Gambero Rosso e Cia insieme per promuovere l'agroalimentare made in Italy. Si parte da Copenaghen

20 Gen 2017, 14:00 | a cura di

L'accordo tra Gambero Rosso e Cia-Agricoltori Italiani si tradurrà in un calendario di eventi promozionali e attività di valorizzazione dell'eccellenza agroalimentare italiana nel mondo, per contrastare l'italian sounding e scommettere sulle potenzialità dell'export enogastronomico. Dopo Copenaghen, Los Angeles e Miami. 


L'alleanza Gambero Rosso-Cia. Da Copenaghen

A Copenaghenl e celebrazioni del caso sono già in corso. Oggi, 20 gennaio 2017, ospiti della capitale danese per una delle tappe del tour Top Italian Food & Beverage Experience e Vini d'Italia Experience, Gambero Rosso e Cia sanciscono la nuova partenrship strategica per la promozione dell'eccellenza agroalimentare italiana nel mondo. E proprio da Copenaghen, alla presenza del Consorzio Nazionale Olivicoltori e di sei imprese associate alla Cia-Agricoltori Italiani, prende le mosse il tour che nel corso del 2017 vedrà il made in Italy gastronomico di qualità protagonista di una serie di eventi, attività di promozione nelle fiere nazionali ed estere, piani di formazione e valorizzazione delle competenze gestionali, comunicative e strategiche delle imprese agricole associate, per valorizzare quell'eccellenza che Gambero Rosso si è sempre impegnato a far conoscere e tutelare, Prossime tappe Los Angeles e Miami. Ora però è il momento della vetrina danese, all'interno del Moltkes Palae, dove a tenere banco è l'Oil Bar con la degustazione e le prove d'assaggio di cinque etichette selezionate dal Cno. In affiancamento, sei aziende in arrivo dalla Penisole, realtà top del made in Italy: la Drusian di Treviso, produttrice di Prosecco, presente con tre etichette; l’azienda agricola Fabio Girometta di Piacenza con il pomodoro trasformato; la Fattoria Biò di Mario Grillo di Cosenza con assaggi di formaggio e salumi; Apofruit di Forlì-Cesena con le sue mele verdi per assaporare l’olio e il panificio La Maggiore di Bari, che con il suo pane di Altamura Dop e i suoi taralli accompagna le degustazioni di vino, olio, pomodoro, formaggi e salumi per l’intera manifestazione, mentre l’azienda Bio Vio di Albenga fornisce l’origano da utilizzare sul pomodoro.

 

Per l'eccellenza agroalimentare e contro l'italian sounding

L'obiettivo dichiarato è puntare all'internazionalizzazione delle aziende Cia con il contributo fondamentale di Gambero Rosso, punto di riferimento per aziende e realtà che vogliono superare i confini nazionali, rappresentando all'estero l'eccellenza dei cibi tradizionali italiani. Del resto le ultime indagini di mercato, sul versante internazionale, confermano che la richiesta è alta, e gli stranieri dimostrano di apprezzare il “sistema del cibo” italiano, senza però conoscere il 95% dei nostri prodotti di nicchia e di qualità, che potrebbero fruttare al Paese 70 miliardi di euro di fatturato potenziale: 4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità dei nostri cibi superiore rispetto a quella locale, il 43% degli statunitensi chiede più Made in Italy nei supermercati e ben il 74% dichiara di essere disposto a riconoscere un prezzo maggiorato sui prodotti, a patto che siano 100% italiani.Lo conferma Dino Scanavino, presidente Cia: “L’Italia non ha mai messo in campo una strategia organica per aggredire i mercati stranieri. Con questo piano di promozione, il nostro impegno è quello di rafforzare e accompagnare le nostre aziende nella sfida dell’internazionalizzazione. L’obiettivo è quello di favorire la crescita e conquistare nuovi spazi all’estero, contrastando l’italian sounding”. E gli fa eco Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso: “Gambero Rosso è costantemente a fianco delle aziende italiane per la promozione del Made in Italy di qualità nei maggiori mercati internazionali. Siamo quindi lieti di collaborare a questo importante progetto strategico nato dalla sensibilità della Cia per sostenere lo sviluppo delle aziende associate sui mercati stranieri, sempre più indispensabili per la crescita dimensionale e per la redditività del settore agricolo e agroalimentare italiano”.

 

 

 

 

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