Dal 2015 la Fondazione promossa da Ferran Adrià con Juli Soler per preservare l’eredità del elBulli e promuovere la sperimentazione gastronomica avrà una sede permanente, nel cuore del parco sulla costa catalana, a Cala Montjoi. Ma la decisione del Governo Catalano di autorizzare l’edificazione in un’area naturalistica protetta sta suscitando molte polemiche tra l’opinione pubblica. Nonostante l’interesse turistico e il valore culturale del progetto.
Pubblicità

È nell’aria da qualche tempo l’ambizioso progetto di Ferran Adrià, l’idea di dotare di una sede ufficiale elBulliFoundation, centro propulsore delle sue ricerche gastronomiche dopo la chiusura del mitico elBulli nel 2011. Non a caso, la Fondazione che il geniale chef ha promosso insieme a Juli Soler all’inizio del 2013 (con il coinvolgimento di Isabel Pérez, Marta Sala, Albert Adrià, Ernest Laporte), affianca alla realizzazione del faraonico archivio gastronomico di Bullipedia – per la sistematizzazione di tutto lo scibile sulla storia della cucina a vantaggio dei cuochi professionisti di tutto il mondo – la salvaguardia dell’eredità di elBulli, con l’obiettivo di accogliere un’esposizione permanente che illustri la sua evoluzione culinaria e creativa, ma anche uno spazio dedicato alla sperimentazione e all’elaborazione di nuove idee, un laboratorio per condividere ricerche gastronomiche e multidisciplinari che accoglierà ogni anno trenta giovani chef. E la possibilità di organizzare eventi e cene annuali.
L’apertura della sede, prevista per il 2015 in località Cap de Creus, in un tratto della costa catalana dichiarata Parco Naturale, sta però incontrando in questi giorni una ferma polemica da parte dell’opinione pubblica: sono già 67mila le firme raccolte da una petizione pubblicata su Change.org per impedire che l’edificio destinato all’esposizione permanente (esteso su una superficie di 5400 metri quadri, su un totale di 20mila metri quadri complessivi) possa essere costruito nell’area naturalistica protetta di Cala Montjoi. Perché questo sia possibile il Governo Catalano approverà infatti una legge in deroga alle disposizioni che vietano l’edificazione nell’area protetta, sulla base del riconoscimento di particolare interesse pubblico del progetto di Ferran Adrià.
Oltre al percorso espositivo – che condurrà i visitatori attraverso le principali tappe della storia di elBulli – l’area accoglierà uno spazio audiovisivo, un pop-up restaurant per sperimentare in prima persona il risultato delle ricerche gastronomiche, uno store, ma anche un centro di ricerca internazionale dedicato alle energie rinnovabili, cui sarà destinata anche un’ampia area esterna visitabile. Un progetto, diretto dell’architetto Enric Ruiz Geli, che sembra avere tutte le carte in regola per rivestire grande interesse turistico ed economico, oltre al suo alto valore culturale. Come si risolverà la questione?

www.elbullifoundation.org