Non esistono solo le posate compostabili: ci sono anche quelle in affitto, per evitare gli sprechi superflui e festeggiare il Natale in maniera sostenibile. La nostra guida.
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È stato uno dei temi dell’anno, fra gli argomenti più discussi del 2019, al centro di dibattiti, inchieste e ricerche, ma a Natale la battaglia alla plastica monouso si fa più difficile. Sinonimo di convivialità e grandi tavolate, le Feste sono fra le occasioni in cui si acquistano e utilizzano maggiormente stoviglie e posate usa e getta, senza dimenticare l’annosa questione dello spreco alimentare (per saperne di più, ecco come riciclare gli avanzi delle Feste). Tradizioni e rituali di famiglia sono un aspetto fondamentale della nostra cultura, a cui non si può – e non si deve – rinunciare, banchetti compresi. Festeggiare il Natale senza ricorrere alla plastica è possibile, anche per le famiglie più numerose. Ecco qualche consiglio per apparecchiare la tavola delle Feste senza rifiuti.

Stoviglie

Stoviglie in affitto

Piatti, bicchieri, posate, ciotole, teglie, caraffe… sono tantissimi gli strumenti necessari nelle grandi occasioni, ma quando il numero di commensali aumenta diventa difficile fare affidamento sul servizio di casa. La soluzione? Stoviglie in affitto. In molte città italiane negli ultimi tempi sono infatti nate le stoviglioteche, realtà impegnate nella lotta all’usa e getta che forniscono tutte le attrezzature del caso, da prendere in prestito e restituire dopo le Feste. Una buona alternativa ecologica e anche economica: la maggior parte di queste attività, infatti, mettono a disposizione le stoviglie gratuitamente oppure a offerta libera. Alla fine delle Feste, il materiale dovrà essere lavato e restituito.
Per trovare la stoviglioteca più vicina e ricevere maggiori informazioni, c’è il gruppo Facebook Piccole Stoviglioteche Crescono.

posate e bicchiere compostabili

Stoviglie compostabili

Fondamentale, soprattutto in questo periodo dell’anno, comprendere la differenza fra biodegradabile e compostabile: un elemento biodegradabile viene scomposto in sostanze più semplici mediante l’attività enzimatica di microorganismi, ma con tempi variabili a seconda della tipologia del materiale (la normativa europea prevede che vengano etichettati come biodegradabili solo quei materiali in grado di decomporsi al 90% entro 6 mesi). Un elemento compostabile invece è in grado di trasformarsi in compost, ovvero il frutto della disintegrazione e biodegradazione aerobica di materiale organico. Un elemento viene definito compostabile quando si decompone in meno di 3 mesi. E cambia anche la regola circa la raccolta differenziata: un sacchetto biodegradabile non va gettato nel sacco dell’umido, ma nella plastica, mentre quello compostabile può essere smaltito insieme al cibo. Dunque, sì a posate, piatti e bicchieri compostabili (si trovano ormai in ogni supermercato o negozio di articoli per la casa), ma solo se necessario e sempre con parsimonia: per produrre questi oggetti vengono impiegate risorse preziose, così come per smaltirli. Nessun prodotto è interamente a impatto zero e lo spreco dell’usa e getta – compostabile o meno – non è mai la soluzione migliore. Quindi, se proprio non c’è alternativa per il Natale, che le stoviglie compostabili vengano sfruttate al meglio e fino alla fine, magari personalizzando ogni bicchiere o piatto con un segnaposto distintivo per evitare di generare rifiuti in eccesso.

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Panettoni in vasocottura della pasticceria Casa Manfredi di Roma
Panettoni in vasocottura della pasticceria Casa Manfredi di Roma

Panettone in vasocottura

Non è Natale senza panettone, ma se l’idea del packaging non è contemplata o se si deve fare un regalo a un amico particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, la versione in vasocottura è l’opzione migliore. Tante pasticcerie producono le varianti del grande lievitato in barattolo, altrettanto buone e gustose, dalla consistenza più umida e spugnosa. Il barattolo può poi essere riciclato e riutilizzato per la spesa sfusa.

