Si scopre solamente adesso che il commissario unico di Expo2015, Giuseppe Sala, è stato indagato a Milano per l'appalto affidato direttamente a Farinetti degli spazi destinati alla ristorazione. Il reato di abuso d'ufficio risulta indimostrabile e la posizione del candidato sindaco viene archiviata.

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Trapela solo in queste ore la notizia -risalente allo scorso luglio, evidentemente per qualcuno la riservatezza degli uffici giudiziari funziona! – dell’iscrizione al registro degli indagati di Giuseppe Sala, commissario unico di Expo2015 e ora candidato sindaco di Matteo Renzi per Milano. E contestualmente trapela, buon per Sala (e per Renzi), anche la notizia dell’archiviazione.

L’appalto a Eataly

Cosa è successo? Procediamo con ordine. Giugno 2013: Sala concede senza gara e con affidamento diretto il servizio pubblico di ristorazione a Eataly Distribuzione srl di Oscar Farinetti, in 2 dei 10 edifici di servizi di Expo. Poco meno di un anno dopo, il 23 febbraio 2014 si tiene la gara per i restanti 8 spazi. Gli aspiranti ristoratori, nel momento in cui avessero ottenuto l’appalto, avrebbero dovuto versare a Expo il 12% di royalty sul volume d’affari, una cifra notevole se paragonata al 5% richiesto a Eataly, con l’unica variabile dell’1% in più nel caso del superamento di 40milioni di ricavi. L’Esposizione si è inoltre fatta carico dei costi di Eataly per acqua, elettricità e per le celle frigorifere; solamente quest’ultime hanno comportato un costo di 50mila euro. Insomma Farinetti non solo ha ottenuto la possibilità di allestire i suoi ristorantini dentro Expo senza partecipare ad alcun bando, ma ha anche avuto un trattamento decisamente di favore dall’ente pubblico capitanato da Sala.

L’archiviazione

Un’azione eccessivamente generosa, quella nei confronti di Farinetti che, secondo il giudice per le indagini preliminari Claudio Castelli, è stata mossa esclusivamente per il bene della manifestazione. Abuso d’ufficio? A detta del gip si tratta piuttosto di una scelta che, “condivisibile o meno, rientrò nella discrezionalità amministrativa” di SalaIl commissario è stato dunque archiviato per mancanza dell’elemento psicologico richiesto per dimostrare abuso di ufficio, una prova che evidenzi il “dolo intenzionale” di procurare un vantaggio ingiusto al favorito. Insomma Sala si è svenato pur di poter offrire al suo pubblico una ristorazione peculiare e di qualità: una scelta strategica che poteva fare.

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L’archiviazione è stata firmata dal gip esattamente una settimana fa, il 12 gennaio 2016. Alle accuse da parte dell’Anac, Sala ha risposto facendo leva sull’unicità tecnica di Eataly, come singolo concept store italiano atto a valorizzare le eccellenze gastronomiche del made in Italy; una filosofia interamente concorde con il tema di Expo2015 e l’obiettivo di esaltare il made in Italy.

La possibilità tecnica effettiva di rilasciare l’affidamento senza gara esiste. È dichiarata dalla lettera b del comma 2 dell’articolo 57, una postilla che consente alle stazioni appalti come Expo di aggiudicare il contratto con procedura negoziata evitando il passaggio della gara d’appalto. Questo può avvenire solamente “qualoraper ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusiviil contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato”. A fare quel mestiere Eataly è un unicum e, francamente, è complicato negarlo. Bene l’affidamento diretto, dunque. Resta solo un dubbio lecito: l’Expo poteva incassare un po’ di più del misero 5%?

 

a cura di Michela Becchi

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