Roma è solo in 48° posizione, mentre il capoluogo lombardo stupisce la celebre testata newyorkese per il fermento che ha rivitalizzato la città in vista dell'Expo. I moderni progetti urbanistici, l'attesa per i padiglioni più ambiziosi dell'Esposizione Universale, e, non ultimo, il panorama ristorativo. Il quotidiano premia la compresenza di validi indirizzi della cucina regionale italiana, in primis Sorbillo con il suo Lievito Madre. Ma c'è attesa anche per il Mandarin Oriental Milan.
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52 PLACES TO GO IN 2015: LA CLASSIFICA DEL NEW YORK TIMES

L’Italia, si sa, è Paese ammirato nel mondo per il suo versatile patrimonio archeologico, artistico, storico, ambientale, gastronomico. E non c’è turista che una volta intrapreso il grande viaggio alla volta del Belpaese non sia trasportato all’istante, come un bambino nel paese dei balocchi, sulle tracce di un Grand Tour dei tempi moderni tra città d’arte (Venezia, Firenze, Roma), spiagge d’incanto e atmosfere che trasudano il buon vivere all’italiana (le colline del Chianti in testa).
Ecco perché non può che far notizia la classifica pubblicata qualche giorno fa dal New York Times per suggerire ai lettori le mete da non perdere nel 2015. Cinquantadue località nei cinque continenti tra cui si segnalano due grandi città italiane. Se la presenza di Roma non stupisce (anche se un piazzamento al 48° posto – per meriti principalmente archeologici – appare forse un po’ avaro) è il posizionamento di Milano a sorprendere.
Il capoluogo lombardo sale sul gradino più alto del podio come risultato di una scelta convinta da parte del celebre quotidiano americano: anche per riflesso dell’Expo, Milano sarà la rivelazione dell’anno, una città rivitalizzata, come sottolinea il New York Times.

EXPO, FERMENTO URBANISTICO E TANTA GASTRONOMIA DI QUALITA’

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Ma perché proprio Milano? Il fermento meneghino che sta accompagnando l’attesa dell’Esposizione Universale sembra aver colpito positivamente i redattori del giornale, che si soffermano sui padiglioni più ambiziosi – il Future Food District o la Lake Arena – progettati per accogliere i venti milioni di visitatori attesi in città e sulle potenzialità della tematica che informerà l’intera manifestazione, proponendo tanti appuntamenti all’insegna della gastronomia di qualità.
Poi ci sono i progetti urbanistici che stanno restituendo nuova luce a interi quartieri, come La Darsena o il rinnovamento dei Navigli (ma anche, per esempio, il Bosco Verticale di Boeri Studio nell’ambito del progetto Porta Nuova). Ma proprio l’aspetto gastronomico fa spostare l’ago della bilancia in favore di Milano, che come scrive il NYT si segnala per “il crescente interesse verso le diverse influenze della cucina regionale italiana”.
A cosa ci si riferisce nello specifico? In primis alla recente apertura di Gino Sorbillo in trasferta, che già fa notizia oltreoceano portando l’eccellenza della pizza napoletana all’ombra del Duomo, con una versione locale di Lievito Madre. Ma trova spazio anche un’insegna della tradizione genovese, la trattoria moderna U Barba che fronteggia il suggestivo spazio della Bocciofila Decembrio; per provare l’originale pesto ligure (che, si sa, sul pubblico americano esercita un certo fascino, come tutti i condimenti made in Italy per la pasta), la farinata o i pansoti. E ancora il laboratorio artigianale di pane e dolci Pavè, la proposta informale che piace ai milanesi di Taglio e l’atmosfera rilassata di Un Posto a Milano, che porta la campagna in città.
Mentre c’è grande aspettativa per l’imminente apertura – in primavera – del lussuoso Mandarin Oriental Milan Hotel. Dove è atteso un altro protagonista dell’alta cucina italiana: Antonio Guida. Qualche assaggio di Milano nel 2015.

Qui la classifica completa del New York Times