Fare vino partendo da zero, da completi autodidatti, fare scelte radicali, curare pianta dopo pianta. Sperimentare ogni vendemmia e studiare sempre per mettere a fuoco in modo sempre più preciso territorio, annate e identità produttiva. Così nascono i vini di Podere Orto.

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Può un grandissimo appassionato di vino, diventare in poco tempo un bravo vignaiolo senza avere, tra l’altro, una laurea in enologia? Sì, e proprio da questa risposta, che forse farà storcere il naso a più di una persona, comincia un racconto che vale la pena fare: quello di Giuliano Salesi Simona de Vecchis. La loro storia d’amore inizia nel 1997 e si sviluppa ulteriormente quando, nel 1999, avviano assieme il primo loro progetto comune, una società specializzata in traduzioni e servizi linguistici (www.soslanguage.it) che in poco tempo diventa un punto di riferimento per piccole e grandi aziende italiane e internazionali.

Il successo e il conseguente benessere economico li porta a vivere una vita ideale, almeno sulla carta: una bella casa in centro storico a Roma, vacanze a cinque stelle e la frequentazione assidua dei migliori ristoranti gourmet d’Italia. È in questo periodo, probabilmente, che Giuliano, tra una bottiglia di Borgogna e una di Barolo, si appassiona al mondo della viticoltura e dell’enologia grazie anche alle tante serate passate nel circolo dei TDC di Roma dove, ancora oggi, si stappano i migliori vini al mondo.

 

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Simona-De-Vecchis-e-Giuliano-SalesiSimona De Vecchis e Giuliano Salesi

Cambio vita

Amore, lavoro e successo, tutto sembra andare a gonfie vele ma, complice anche la crisi economica degli anni 2000, Giuliano e Simona capiscono che quella realtà, non solo lavorativa, non era quella che volevano e non garantiva loro la vera felicità. Così, senza pensarci molto, decidono di abbandonare i privilegi della città cambiando radicalmente il loro stile vita. Dopo varie peregrinazioni, nel 2007, arrivano a Trevinano, un delizioso borgo in provincia di Viterbo a due passi dalla Riserva Naturale del Monte Rufeno, dove si innamorano di un vecchio casale in pietra risalente agli inizi del XVIII secolo, con annesso terreno, che un tempo ospitava la stazione per la monta taurina della comunità agricola locale. Inizialmente doveva essere un passaggio graduale, ma le cose hanno preso una piega diversa subendo un’accelerazione improvvisa e in poco tempo si trovano immersi nella campagna laziale, ma a soli 7 chilometri dalle terme di San Casciano, nella Val d’Orcia.

Questo luogo incantevole situato nell’Alta Tuscia, anello di congiunzione del Lazio con la verde Umbria e la Toscana, da quel momento in poi si trasforma nel simbolo della rinascita sia spirituale che lavorativa di Giuliano e Simona visto che a distanza di poco tempo diventano genitori di Maia, la figlia da sempre desiderata, piantano il loro primo vigneto e cominciano i lavori di ristrutturazione del vecchio podere che oggi è diventato un agriturismo ricco di fascino dove Simona, tra le altre cose, svolge il lavoro di locandiera in stretta connessione con tutte le altre aziende agricole della zona e, importante, con un altro gioiello di Trevinano ovvero col ristorante La Parolina (2 Forchette per il Gambero Rosso, 1 stella Michelin).

 

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L’approccio produttivo

Arriviamo a Podere Orto un sabato di maggio, c’è il sole caldo della primavera a proteggere questo ettaro di vigneto che dopo le gelate di aprile, fortunatamente, non ha avuto molti danni. Con Giuliano iniziamo a camminare tra i filari accuratamente gestiti secondo una filosofia “naturale” ovvero nutrendo il terreno non con preparati chimici ma solo ed esclusivamente con sovesci multifloreali e preparati biodinamici. E rispettando al massimo ogni vite, pianta dopo pianta. In che modo è arrivato a costruire il suo vigneto? “Partendo da zero” spiega con una punta di orgoglio “ho fatto molta fatica, all’inizio, a gestire questo fazzoletto di terra ed è solo grazie ad un pizzico di follia, e qualche corso di aggiornamento, che nel 2009 ho piantato qui i primi portainnesti che sono stati completati l’anno successivo innestando marze di vecchi vigneti che avevo scelto personalmente andando in giro per il territorio”.

podere orto

Il suolo e i vigneti

Il terreno su cui ci troviamo è di matrice sabbiosa e ricco di argille, marne di calcare e arenarie, composte principalmente di granuli di quarzo” spiega Giuliano, illustrando quel suo ettaro a 600 metri di altezza “nella parte bassa del vigneto, che ha una esposizione nord, ho piantato uve a bacca bianca ovvero procanico, greco, grechetto, roscetto, romanesco, verdello, moscato, malvasia di Candia, malvasia Toscana”. Continua a mostrare i filari “nella parte alta della vigna, che ha invece una esposizione sud-ovest, troviamo le varietà a bacca rossa come sangiovese, di cui abbiamo vari biotipi, greghetto rosso e ciliegiolo”.

Ma non finisce qui. “Vi do anche una piccola anticipazione: proprio perché non ho smesso di essere un po’ folle, da poco abbiamo piantato anche un ulteriore ettaro e mezzo di vigna, tutte varietà a bacca bianca, a poca distanza dal podere al fine di poter ampliare la nostra produzione che a oggi ammonta a circa 7000 bottiglie”.

