Il progetto, realizzato con la collaborazione di MIPAAF, Unioncamere, Università Ca’ Foscari e Fondazione Symbola, prevede anche la creazione di posti di lavoro dedicati a giovani che aiutino le piccole imprese a vincere le resistenze e mettersi al passo con i tempi.
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Il più grande motore di ricerca del mondo, che raccoglie le visite di milioni di utenti, apre al Made in Italy. Le voci correvano già da tempo, ma ora la piattaforma di Google è stata ufficialmente lanciata e non è dedicata solo al comparto agroalimentare d’eccellenza. Al fianco di Parmigiano Regiano e Prosciutto San Daniele, si trovano le Pietre di Viterbo o il Corallo di Trapani, così come i Vetri di Murano. Una mappa georeferenziata aiuta nell’individuazione delle produzioni segnalate con dettagliate indicazioni territoriali. “Made in Italy, eccellenze in digitale”, questo il nome del portale-vetrina, nasce da una sinergia tra il searching engine e MIPAAF, forte della collaborazione con Unioncamere, Università Ca’ Foscari e Fondazione Symbola. L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare le piccole realtà e i loro prodotti al più ampio bacino d’utenza possibile. Il presidente Aicig, Giuseppe Liberatore, nel commentare positivamente la notizia, è intervenuto sui molteplici aspetti legati alle contraffazioni che ancora penalizzano fortemente il mercato Made in Italy, ma, seppure i danni derivanti dal fenomeno dell’italian sounding non sono assolutamente da trascurare, c’è un altro dato che va preso in considerazione. Per avere visibilità su internet, le aziende devono avere un sito web. Al momento, secondo un articolo pubblicato sul blog di Google, solo il 34% delle PMI (piccole e medie imprese) hanno una pagina di riferimento. Due aziende su tre sono dunque “invisibili” al colosso della Silicon Valley.
Abbiamo deciso di realizzare, insieme alla Fondazione Symbola e con il coordinamento scientifico del Professor Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia” si legge nell’articolo, “un percorso formativo online che, partendo da storie imprenditoriali e casi concreti, fornisce agli imprenditori idee e spunti per utilizzare il web come mezzo per rafforzare il proprio business. Ad inaugurare il percorso anche una lezione di Vint Cerf, oggi Chief Evangelist di Google e uno degli inventori di Internet. Infine, prosegue l’impegno di Google sul territorio con Unioncamere, con ulteriori 20 borse di studio per giovani “digitalizzatori” che per 6 mesi affiancheranno aziende piccole e medie in diverse regioni d’Italia per aiutarle a portare il Made in Italy online. Presto renderemo noto il bando e i territori coinvolti”.

www.google.com/culturalinstitute/project