Ormai è assodato: l'oro nero sta catturando l'attenzione di addetti al settore e appassionati, ponendosi sempre più spesso al centro di fiere e manifestazioni del settore. E ora arriva anche il Coffee Festival, format britannico di successo in scena a Milano a fine mese. 

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Milano capitale del caffè

Mai come in questo momento, tracciare le linee del panorama caffeicolo milanese è diventata un’impresa ardua. Le realtà valide, le novità positive di cui questa città si è fatta portavoce negli ultimi tempi sono in costante aumento. Lo abbiamo visto di recente con l’inaugurazione del Flagship di Faema, azienda produttrice di macchine espresso che ha deciso di creare uno spazio tutto dedicato agli addetti ai lavori, un tempio del caffè che ha segnato – se ancora ce ne fosse bisogno – il ruolo centrale che il mestiere del barista ricopre all’interno della scena gastronomica italiana. E ancora, Pascucci Moka, il bar dove a farla da padrona è la caffettiera casalinga per antonomasia, simbolo di un rituale tutto tricolore che continua – nonostante le recenti cattive notizie circa un possibile rischio fallimento del brand Bialetti – a rappresentare gli italiani nel mondo. Ma prima di lui, c’erano già Milano Roastery, Cafezal, Cofficina Ticinese 58, Orsonero, il primo Pascucci Caffè, che insieme all’angolo bar di Taglio era stato uno dei pionieri dei bar di ricerca meneghini, senza dimenticare poi il Flagship store di Lavazza e quello di illy in Piazza Gae Aulenti, ennesima riprova dell’interesse che i anche i grandi gruppi stanno riservando a miscele e singole origini specialty di qualità superiore. Impossibile non menzionare, poi, Starbucks Reserve, il colosso stellestrisce che ha scosso gli animi dei consumatori più tradizionalisti.

Il caffè in Italia: dalla tradizione all’innovazione

Dunque, non c’è da stupirsi se la località scelta per il nuovo evento dedicato all’oro nero sia proprio Milano, città che non fatichiamo a definire l’attuale capitale del caffè italiano. “Milano è sempre stata una città modello”, ha dichiarato Ludovic RossignolIsanovic, co-fondatore del Milan Coffee Festival insieme a Jeffrey Young. “È la patria dell’espresso, dei primi bar e del celebre aperitivo”. Una tradizione profondamente radicata nelle abitudini degli italiani, che però sta iniziando gradualmente a cambiare e guardare oltre: “Le recenti aperture milanesi di specialty coffee shop e la diffusione di torrefazioni artigianali in tutta la Penisola testimoniano quanto questa rivoluzione si stia facendo strada nella patria stessa dell’espresso, dove tutto ha avuto inizio”. E dove tutto è rimasto, troppo a lungo, fermo nel tempo, causa i tanti preconcetti che nehli anni sono andati a stratificarsi nella mentalità di baristi e torrefattori, idee obsolete a cui si è rimasti aggrappati con tenacia. Ma si respira un’aria nuova, adesso, grazie a questa nuova generazione di torrefattori che “rappresentano il cuore pulsante di The Milan Coffee Festival, che punta a colmare la distanza tra queste due realtà”.

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Coffee festival. Il format

Che il caffè stia diventando l’erede del vino? È questa la provocazione lanciata dalla manifestazione, in scena dal 30 novembre al 2 dicembre presso lo Spazio Pelota di via Palermo, nel cuore di Brera. Un format già collaudato a Londra, Amsterdam, New York e Los Angeles, ideato da Allegra Events e che per la prima volta si prepara ad approdare in Italia, con la stessa formula vincente di sempre: degustazioni, laboratori, dimostrazioni pratiche da parte dei baristi, forum e seminari per scoprire le tante sfumature del caffè di qualità. Oltre 60 espositori, tra fornitori di caffè e cibo, macchinari e attrezzature, e una serie di esperienze e attività pensate per coinvolgere il pubblico.

Il programma

Ci sarà il Lab powered by Lavazza, con un programma interattivo di dimostrazioni e dibattiti live su vari temi, dalla diffusione della figura femminile nel settore alle curiosità sulle origini della pianta. E poi La Marzocco’s True Artisan Cafè, un pop-up dove si altereranno le migliori caffetterie e torrefazioni indipendenti italiane che proporranno ai visitatori le loro specialità, la Latte Art Live dedicata all’arte della decorazione sui cappuccini, il Cmx Brew Bar con le estrazioni in filtro e l’angolo Brita per parlare del ruolo dell’acqua nella preparazione del caffè. Al Vegan Coffee Bar di Alpro, invece, via libera alle bevande vegetali, protagoniste di macchinati, cappuccini, affogati e cocktail. Non mancheranno, poi, le competizioni: Cmx – Italia darà vita al Coffee Masters, tre giorni di gara a eliminazione diretta, durante i quali 16 fra i migliori baristi della Penisola si sfideranno in 7 diverse discipline di fronte a una giuria di esperti di fama internazionale. Il vincitore si guadagnerà la qualificazione alla finale mondiale di Coffee Masters – Londra 2019. E ancora assaggi, prove tecniche, confronti, per una tre giorni (il 30 novembre sarà dedicato solo agli operatori) alla scoperta della bevanda calda più amata di sempre, un evento che fa anche del bene: il 10% degli incassi, infatti, sarà devoluto alla Onlus Project Waterfall a sostegno delle attività volte a garantire l’approvvigionamento di acqua pulita ai Paesi produttori di caffè.

Milan Coffee Festival – Milano – dal 30 novembre al 2 dicembre 2018 – www.milancoffeefestival.com

a cura di Michela Becchi

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