Presentata da Eataly Smeraldo a Milano l’edizione 2015 della guida ideata da Paolo Marchi sulla scia del successo del celebre congresso gastronomico. Sono 678 i ristoranti d’autore recensiti su cinque continenti, con l’esordio di Russia, Argentina e Canada. Assegnati i premi alle Giovani Stelle, tra loro Luca Fantin, Marianna Vitale, David Toutin.
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A poche ore dall’annuncio del programma ufficiale per la prossima edizione del celebre congresso gastronomico milanese, Identità Golose svela storie e protagonisti della guida che senza punteggi – ma con un livello indicativo di tradizione/innovazione – racconta l’Italia (e un quadro del panorama internazionale) della ristorazione. L’edizione 2015 è stata presentata con una cerimonia di premiazione alla presenza di Paolo Marchi presso Eataly Smeraldo a Milano.
Sono 678 i ristoranti recensiti, tra cui si annoverano 193 nuove insegne e ben 186 locali nel mondo (in 33 diversi Paesi) con l’esordio di Russia, Argentina e Canada. Ristoranti d’autore che sanno farsi apprezzare per i volti che li rappresentano, la personalità degli chef alla guida delle cucina della Penisola e del mondo, che la filosofia di Paolo Marchi ha sempre mirato a mettere in luce. Ma punta anche al turn over questa guida sin dall’inizio pensata per trasmettere il dinamismo di un settore in continua evoluzione, dove tante novità si affacciano con credibilità a movimentare un panorama che già può contare su molte eccellenze.
Non a caso il premio Chef dell’anno se lo aggiudica Luca Fantin, un nome poco familiare ai più che nasconde il talento di uno chef made in Italy (trevisano, 35 anni) trapiantato a Tokyo, alla guida del ristorante Bulgari Ginza Tower. La migliore chef donna è invece Marianna Vitale, alla guida di SUD, espressione in cucina del calore mediterraneo.
Tra gli altri riconoscimenti, a Il Palagio del Four Season di Firenze spetta il premio per la miglior carta dei vini e distillati, mentre il miglior sommelier è una donna – Elisa Bellavia – di casa nel ristorante vercellese di Cristian e Manuel Costardi. Gianluca Gorini, chef de Le Giare di Montiano, è la sorpresa dell’anno; miglior sous chef è Simone Nebbia, secondo di Roberto Petza, mentre il premio per il miglior chef straniero arriva a Parigi, alla tavola di David Toutin.
Ci sono anche le menzioni più curiose, come nella tradizione di una guida tutt’altro che convenzionale, come il riconoscimento per il miglior cestino del pane che spetta al ristorante Guido da Costigliole di Santo Stefano Belbo.
Ma oltre ai numeri e ai risultati la guida di Identità Golose è costruita intorno al piacere della lettura, al fascino evocativo del racconto, specie quando a parlare sono i ricordi e l’esperienza di volti che della buona tavola non possono fare a meno, direttamente coinvolti a vario titolo nel settore enogastronomico. Sono le Storie di gola di Alessandro Pipero, Marco Bolasco, Nino di Costanzo, Marco Stabile, Enzo Vizzari, Mario Batali e tanti altri che raccontano dodici città d’Italia e del mondo. Le introduzioni le firmano invece Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e lo stesso Paolo Marchi.
La cerimonia ha sugellato la collaborazione con Eataly, sempre più vicina alle iniziative di Identità Golose e location del primo Roma Food&Wine Festival (alla fine di novembre) presso la sua sede romana.

Identità Golose, edizione 2015 | Mondadori| Prezzo: 19,90 euro | www.identitagolose.it