Il ciclo di conferenze ideato nel 2005 dal professor Umberto Veronesi si concentra quest’anno sull’eradication of hunger, una lotta alla fame nel mondo indagata da una prospettiva scientifica. Tre giorni di lavori, che si chiuderanno il 20 settembre, sull’isola veneziana di San Giorgio, ospitati dalla Fondazione Giorgio Cini. Tanti gli interventi in programma per approfondire l’importanza della biodiversità alimentare e dell’agricoltura sostenibile, le patologie connesse a cattive abitudini alimentari, le implicazioni economiche, etiche e politiche di un’emergenza globale.
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Termineranno il 20 settembre i lavori del congresso The Future of Science riunito presso la Fondazione Giorgio Cini – in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione Silvio Tronchetti Provera – sull’isola di San Giorgio a Venezia, quest’anno incentrato sulle strategie per contrastare un’emergenza globale come la fame nel mondo.
L’obiettivo dichiarato di cui si è fatta portavoce nei giorni scorsi la professoressa Chiara Tonelli – docente di genetica e Prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano – è di dimezzare entro il 2015 (rispetto al 1990) il numero di persone che patiscono la fame e soffrono di malnutrizione, un traguardo purtroppo ancora lontano. Così entrano in gioco scienza e tecnologia, il cui ruolo fondamentale è contribuire a proporre soluzioni per garantire al Pianeta cibo e acqua per tutti, favorendo la redistribuzione delle risorse alimentari.
Sotto la guida del professor Umberto Veronesi, ideatore del progetto (giunto quest’anno alla decima edizione) insieme alla professoressa Chiara Tonelli, si affronterà così un denso programma di interventi, tra cambiamenti climatici e desertificazione, agricoltura sostenibile, patologie correlate all’aumento esponenziale nel consumo di cibi di origine animale (come diabete, obesità e malattie cardiovascolari), sicurezza e salute alimentare, ingegneria genetica e piante, implicazioni economiche, etiche e politiche. Una prospettiva scientifica quella che guida i partecipanti al ciclo di conferenze – affermati scienziati, filosofi, biologi, economi da tutto il mondo – verso strategie che possano migliorare la qualità della vita della collettività, a partire da dati allarmanti circa le sorti della biodiversità alimentare: sono solo settecento, su 250mila piante note di cui 10mila commestibili, le specie coltivate in modo sistemico, un dato che conferma la perdita del 75% della diversità genetica vegetale.
Tra gli ospiti presenti è atteso l’intervento di Shivaji Pandey, consigliere speciale della divisione produzione e protezione delle piante dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) a Roma, ma tutti contribuiranno alla causa dell’eradication of hunger , il tema di questa edizione. Non resta che attendere i risultati.

www.thefutureofscience.org