 

La cantina

Continuiamo il giro e ci dirigiamo verso la cantina di Podere Orto che si trova a non più di 200 metri dal vigneto che abbiamo appena visitato. Appena varcata la soglia ci si rende subito conto che Giuliano è davvero un artigiano che produce “garage wine” visto che tutte le attrezzature, costituite da vasche di vetroresina, piccoli contenitori di acciaio inox e damigiane, sembrano calibrate per una produzione più amatoriale che professionale.

Iniziamo l’assaggio di alcuni campioni da botte, e intanto Giuliano continua il racconto: “Per comprare tutto questo ho dovuto vendere parte della mia collezione di grandi vini. Ho ceduto vari Monfortino e qualche Grand Cru di Borgogna per comprare questa attrezzatura”. Ma come ha capito quale era la strada da percorrere?“Così come accaduto per la parte agronomica, anche in questo caso per iniziare a vinificare le mie uve ho studiato tanto, fatto tante prove e, grazie anche all’aiuto fondamentale di un vecchio vignaiolo del paese, nel 2011 è arrivata la mia prima vendemmia, poche damigiane prodotte quasi esclusivamente per l’autoconsumo”.

E anche qui la filosofia di lavoro è dettata dal rispetto per la natura e i suoi ritmi: “In cantina, così come accade per la vigna, gli interventi dell’uomo sono ridotti al massimo per cui per tutti i vini la fermentazione avviene sempre senza ausilio di coadiuvanti, si usano solo lieviti indigeni e l’imbottigliamento viene posto in essere senza filtrazione e con bassissimo uso di solforosa (massimo 15 g/l di solforosa totale)”.

Dopo la visita della piccola cantina entriamo all’interno dell’agriturismo per la degustazione dei vini disponibili: due bianchi e un rosso rigorosamente Igt.

 

La degustazione

 

Igt Lazio Ambrato annata 2015

Questo bianco da vitigni autoctoni, inizialmente contratto e timido, è un piccolo cavallo di razza che solo col tempo inizia a esprimersi coniugando intensità e territorialità; la bocca riverbera con nitida precisione le sensazioni fruttate, di erbe aromatiche e minerali già avvertite sommessamente all’olfattiva. La struttura e la vibrante acidità garantiscono un futuro evolutivo di primo ordine per questo vino anche tutto in divenire.

Uve procanico, greco, grechetto, roscetto, romanesco, verdello, moscato, malvasia di Candia e malvasia toscana.

 

Igt Lazio Moscato annata 2014

Giuliano punta moltissimo sul suo moscato tanto da farne un vino secco monovitigno. Se le prime annate degustate in passato erano decisamente rotonde e cordiali, questo 2014, complice un millesimo decisamente freddo e difficile, regala un moscato fresco, snodato su note agrumate e floreali che esaltano la briosa verve sapida e la lunga scia aromatica. P.s.: da vasca abbiamo degustato un 2016 davvero entusiasmante che, date le premesse, sarà il prossimo best buy di Podere Orto.

Uve moscato 100%

 

 

Igt Lazio Rosso annata 2013

Olfatto scuro ed intenso di frutta di rovo, spezie e grafite. A sorso è coerente, rustico quanto basta e dotato di una ammiccante chiusura sapida. Per essere la terza vendemmia di Podere Orto, la seconda a livello commerciale, è un vino sorprendente per pulizia e definizione. Nota tecnica: fermentazione spontanea di circa 15-20 giorni in tini di acciaio con tre follature manuali giornaliere. Segue l’affinamento di circa due anni in barrique di secondo passaggio e, in parte, in botti di vetroresina.

Uve sangiovese, greghetto rosso e ciliegiolo

 

Igt Lazio Rosso annata 2014

L’annata fresca e piovosa è stata interpretata magistralmente da Giuliano che, data anche la sua poca esperienza, ha fatto quasi un piccolo miracolo per dar vita a questo vino. Un rosso sbarazzino e dinamico dove le sensazioni di frutta rossa croccante e di fiori di campo si amalgamano all’interno di un sorso rinfrescante e saporoso che induce ad una beva irrefrenabile. Nota tecnica: fermentazione spontanea di circa 15-20 giorni in tini di acciaio con tre follature manuali giornaliere. Segue l’affinamento di circa due anni in barrique di secondo passaggio e, in parte, in botti di vetroresina.

Uve sangiovese, greghetto rosso e ciliegiolo

 

Igt Lazio Rosso annata 2015

L’annata particolarmente calda ha creato non pochi problemi in vigna tanto che in cantina è entrata solo la metà dell’uva normalmente prodotta. La grandissima selezione effettuata da Giuliano, che nel frattempo è cresciuto molto in esperienza, ha fortunatamente dato i suoi frutti visto che il vino in questione è senza dubbio il miglior rosso mai prodotto da questa piccola azienda di Trevinano visto che, per la prima volta, tutte le componenti gusto-olfattive sono espresse in maniera irreprensibile creando un quadro organolettico dove equilibrio, finezza e profondità iniziano inesorabilmente ad emergere svelando tutte le potenzialità finora inespresse di questo territorio finalmente valorizzato dal coraggio di Giuliano e Simona e da quel loro sogno chiamato Podere Orto.

Uve sangiovese, greghetto rosso e ciliegiolo

 

Podere Orto |Trevinano (VT)| Strada Provinciale 51 | tel. 0763 476091| http://www.podereorto.com/

 

a cura di Andrea Petrini