Le previsioni per la vendemmia 2013, appena partita, segnano la ripresa del Sud Italia. In negativo solo Umbria e Friuli Venezia Giulia, a causa di peronospora e maltempo.
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Parola d’ordine: normalità. Ismea (Istituto Servizi Mercato Agricolo e Alimentare) e Unione italiana vini sono concordi: l’Italia è finalmente tornata a un calendario vendemmiale tradizionale, con uve che saranno raccolte tra fine settembre e ottobre, dopo due vendemmie precoci. Questo non significa che non si possano fare previsioni. Anzi, dopo quelle di Assoenologi e quelle unificate di Agrinsieme, Federvini e la stessa Uiv, finalmente le cifre sono state diffuse. E, per l’annata 2013, l’Italia dovrebbe raccogliere 44,5 milioni di ettolitri di vino, con un 8% in più rispetto ai 41,1 milioni diffusi dall’Istat per lo scorso anno (annata in cui Ismea e Uiv avevano previsto una raccolta sotto i 40 milioni di ettolitri). Un risultato, come spiegano gli esperti di Ismea e Uiv, dato dalla media tra l’ipotesi più bassa (44 milioni di ettolitri) e quella più alta (45 milioni).
C’è comunque molta cautela perché si tratta di stime al 15 settembre (riferite al vino finito, quindi al netto del vino feccioso), che arrivano quindi a raccolta non ancora, o appena, iniziata in diverse regioni. Dati (illustrati nel grafico) che potrebbero cambiare nettamente a seconda delle condizioni climatiche delle prossime settimane. “Se le piogge dovessero arrivare nel modo sbagliato” scrivono gli analisti di Ismea e Uiv “potrebbero portare danni”.
Ma quali sono le principali caratteristiche dell’annata? Le regioni del Sud stanno recuperando, in termini di variazione percentuale rispetto al Nord, il raccolto perso nel 2012 e 2011. Tranne Friuli Venezia Giulia e Umbria, danneggiate dalla peronospora e dal maltempo, in tutte le zone si prevede un aumento del raccolto. I timori derivanti da un inverno e da una primavera molto piovosi sono stati mitigati e, via via, fugati dal bimestre luglio-agosto, con temperature nella norma che hanno consentito un parziale recupero sui tempi vendemmiali e la ripresa della maturazione. Per questi motivi, secondo Ismea e Uiv, si prevede “un’ottima annata dal punto di vista qualitativo in tutta Italia”. Ottime annate, in particolare, sono previste per Aglianico in Basilicata, per il Montepulciano d’Abruzzo, per i rossi della Toscana, i bianchi dell’Alto Adige, il Conegliano Valdobbiadene in Veneto.

a cura di Gianluca Atzeni