[caption id="attachment_132441" align="alignnone" width=""]Agricoltori [/caption]

Il Sud Italia riparte e lo fa grazie all’agricoltura. Per la prima volta da molti anni, il Mezzogiorno è cresciuto più del resto del Paese. Ed è proprio il settore agricolo, secondo i numeri del rapporto Ismea-Svimez, ad aver trainato la crescita nel corso del 2015.

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Il rapporto Ismea-Svimez

Il rapporto è stato elaborato dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) della Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Secondo i dati, il PIL del Meridione ha registrato durante il corso del 2015 una crescita dello 0,8% contro lo 0,5% del Centro-Nord. Se si considera la crescita nel settore primario il trend diventa ancora più evidente: aumenta del 7,3% al Sud, mentre al Centro-Nord si registra un +1,6%. Aumenti importanti, che non si registrano invece nel settore industriale, che ha visto un calo dello 0,3%, né nel terziario, che è invece cresciuto dello 0,8%.

Analizzando la ripresa nel dettaglio si nota che il trend è sostanziato soprattutto dalle produzioni di olio d’oliva, malgrado i problemi creati dagli eventi metereologici nel 2015 e quelli generati dalle infestazioni parassitarie nel 2016.

 

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Occupazione giovanile e investimenti

A dare slancio all’agricoltura del Sud Italia, tuttavia, sono i dati provenienti dal settore occupazionale, che ha registrato un +3,8% nel 2015 e continua a crescere nel 2016 con un +5,8% nel primo trimestre e un +6,5% nel secondo, ma anche gli investimenti hanno giocato un ruolo cruciale, cresciuti di quasi il 10% rispetto al 2014.

Il fenomeno ha riguardato sia i dipendenti che gli autonomi, ma nel Mezzogiorno sono più i primi, mentre nel Centro Nord aumentano i secondi. L’aumento dei posti di lavoro riguarda soprattutto i giovani under 35, fascia che registra un +9,1%. “L’agricoltura” scrivono gli analisti di Ismea, “ha assunto un ruolo di primo piano nella creazione di nuova occupazione giovanile al Sud. Nell’anno accademico 2015/2016 gli immatricolati all’università del gruppo agrario hanno raggiunto un livello di quasi il 20% in più rispetto a dieci anni prima”.

Anche nella prima metà del 2016 l’occupazione giovanile in agricoltura è cresciuta dell’11,3% in Italia e, in particolare, del 12,9% nel Meridione. Una crescita alla quale ha dato un decisivo apporto il lavoro a tempo pieno, che registra un aumento del 14,4%. In questo quadro, il peso dell’imprenditorialità giovanile agricola ha un ruolo fondamentale: nei primi sei mesi del 2016 si sono registrate al Sud quasi 20mila imprese in più.

 

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Le esportazioni

Un altro settore che contribuisce a sostanziare un positivo benché limitato aumento della crescita è quello delle esportazioni del comparto agricolo. Nel 2015 i prodotti agricoli esportati all’estero sono cresciuti del 15,5% per quanto riguarda il Sud e del 9,6% per quanto riguarda il Settentrione, mentre quelli alimentari registrano un +7,6% rispetto al +6,3% del Centro-Nord. È la Gran Bretagna il Paese europeo che acquista più prodotti del Sud. “La necessità” si legge in conclusione del report, “è quella di proseguire su questa strada incoraggiando le politiche di sostegno e detassazione per i giovani imprenditori agricoli. Lo scopo è quello di assicurare un adeguato ricambio generazionale”.

 

 

a cura di Francesca Fiore