più innovativi. Quest’anno ci è sembrato importante sancire questo percorso entrando nel vivo della questione: cos’è l’avanguardia gastronomica?”. A raccontarcelo è Francesco Pesce, ideatore e organizzatore della manifestazione, che si preoccupa di spiegarci perché chiamare in causa Marinetti e compagni e il Manifesto della cucina futurista: “Nei mesi scorsi mi sono appassionato all’approccio tanto moderno, benché spesso sopra le righe, di un movimento così all’avanguardia anche nell’affrontare il rapporto con il cibo negli anni Venti del Novecento”.

E l’idea di recuperare questo patrimonio di testi, ricette, prescrizioni, confrontandolo con la cucina d’autore contemporanea è scattata nel bel mezzo di una visita ai Tre Cristi di Paolo Lopriore (lo chef nel frattempo è già pronto a iniziare una nuova avventura, intorno a Como): “Con Paolo abbiamo parlato del suo modo di interpretare il servizio: al centro del tavolo un piatto che potesse combinarsi con tanti ingredienti da abbinare a discrezione del commensale, per sperimentare nuove soluzioni. E questa visione d’avanguardia mi ha ricordato allo stesso tempo le miscele futuriste”.

Miscele, spettacolo e convivialità. L’equazione dell’ottimismo a tavola

Ecco perché tutti gli chef saranno chiamati a fornire il proprio contributo alla cucina d’avanguardia, magari suggestionati dalle tematiche ricorrenti negli scritti degli anni Venti, dall’ossessione per l’abolizione di pesi e volumi alle miscele stravaganti, agli abbinamenti inconsueti. Ognuno presenterà al pubblico uno “spettacolo di cucina” (che è anche lo slogan della decima edizione), in un’atmosfera legata alla convivialità, che sarà l’altro tema dominante delle esibizioni, assecondato da uno spazio scenografico al motto marinettiano di “mangiare con arte per agire con arte”. Per proiettarsi nel futuro con un occhio di riguardo al passato (quello futurista), quando anche l’eccentricità e l’anticonformismo della proposta si traducevano nel desiderio di portare un nuovo ottimismo a tavola.

Lo stesso succederà con i cocktail, in versione classica moderna o rivisitati, presentati a Culinaria dai bartender coinvolti nel programma. E per gli amanti del bere di qualità non mancherà la birra, con una selezione di 18 etichette artigianali a cura di Domus Birrae.

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a cura di Livia Montagnoli

Culinaria X | Roma | Capitol Club, via Giuseppe Sacconi, 39 | il 20 febbraio, dalle 13 alle 2; il 21 dalle 2 all’1 | www.culinaria.it