A Godia, paese delle patate e degli gnocchi, non poteva chiamarsi altrimenti: è un inno agli gnocchi e alle ricette della tradizione friulana lo spazio che lo chef di Agli Amici ha inaugurato qualche mese fa accanto al ristorante. Ma qui si cucina solo in vasocottura.  

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Gli gnocchi di Godia

Si chiama Gnocchi Kitchen Bar e non è un tentativo mal riuscito di imitare la tradizione italiana da parte di qualche italoamericano buontempone. Anzi, lo scenario che si para davanti agli occhi di chi arriva a Godia, piccola frazione a pochi chilometri dal centro di Udine, è ben diverso, e vede scendere in campo uno chef preparato come Emanuele Scarello (già alla guida del bistellato Agli Amici, attività di famiglia che gestisce dal 1998 con la sorella Michela). Chi conosce un po’ la geografia del patrimonio gastronomico friulano avrà già avuto l’intuizione: nella tabella delle concordanze territorio/eccellenze, al piccolo paese di Godia spetta il primato per la patata, una varietà locale – la Kennebec, polpa bianca e farinosa – particolarmente adatta per la preparazione degli gnocchi, che ogni anno, alla fine di agosto, vengono celebrati da una sagra storica. Preparati a mano secondo la ricetta tradizionale dalle massaie di Godia, al Kitchen Bar di Emanuele Scarello gli gnocchi diventano protagonisti di un format scanzonato e moderno, che da qualche mese sta facendo parlare di sé. L’insolito bistrot ha aperto i battenti a dicembre scorso, supportato da un ambiente a metà tra il casalingo e l’allestimento di design (progettato dall’architetto Paolo Zuliani dove un tempo c’era il bar Agli Amici) e da una campagna di comunicazione per immagini affidata alle belle illustrazioni di Gianluca Bischalchin. Ma cosa deve aspettarsi chi sceglie lo Gnocchi Kitchen Bar preferendolo all’attigua cucina gourmet del ristorante Agli Amici?

Gnocchi, e non solo… In vasocottura

Qui lo chef si diverte con sapori del territorio rivisitati senza snaturarli, non solo gnocchi – pur protagonisti della scena – ma anche musetto e baccalà mantecato, pollo al vino e lasagne, millefoglie di bollito e piadine, prosciutto San Daniele e formaggi della zona, bruscandoli e composte fatte in casa. E tutte le pietanze arrivano in tavola in barattoli di vetro monoporzione, una spia evidente del metodo di cottura prescelto: la vasocottura, che ben si presta alle esigenze di una cucina che deve lavorare in anticipo (per dedicarsi poi alla linea del ristorante), con prodotti cotti e conservati sottovuoto, e poi riscaldati al microonde al momento del servizio. Ma nulla è lasciato al caso, la qualità dev’essere una priorità. Ecco perché prima di intraprendere l’avventura, Scarello e il suo team hanno lavorato per due anni sul concept, codificando una quarantina di ricette; che sono quelle che i commensali si ritrovano nel “piatto” con una spesa media piuttosto contenuta di 25 euro. Ci si può accomodare anche al bancone per assistere al perfezionamento degli ultimi dettagli: a vista gli spazi di lavoro, forni, abbattitore, sistema per la vasocottura. Oppure scegliere un tavolo (una ventina di coperti in tutto), o acquistare i vasetti per il take away, da riscaldare in microonde o a bagnomaria. Non resta che scegliere: gnocchi ai pomodori del Piennolo, con alghe e fasolari o gratinati alle erbe con asparagi e fonduta leggera?

 

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foto di Gianni Antoniali dal libro Scarello

Gnocchi Kitchen Bar | Godia (Udine) | via Liguria, 252 | tel. 0432 565411 | aperto a pranzo e cena, chiuso il lunedì | www.agliamici.it