Siamo andati in una limonaia sul lago di Garda e abbiamo avuto conferma che qui i limoni crescono alla grande. Ci ha raccontato perché Fabio Gandossi della Limonaia La Malora a Gargnano, in provincia di Brescia.
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“A Santa Caterina, stupìna, stupìna”. È il detto con il quale tuttora si sancisce la chiusura delle limonaie del Garda per proteggerle dai rigori invernali. “Il 25 novembre – ci racconta Fabio Gandossi della Limonaia La Malora a Gargnano in provincia di Brescia si deve ultimare la chiusura con la paglia che va a tappare le fessure delle grandi serre fatte di pilastri e vetrate. Per fare l’intera operazione ci vogliono circa dieci giorni”. Un lavoro lungo e a tratti rischioso, soprattutto quando si tratta di stare in piedi sulle assi di legno di castagno che andranno a formare il tetto.

L’origine dei limoni del Garda

È così che gli equilibristi dei limoni garantiscono un habitat ideale agli agrumi, anche sulle sponde del lago di Garda, il punto più a nord dove si coltivano. “Pare che i limoni siano stati introdotti qui dai frati Francescani”, uno dei primi conventi da loro fondato fu a Gargnano nel 1226 e, a testimoniare quanto afferma Fabio, ci sono i bassorilievi dei capitelli del chiostro di San Francesco raffiguranti proprio dei limoni. Quello che non si sa è chi ha ideato queste serre, né quando si è iniziato a costruirle.

“Sappiamo solo che risalgono alla fine del 1500 e che il commercio dei limoni divenne ben presto di fondamentale importanza per la sopravvivenza economica delle popolazioni locali”. I limoni, infatti, si esportavano soprattutto in Austria dove la domanda era piuttosto alta poiché l’alto contenuto di vitamina C permetteva alle popolazioni del Nord Europa di sconfiggere lo scorbuto.

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Il commercio di limoni

L’apice di questo commercio fu raggiunto nel 1700, quando il panorama gargnanese divenne interamente dominato da moltissimi agrumeti. “All’epoca, a Gargnano, la Società Lago di Garda si occupava della selezione dei limoni in base a grandezza e bellezza. I frutti poi, incartati uno a uno – Esistono tanti collezionisti di queste veline: all’epoca rappresentavano il marchio e spesso erano impreziosite dalle creazioni di famosi disegnatori – venivano direttamente caricati sui barconi e trasportati a Riva del Garda. Da qui partivano per raggiungere i vari Stati dell’Europa settentrionale”.

Con gli anni e l’unità di Italia il commercio, però, è andato via via ad affievolirsi e molte limonaie della zona sono state abbandonate. Delle centinaia di limonaie presenti sul Garda un tempo, ne restano attive e visitabili a oggi solo pochissimi esempi, una di queste è La Malora, dall’omonimo ruscello che le scorre accanto.

Limonaia La Malora

Mio padre Giuseppe stava cercando una casa per la nostra famiglia e si è imbattuto in questa limonaia. Era piena di rovi ed erbacce, e in lui si è acceso il desiderio di rimetterla in ordine e in funzione. É così che ha iniziato a coltivare i limoni, mettendo in pratica tutti i consigli che la gente del posto gli dava e mantenendo la struttura muraria di un tempo”. Alti muraglioni perimetrali e pilastri di pietra a reggere la serra montata ogni anno allo scadere di Santa Caterina.

“Ha mantenuto anche gli attrezzi di un tempo, come le scodelle di terracotta piene d’acqua a far da termometro: mio papà sapeva che quando si formava un sottile strato di ghiaccio in superficie, era tempo di chiudere le limonaie o di accendere il fuoco nella parte bassa del terreno per scaldare le terrazze più in alto”.

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I capperi crescono molto bene lungo gli assolati muraglioni delle limonaie

La limonaia oggi

Oggi non è cambiato più di tanto il lavoro in limonaia – “un tempo detti giardini di limoni e chi se ne occupava veniva chiamato giardiniere” – ma a reggere le fila di tutto è Fabio che si autodefinisce custode: “Custodisco piante che vanno al di là della mia età, alcune centenarie!”. L’ex attore teatrale, tre anni fa ha infatti deciso di lasciare il suo lavoro e aiutare il padre in questa impresa. Attualmente a La Malora ci sono venti piante autoctone (Madernina) che arrivano a produrre anche 2mila limoni ciascuna, tutti caratterizzati da buccia sottile e forte acidità.

La raccolta inizia a gennaio ma continua per tutta l’estate e a volte i limoni rimangono attaccati all’albero anche per due anni. Non facciamo una grande produzione e con quello che abbiamo produciamo marmellate e liquori”. Ma l’attività di famiglia prevede anche delle visite guidate che, se siete in zona, consigliamo vivamente perché un conto è leggere le nostre righe, un altro è respirare l’amore per la bellezza concretizzata attraverso questi giardini meravigliosi.

Limonaia la Malora – Gargnano (BS) via della Libertà, 2 – 0365791071 – limonaialamalora.it

a cura di Annalisa Zordan