L'export di gennaio-ottobre ha numeri a due cifre per gli spumanti. E vanno bene anche le Dop in Scandinavia

24 Gen 2014, 13:50 | a cura di Saverio De Luca
Prosegue il trend positivo degli incassi fuori confine, mentre i volumi tendono a calare. Gli Stati Uniti si confermano sul podio dei principali mercati, Svezia e Norvegia superano le aspettative.
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Crescita a due cifre per gli spumanti italiani inviati fuori confine nei primi dieci mesi del 2013, arco temporale in cui il vino nel suo complesso fa registrare un calo dei volumi del 2,9% e un aumento dei valori dell'8,4% (a 4,1 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo 2012. Per le bollicine italiane, da gennaio a ottobre, secondo l'Ismea, si registra un +15,2% in volume (1,6 milioni di ettolitri) e un +18,2% in valore (571 milioni di euro), con la categoria degli "altri spumanti Dop" (che comprende il Prosecco) che cresce del 30% in quantità e del 29% in valore. L’Asti cresce di meno con +2% e +11%. L'export è in positivo in tutti i principali Paesi tranne Germania (-23,4% in volumi e -12,3% in valore) e Giappone (-2,2% e -8,2%).Tra le singole voci delle esportazioni italiane, gli sfusi (che valgono il 28% dei volumi totali) perdono il 9% in quantità con guadagni a +19%, soprattutto per l'aumento dei listini alla produzione (+24% sul al 2012) che, tuttavia, hanno iniziato una fase discendente. I frizzanti perdono il 4,3% in quantità, sotto il milione e mezzo di ettolitri, guadagnando però l'1,3%. I vini confezionati (che rappresentano metà dei volumi totali) scendono dell'1,4% ma guadagnano il 6,2% a quota 2,8 miliardi di euro: bene gli Stati Uniti (+2,4% in volumi e +7,9% in valore, primo mercato di destinazione in valore) e il Canada (+6% in volume a valori stabili); diminuiscono le spedizioni dei confezionati nel Regno Unito (-5%) e in Germania (-3%) a fronte di un aumento degli incassi del 9 e del 6%; cali anche per Svizzera (-5%), Giappone (-6%), Cina (-20%) e Russia (-5%). Considerando le Dop (-2% a volumi e +4,8% a valori), soffrono Svizzera e Canada mentre vanno bene Svezia (+15% e +17,4%) e Norvegia (+9,5% e +20,3%). Stabili i volumi delle Igp con valori che superano il miliardo di euro (+8%).

a cura di Gianluca Atzeni

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