Martina contro il caporalato: “Un fenomeno da combattere come la mafia”

9 Set 2015, 10:00 | a cura di Michela Becchi

È partita la settimana scorsa, 1 settembre 2015, la “Rete del lavoro agricolo di qualità”, l'organismo autonomo nato per rafforzare le iniziative di contrasto dei fenomeni di irregolarità del lavoro nel settore agricolo. I ministri Maurizio Martina e Andrea Orlando chiedono la confisca dei beni di chi sfrutta i lavoratori agricoli.

 

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Un fenomeno da combattere come la mafia”, così il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martinaha definito il caporalato in agricoltura. “Per batterlo”, aggiunge il Ministro, “occorre la massima mobilitazione di tutti: istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali. Chi conosce situazioni irregolari deve denunciarle senza esitazione”.

La “Rete del lavoro agricolo di qualità”

Ha preso da poco il via, il 1 settembre 2015, la “Rete del lavoro agricolo di qualità”, fortemente voluta dal Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) per contrastare il fenomeno illegale del caporalato. Alla Rete possono iscriversi tutte le imprese agricole che presentano i seguenti requisiti: a) non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a); c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Per la richiesta si può consultare la procedura qui

Le aziende potranno così registrarsi ed essere valutate dalla Cabina di regia della Rete, che è presieduta dall'Inps. Uno strumento operativo importante, che per la prima volta introduce un sistema di certificazione da parte dello Stato”, ha dichiarato Martina.

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Emendamento

Ma la Rete da sola non basta. Il ministro Martina insieme al Ministro della Giustizia Andrea Orlando richiedono la confisca dei beni per chi sfrutta i lavoratori in campo agricolo. “Abbiamo previsto di segnare la confisca per sproporzione per chi utilizza manodopera reclutata attraverso il caporalato”, spiega il Ministro Orlando.

Sono tanti i fronti sui quali bisogna intervenire contro questa piaga antica e inaccettabile”, aggiunge il Ministro Martina,“a partire dall'aggressione patrimoniale di chi usa i caporali, con mezzi simili a quelli che si utilizzano nel contrasto alla mafia come le confische dei beni”.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti specifica che non bisogna dare per scontata una corrispondenza diretta fra la malavita organizzata e lo sfruttamento del lavoro, “naturalmente bisogna distinguere tra le diverse situazioni”. Purtroppo però, è cosa nota che spesso il fenomeno dello sfruttamento del lavoro è strettamente correlato a quello della mafia e di altre associazioni malavitose.

I ministri confidano nella confisca come soluzione ultima al problema; “è un segnale forte, che mira anche a punire lo sfruttamento delle persone, le forme di concorrenza sleale e le forme di arricchimento illecito”, commenta Orlando.“La reclusione”, continua il Ministro Orlando, “è un deterrente che ha un effetto relativo: fa invece più paura l'aggressione patrimoniale di chi utilizza la manodopera in modo illegale”.

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Le disposizioni dei ministri sono ora all'esame della Commissione Giustizia della Camera come emendamento del provvedimento sulle misure di prevenzione al caporalato.

 

a cura di Michela Becchi

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