Milano investe sullo street food. Il bando che premia il cibo di strada di qualità

25 Mar 2016, 09:09 | a cura di Livia Montagnoli

Dopo il provvedimento fiorentino che cerca di tutelare le specialità della gastronomia locale, anche Milano privilegia la cultura del cibo di qualità. Ma punta sullo street food e sulla multiculturalità dell'offerta. 50 licenze a bando. 

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In strada si può mangiare bene

Non solo mercati, l'amministrazione “illuminata” milanese procede a grandi passi su tutta la linea. Quale? Quella della valorizzazione del panorama gastronomico cittadino, anche quando si tratta di trovare soluzioni alternative per ampliare il range di proposte a portata di cittadini a turisti (non si vive solo di alta cucina e ristoranti blasonati), soprattutto quando a beneficiarne sono gli spazi pubblici, nuove piazze di incontro deputate alla condivisione. All'insegna del cibo di qualità. Come si sconfigge il fenomeno degli ambulanti abusivi, scongiurando corruzione e degrado urbano? Semplicemente fornendo il giusto sostegno a chi vuole lavorare nella legalità, facendosi conoscere attraverso idee innovative e cibo buono, in tutti i sensi. E così, rinvigorita dall'esperienza di Expo, da poche ore la Giunta meneghina ha approvato un nuovo provvedimento per la messa a bando di licenze triennali che favoriscano lo sviluppo del cibo di strada, con la benedizione del Regolamento all'attività di vendita e somministrazione su aree pubbliche modificato in tal senso. In una città dove le norme non vengono utilizzate come scusa per non fare, ma adeguate alle esigenze contemporanee.

La soddisfazione dell'assessore

Per usare le parole dell'assessore al Commercio e alle Attività produttive Franco D'Alfonso: “Oggi lo street food rappresenta una modalità di commercio ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali. Come Amministrazione abbiamo non solo favorito la scoperta dei gusti e dei sapori della nostra tradizione ma, soprattutto, sostenuto la nascita di nuove opportunità commerciali e occupazionali per i giovani”. E questa positiva esperienza pregressa ora si traduce nella proposta che dovrà essere vagliata dal Consiglio comunale per diventare ufficiale: saranno 50 le licenze bandite (alcune in proroga dal periodo di sperimentazione di Expo) con l'obiettivo di stimolare la scena dello street food di qualità. Autorizzazioni della durata di 3 anni per l'esercizio dell'attività di somministrazione nella Zona 1, con chiare specifiche a proposito dei mezzi consentiti, solo eco-friendly -  a trazione a pedali o con motore elettrico - e con insegna riconoscibile che identifichi l'attività.

I destinatari del bando

Ognuno dei mezzi potrà muoversi nelle aree consentite, a eccezione di alcune strade e piazze tutelate per il valore monumentale. Nessun limite invece alla provenienza dell'offerta gastronomica, purché rispecchi quei criteri di qualità e tracciabilità che fanno del cibo di strada dei giorni nostri una risorsa su cui investire. Quindi specialità in arrivo dal mondo potranno convivere con la proposta di prodotti a marchio Dop e Igp del territorio lombardo e italiano, dai salumi mantovani alla liquirizia calabra, passando per la mozzarella di bufala e i cannoli siciliani. Perché in strada si cominci a parlare di integrazione, condivisione e multiculturalità. In attesa che il Consiglio Comunale – sperando che ce la faccia prima delle elezioni di giugno – converta in delibera il pronunciamento della Giunta capeggiata da Giuliano Pisapia.

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