Il temporary restaurant ospitato all'interno del Seven Stars Hotel Galleria affianca le attività del Padiglione statunitense con un calendario di cene e appuntamenti che declinano la cucina d'autore d'Oltreoceano. In arrivo grandi nomi; poi brunch e pranzi del Ringraziamento.
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Non solo street food. La rivincita dell’alta cucina made in Usa

Non solo food truck, hot dog, costolette e sandwich all’astice. Gli Stati Uniti sono presenti ad Expo con lo schieramento al completo, intenzionati a mostrare le mille sfaccettature di una gastronomia più complessa di quanto i nostri pregiudizi ci inducano a pensare. Certo, impossibile resistere al folclore dei camioncini made in Usa arrivati al seguito della compagine a stelle e strisce nella cittadella di Expo per distribuire a ciclo continuo invitanti assaggi della più verace tradizione street food, ma senza dimenticare un’identità culinaria che può contare su grandi protagonisti della ristorazione internazionale, sperimentazioni all’avanguardia, ingredienti di qualità (come gli astici pescati nell’Oceano, più croccanti e più dolci, che l’America importerà a Milano).
Così la supervisione di Mitchell Davis, curatore del padiglione americano, si sdoppia per condurre i giochi del James Beard Restaurant inaugurato lo scorso 8 maggio in Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore della città con vista sulla Scala, all’interno della Penthouse Suite del Seven Stars Galleria Hotel.

Grandi chef per il temporary restaurant a stelle e strisce

Ancora un temporary restaurant, dunque, diretta emanazione di usi e costumi americani in cucina, che potrà contare sull’arrivo in città di grandi chef statunitensi, pronti a introdurre i commensali ai piaceri dell’alta ristorazione d’Oltreoceano. L’avamposto americano in centro città è affidato alla gestione della James Beard Foundation, l’associazione che dal 1986 assegna gli Oscar culinari ai migliori rappresentanti della cucina nazionale e al Greenwich Village di Manhattan dirige la celebre James Beard House.
Il calendario di cene e appuntamenti è ricco e in continuo aggiornamento. Ai fornelli si alternano volti noti come Lidia Bastianich, Cristeta Comerford (chef della Casa Bianca), Mario Batali, Dan Barber, Daniel Humm, Tom Colicchio, David Kinch e molti altri. E il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza americana, arriva Massimo Bottura, per celebrare la ricorrenza speciale.
Ogni cena (il martedì, mercoledì, venerdì e sabato sera) offre un viaggio nella cucina d’autore americana in cinque portate, al prezzo fisso di 120 euro.

Brunch e pranzi del Rigraziamento in Galleria

Poi ci sono gli appuntamenti settimanali e mensili, che scandiscono i momenti più significativi della tavola statunitense, tra fenomeni ormai ampiamente sdoganati anche in Italia – come il brunch che si ripeterà ogni domenica mattina dalle 11 alle 16 (il primo, in coincidenza con la Festa della Mamma, è stato offerto a tutte le mamme e preparato dallo chef Evan Hanzcor dell’Egg di Brooklyn, con accompagnamento di musica gospel e jazz) – e usanze intramontabili come il pranzo per la Festa del Ringraziamento e il suo tacchino ripieno in prima linea (proposto in Galleria un giovedì al mese).
Ogni appuntamento deve essere prenotato e pagato in anticipo, come da abitudine americana.

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James Beard Restaurant | Seven Stars Galleria Hotel, Galleria Vittorio Emanuele II, Milano | per maggiori informazioni e scoprire il programma completo www.usapavilion2015.net/programs?program=james-beard