Il bacalà alla vicentina è il piatto di Vicenza per antonomasia. A partire dal 1 marzo 2017, questa ricetta tradizionale sarà rappresentata anche su un francobollo ordinario per una collezione speciale volta a promuovere le eccellenze enogastronomiche made in Italy.

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Il francobollo

Si chiama Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico ed è una serie tematica di francobolli ordinari ideata per valorizzare le specialità enogastronomiche italiane. C’è quello per il 160esimo anniversario del Riso Gallo, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 3 ottobre 2016, e prima ancora c’erano stati tutti quelli ispirati ai vari vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Ora è giunto il tempo per la tradizione gastronomica vicentina di entrare a far parte del programma filatelico delle Poste Italiane. L’1 marzo 2017 sarà emesso dal Ministero il primo francobollo ordinario dedicato al piatto veneto, del valore di 0,95 euro.

Una pentola di terracotta con il bacalà affiancata da una forma di polenta: queste le immagini della vignetta, curata da Anna Maria Maresca. Prodotti tipici della città, che più di tutti rappresentano l’essenza della cucina vicentina. Accanto al francobollo, sarà inoltre presente unbollettino illustrativo sulla ricetta con un articolo a firma di Luciano Righi, presidente della Confraternita del Bacalà alla Vicentina.

Il bacalà alla vicentina

A diffondere il verbo del bacalà, anche un’associazione di ristoratori e gastronomi nata a Sandrigo, a pochi chilometri a nord di Vicenza. È la Confraternita del Bacalà alla Vicentina, che ha lo scopo di promuovere questo piatto dalla storia antica: affonda le sue radici nel XV secolo, più precisamente nel 1432, anno in cui una spedizione guidata dal mercante veneziano Pietro Querini naufraga e raggiunge l’isola di Røst in Norvegia. Qui il mercante scopre per la prima volta il merluzzo essiccato, decidendo di portare con sé il souvenir. Una volta tornato a casa, lo fa assaggiare ai gastronomi vicentini, che si rendono subito conto dell’enorme potenzialità: poteva essere un’alternativa valida al più costoso pesce fresco che, oltretutto, era facilmente deperibile. In città i cuochi più appassionati iniziarono così a elaborare una loro versione del pesce essiccato. Oggi, il bacalà (o baccalà) alla vicentina si prepara con lo stoccafisso secco, olio extravergine, latte, cipolle bianche, sarde sotto sale, formaggio grana. Come le migliori ricette della tradizione poi, naturalmente ogni località e ogni chef ha una sua variante con dosi e ingredienti diversi, mantenendo però sempre invariato il prodotto principale.

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baccalaallavicentina.it

a cura di Michela Becchi