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Il Made in Italy sbarca in estremo oriente e lo fa con la classe e lo stile di sempre. Accompagnato da grandi nomi del design e della moda come Ferrari e Altagamma, il padiglione italiano dell’Expo di Shangai ospiterà permanentemente il New Italian

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Center che avrà il compito, con Enoteca Italiana, l’ente vini fondato nel 1933 a Siena, di gestire i Wine bar dislocati nel padiglione, la carta dei vini dei ristoranti, gift shop e tutte le altre attività rivolte al grande pubblico.

 

Quello del vino in Cina è un mercato che negli ultimi anni è aumentato notevolmente,  con un trend di quasi il 20% annuo e non si tratta solo dei volumi di consumo, ma soprattutto dell’aumento della richiesta rivolta a prodotti di alta qualità. I Cinesi, quindi, bevono di più e bevono meglio, cercano la qualità e si dimostrano molto interessati alle varietà che arrivano dal Belpaese.

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Stime e proiezioni concordano che il mercato cinese arriverà ad occupare il sesto posto nella classifica mondiale entro il 2014 per consumo di vino, e l’Italia? Al momento ha una porzione pari al 15% del settore enologico e questa nuova vetrina da 2.500 visitatori al giorno può essere un importante strumento per la crescita.

 

“Dalla Val d’Aosta a Pantelleria – ha affermato Giovanni Pugliese, Export Manager di Enoteca Italiana e Vice Executive Director di Yishang in occasione della presentazione – rappresenteremo in maniera ancora più incisiva il meglio della produzione dei nostri territori e la cosa assume maggiore importanza se consideriamo il periodo di crisi in cui ci troviamo”.

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Strategica appare dunque la decisione di rivolgersi a mercati in forte espansione soprattutto perché il vino rappresenta uno tra i più importanti prodotti che l’Italia immette sulle piazze estere.

 

“Per l’Italia – ha concluso Pugliese – sarà un’occasione unica per presentare al mondo le sue etichette, tutte in grado di esprimere la qualità, la diversità, la genuinità, la capacità innovativa delle nostre produzioni. Sono certo che i nostri vini troveranno uno spazio adeguato, confermando l’importante ruolo del nostro Paese”.

 

D’altronde con l’aumento dei consumi si affinano anche i palati, soddisfare una richiesta che si basa su una sempre maggiore consapevolezza critica che i consumatori di paesi lontani stanno sviluppando porta con se numerosi vantaggi, non solo dal punto di vista economico. Se si guarda questa situazione da un altro punto di vista, una domanda di qualità si trasforma in un incentivo per i produttori che vedono riconosciuti i loro sforzi nel tendere ad aumentare la qualità senza inseguire l’omologazione del gusto, offrendo prodotti che con la loro varietà trasmettono storia e cultura dei luoghi di provenienza, con vini capaci di soddisfare ogni gusto e di stupire anche i palati abituati ad una sola “frequenza” di sapore.

 

Saverio De Luca

23/05/2012