Spesa alla spina

Spesa alla spina

Sì, spesa alla spina anche a Natale. Certo, non per tutti i prodotti è possibile, quando si tratta di grandi tavole imbandite, ma ognuno, nel suo piccolo, può contribuire a evitare degli sprechi superflui: fichi, datteri, noci e nocciole, per esempio, possono essere acquistati nelle botteghe o ai mercati, senza ricorrere alle confezioni in plastica dei supermercati. Così come la frutta (perché scegliere i mandarini nella retina – da gettare nella plastica – quando si possono trovare alimenti sfusi in ogni dove?), la verdura e il pane. Per maggiori informazioni, dritte e consigli, ecco tutti i vantaggi della spesa alla spina.

Bicchiere di acqua di rubinetto

Acqua del rubinetto

Che sia del rubinetto pura, filtrata con le caraffe o presa dalle case dell’acqua, poco importa: non ci sono più scuse per acquistare bottiglie di plastica, soprattutto in Italia, dove l’acqua è potabile e buonissima pressoché ovunque. Ultima soluzione, se non ci sono dei distributori di acqua alla spina in zona (da quest’anno presenti anche nei punti vendita Naturasì), le bottiglie in vetro, ancora meglio se con vuoto a rendere.

Vaso di fiori come centrotavola

Addobbi per la tavola

Centrotavola, candele, tovaglioli decorati, sottobicchieri: sulla tavola di Natale non possono mancare le decorazioni a tema. Sarebbe preferibile utilizzare quelli di stoffa, ma se la scelta ricade sui tovaglioli di carta, allora meglio sceglierli bianchi, possibilmente in carta riciclata: quelli colorati, infatti, non possono essere smaltiti nell’umido, ma vanno gettati nella raccolta del secco/indifferenziato (a meno che non si tratti di tovaglioli bianchi con piccolissime decorazioni). Questo perché i pigmenti e le sostanze utilizzate potrebbero essere dannose per il compostaggio. Per i centrotavola, prima regola è come sempre il riciclo, per cui via libera ai vecchi addobbi di famiglia, se ce ne sono già in casa. Altrimenti, si possono acquistare nei negozi dell’usato, oppure si possono creare delle decorazioni a partire da frutta e fiori secchi, o ancora utilizzando delle vecchie bottiglie di vino e liquori come vasi per i fiori. Infine, un classico che non passa mai di moda e che rende sempre l’atmosfera perfetta: fiori freschi.

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Pacco regalo con carta riciclata e decorazioni fatte in casa

Confezioni regalo di riciclo, creative e gustose

Il cibo sta sempre più diventando uno dei regali più gettonati a Natale (per saperne di più, guida all’acquisto dei dolci delle Feste). Come confezionarlo? Se si tratta di una scatola, si possono usare vecchi fogli di quotidiani o riviste, da legare con uno spago e abbellire con qualche decorazione (meglio sempre conservare fiocchi e nastrini da vecchi pacchi, così da poterli riutilizzare). Le bottiglie possono essere regalate anche senza busta, con un biglietto originale legato al collo. Un’idea semplice e in linea con il tema gastronomico è questa: tagliare delle fettine di arancia sottili, essiccarle in forno a 100° per circa due ore (ricordandosi di girarle spesso per non farle bruciare) e poi decorarle con una stecca di cannella o dell’anice stellato, legandole ai pacchi regalo con dello spago.

Lievito madre

Regali gastronomici senza plastica

Tantissime le idee regalo fai-da-te che impazzano sul web nei giorni di festa. Come alternative gastronomiche, oltre ai classici biscotti fatti in casa, si può optare per qualche prodotto originale da regalare agli appassionati di cucina che sapranno farne buon uso. Un lievito madre, per esempio, fra gli elementi più ricercati dai cuochi amatoriali, che potranno finalmente mettersi alla prova con l’arte bianca: se in casa non c’è, si può provare a chiedere a fornai, pizzaioli o pasticceri. Da regalare in abbinamento a un piccolo manuale per curarlo al meglio (per saperne di più, come fare il lievito madre). Ancora, un kit per preparare il vin brulé, bevanda perfetta per il periodo natalizio (ecco la storia e la ricetta del vin brulé) oppure per la cioccolata calda (basta unire in un barattolo cacao amaro, zucchero e gocce di cioccolata, allegando un biglietto con dosi e procedimento).

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