A dirigerlo ci sono Laura Lazzaroni e Federico De Cesare Viola. L’obiettivo? Confezionare un prodotto trasversale di alta qualità. E il mercato editoriale di settore cresce
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Dall’America all’Italia

Le parole chiave per raccontare il progetto editoriale che si appresta a debuttare in Italia con l’onere (e l’onore) di dare seguito al prestigio di Food Wine America, ce le fornisce nel corso di una lunga chiacchierata un emozionato Federico De Cesare Viola, neo Direttore Editoriale e Brand Ambassador di Food&Wine per guidare la divisione nazionale. Identità, ambizione, rispetto, versatilità, riflessione sono concetti ribaditi a più riprese. Esordire sul mercato editoriale enogastronomico, con una rivista – bimestrale e cartacea, in attesa che parta anche il sito – chiamata a conquistare un pubblico trasversale senza tradire la forza di un brand con 40 anni di storia alle spalle, non dev’essere facile. L’obiettivo più stringente, quindi – l’auspicio –  è quello di trovare sin dalle prime prove la propria identità: un tone of voice che sappia sfruttare ciò che il gruppo porta in dote senza rinunciare alla voglia di osare, confrontandosi con la realtà delle cose com’è da questa parte del mondo, “ma con quel pizzico di ambizione che sembra mancare nelle edicole italiane”. Un tentativo del resto fatto anche non più tardi di un anno fa dal Gambero Rosso, che ha debuttato con un progetto editoriale cartaceo tutto nuovo proprio a dicembre del 2017.

la copertina di una rivista sul cibo

Food&Wine Italia

Food&Wine Italia esce in questi giorni (già disponibile a Milano e Roma, dalla prossima settimana su scala nazionale) nelle edicole e nel circuito della grande distribuzione, con una tiratura iniziale di 70mila copie. Il merito spetta a chi ha creduto nel progetto per primo, Leonardo Donato di Magenta, l’editore che ha voluto portare in Italia Food&Wine, e insieme Fortune, Maxim e Lonely Planet, radunando una corazzata editoriale niente male. E alla squadra che ha preso in carico la missione: con De Cesare Viola, Laura Lazzaroni nel ruolo di Direttore Responsabile e un altro drappello di collaboratori di cui parleremo a breve. Cosa dobbiamo aspettarci? “Ci ha guidato l’idea di confezionare un prodotto di fascia alta per la qualità del lavoro, ma che non spaventi. Quindi avremo, per esempio, un bel numero di ricette (la food editor deputata è Laurel Evans), ma sempre funzionali alle storie presentate, che si tratti di viaggi, protagonisti, macrotemi gastronomici”. Ogni numero si svilupperà a partire da un tema, Festive Issue per l’esordio, “in riferimento al periodo delle feste, ma anche al nostro battesimo”. Un tema sotteso tra le pagine (132, per un prezzo fissato a 4,90 euro), sin dalla storia di apertura, dedicata al pollo nell’interpretazione di cinque noti chef: Niko Romito, che del pollo fritto ha fatto un vessillo e si staglia in copertina (pur senza volto) nella foto di Alberto Blasetti; poi Antonio Guida, Alfio Ghezzi, Francesco Apreda e Ciccio Sultano.

due pagine di una rivista sui cocktail

I contenuti. Rubriche, storie, ricette

Tanti i contenuti originali (anche una bella storia sull’arte della tavola firmata da Mimi e Oddur Thorisson), ma la possibilità di attingere alla fonte – preziosissimo archivio fotografico di Food&Wine America compreso – sarà sfruttata sin dal primo numero: “Un obbligo contrattuale, ma anche un piacere, perché parliamo di materiale di grande qualità (per esempio i viaggi nel mondo del vino di Ray Isle, mito del giornalismo enologico), tradotto e adattato perché sia apprezzabile dai lettori italiani, ricette in primis”. E questo porterà con sé anche una serie di firme internazionali che aiuteranno a prendere una strada “nuova” per comunicare il cibo in Italia: “C’è la voglia di guardare un po’ più lontano, ispirati per esempio dal mondo del giornalismo anglosassone. Ma soprattutto vogliamo essere noi a decidere di cosa parlare, non farci trascinare da argomenti triti e ritriti e dinamiche che vanno per la maggiore. Con la voglia di cominciare a ragionare: muovere, se necessario, qualche critica. Oggi troppo spesso ci incartiamo su cliché narrativi e linguistici”. Un rischio? “Sicuramente, ma la forza del brand ci dà sicurezza, e la serietà con cui stiamo lavorando, dal controllo maniacale dei contenuti agli shooting di qualità, ci dà l’ambizione di puntare in alto. Sono convinto che pur in un mercato editoriale in contrazione, ci sia margine per un buon prodotto; in giro ci sono già progetti con un tono di voce coerente, noi vogliamo aggiungere un punto di vista in più”. A confermarlo è l’ampia sezione dedicata alle rubriche, spigolature alternative che vogliono muoversi su nuovi terreni di riflessione: “Cominciamo con Ryan King, che firma per noi un bellissimo ragionamento sulle contraddizioni della social gastronomy. E tra i contibutor fissi, Gianluca Biscalchin si cimenta con una rubrica per parole e illustrazioni, sui meccanismi della ristorazione dietro le quinte; Marco Bolasco dice la sua sulla ‘ristorazione di mezzo’; Sara Porro, questo mese, indaga sul ruolo delle donne nel settore”.

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due pagine di rivista, peck e roscioli

Le strategie editoriali

Tanti nomi familiari – cui si aggiungono per l’esordio Luca Iaccarino, Elisia Menduni, gli stessi Federico e Laura (“ci piace scrivere!”), che firmeranno, tra gli altri, un pezzo di confronto tra Peck e Roscioli, alle prese con ordini, produzione, fatturati delle feste – che di volta in volta collaboreranno con una redazione snella: “Forse è proprio questa la strada da seguire, un team agile e una gestione intelligente sono prerogative per sopravvivere in questo mercato. È finita l’era delle grandi macchine giornalistiche”. E lo stile grafico? “Pulito, di grande impatto, modulato sulle nostre esigenze a partire dal recente restyling del magazine americano”. Guardando più in là, l’intenzione sembra essere quella di far crescere un gruppo editoriale forte, con prodotti capaci di dialogare tra loro, per alimentare anche il capitolo eventi e affini, organizzando appuntamenti che rafforzino il brand (e facciano tornare i conti). Si comincia il 12 dicembre, a Roma, con la premiazione delle imprenditrici italiane più influenti e innovative, elette da Fortune: “Anche Food&Wine Italia parteciperà, chiamando sul palco due donne di riferimento del mondo enogastronomico”. Ma le opportunità di crescita saranno reciproche: dall’altra parte dell’oceano l’interesse per l’Italia è in crescita, “probabilmente Food&Wine realizzerà un numero annuale dedicato al nostro Paese”. Qui, ora, c’è una squadra pronta a dare manforte. Adesso si comincia.

 

a cura di Livia Montagnoli