Etichette del vino, tutti contro l’Irlanda. L'Europa non le vuole

16 Mag 2023, 16:09 | a cura di
Il Ceev denuncia l’Irlanda alla Commissione Ue; Federvini ha pronto un esposto; otto Paesi extra Ue scrivono all’Omc: “l’iniziativa di Dublino ostacola il diritto al commercio e non informa i consumatori”

Strada in salita per gli health warning irlandesi nelle etichette del vino. Il Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins) ha appena presentato un reclamo formale per chiedere alla Commissione europea di avviare una procedura d'infrazione contro l'Irlanda per aver violato l'attuale legislazione dell'Ue e il mercato unico con le sue regole di etichettatura.

“Le disposizioni incluse nei regolamenti irlandesi sull'etichettatura sono incompatibili con il diritto dell'Ue e costituiscono un ostacolo ingiustificato e sproporzionato al commercio ai sensi della legislazione europea” spiega il presidente del Ceev Mauricio González-Gordon, che poi continua: “Frammenteranno il mercato unico dell'Ue compromettendone il corretto funzionamento, ostacolando l'accesso di prodotti provenienti da altri Stati membri e generando così una chiara discriminazione nei confronti dei prodotti importati”. Ultimo ma non meno importante, il Ceev spiega come le disposizioni irlandesi in materia di etichettatura non riescano a distinguere tra abuso di alcol e modelli di consumo moderato di vino, non riuscendo quindi a informare accuratamente i consumatori.

Anche Federvini pronta a inviare un esposto

Ma quella del Ceev non sarà l’unica missiva ricevuta dalla Commissione Ue. Anche Federvini ha dichiarato che si appresta a inviare un esposto formale a Bruxelles per esprimere l’evidente incompatibilità delle norme irlandesi con l’attuale disciplina unionale in materia di presentazione e di corretta informazione al consumatore.

“Non distinguendo de facto tra abuso e consumo responsabile di alcol, la normativa irlandese rischia di non informare correttamente i consumatori e di danneggiare il nostro settore produttivo su scala europea, aggravando ulteriormente gli oneri a carico delle imprese produttrici che dovrebbero adottare una etichettatura ad hoc per il mercato irlandese” ha spiegato la presidente di Federvini Micaela Pallini.

Otto Paesi extra Ue contrari agli health warning

Quella del Ceev non è, però, l’unica iniziativa contro gli alert in etichetta proposti da Dublino. Proprio la scorsa settimana otto Paesi extra Ue (Usa, Cuba, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Canada, Australia, Cile e Messico) hanno presentato all’Organizzazione mondiale del commercio i loro commenti, mettendo nero su bianco le loro perplessità su questa controversa questione.

Lo scorso 7 maggio, infatti, scadevano i 90 giorni di tempo dati ai Paesi membri dell’Omc per dire la loro. L’Italia e gli altri paesi Ue non potevano esprimersi in questo caso (dal momento che si trattava di dire la propria su una disposizione di un Paese membro della Ue), ma avevano già presentato i loro commenti nello scorso semestre, nel cosiddetto periodo di stand still fissato dalla procedura europea.

I prossimi passi

“I partner internazionali hanno espresso le loro preoccupazioni nell'ambito del processo di notifica all'Omc, riprendendo sostanzialmente le stesse perplessità già evidenziate nei mesi scorsi dagli Stati membri dell'Ue” aveva evidenziato in quell’occasione il presidente del Ceev Mauricio González-Gordon “Questi commenti rappresentano un segnale importante e significativo per l'Irlanda e la Commissione europea sull'impatto critico che la legislazione irlandese avrà sul mercato unico dell'Ue e sull'immagine dell'Ue stessa".

Adesso la parola passa all’Omc che, in seguito alle osservazioni dei Paesi extra Ue potrebbe aprire un meccanismo di risoluzione delle controversie (ipotesi non così scontata). Ma anche la Commissione Ue, che fino a ora è rimasta silente, è chiamata a dire la sua dopo la denuncia del Ceev.

Se, però, l’Irlanda dovesse andare avanti per la sua strada, ci saranno comunque tre anni di transizione, affinché la norma irlandese possa entrare in vigore. Sempre se prima non arriverà una normativa unica europea in tema di etichettatura, come più volte annunciato dalla stessa Commissione Ue.

 

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