Expo 2015. Ecco come sarà il cluster Bio-Mediterraneo coordinato dalla Sicilia

19 Nov 2014, 09:30 | a cura di Andrea Gabbrielli
Al centro di una piazza mediterranea con attorno i Paesi espositori, ci sarà la Sicilia. E anche i suoi vini. A pochi giorni dalla pubblicazione dei bandi di partecipazione, arriva la prima adesione: ed è proprio di una cantina.
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È Baglio di Pianetto, la prima azienda vinicola siciliana ad aderire ai progetti di Expo 2015 organizzati dalla Regione. Infatti con la pubblicazione dei bandi avvenuta pochi giorni fa, la macchina organizzativa della Sicilia all’Expo si è messa definitivamente in moto. "Expo farà conoscere il meglio che la Sicilia può comunicare al mondo” ha dichiarato Nino Caleca, neo Assessore alle politiche agricole “Porteremo la cultura e le tradizioni dell'Isola, cercando di far conoscere le nostre eccellenze. Useremo tutte le nostre forze per rispettare i protocolli europei e per evitare che anche un solo euro vada alle organizzazioni criminali". Gli obiettivi generali di questa edizione sono ambiziosi. Infatti, per la prima volta, un’esposizione universale non celebrerà il progresso o la tecnologia bensì il cibo e la terra, concetto sintetizzato dal titolo Nutrire il pianeta, energia per la vita. Per sviluppare queste considerazioni sono stati avviati 9 cluster internazionali (letteralmente la parola significa grappolo; ndr.) dedicati a vari temi quali Agricoltura e nutrizione nelle zone aride, Isole, mare e nutrizione, Riso, Cacao, Caffè, Frutta e legumi, Cereali e tuberi, Spezie e, last but not least, il Bio-Mediterraneo di cui la Regione Sicilia, attraverso l’Assessorato all’agricoltura, coordinerà le attività. Il cluster in questione ha come elemento centrale la cultura e lo stile di vita che accomuna i popoli del Mediterraneo e in modo particolare la dieta mediterranea. La Sicilia, da questo punto di vista, è stata luogo di incontro dei popoli e della civiltà che si sono susseguite nel corso dei millenni. Queste culture sono state assorbite e metabolizzate e hanno dato vita a quel ricchissimo patrimonio alimentare, artistico, archeologico, architettonico, paesaggistico e ambientale che caratterizza la Sicilia di oggi. La dieta mediterranea, in particolare, è un elemento unificante basato sul rispetto dei territori e della biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura delle comunità del Mediterraneo. Non a caso al cluster Bio-Mediterraneo, l’unico guidato da un’istituzione pubblica, hanno aderito Grecia, Libano, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Malta, San Marino, Albania e Montenegro mentre la Croazia ha deciso, per problemi interni, di ritirare l’adesione.

L’idea è di costituire una piazza mediterranea con i padiglioni dei Paesi espositori attorno e la Sicilia come massima espressione della dieta mediterranea, al centro” ci ha raccontato Dario Cartabellotta, responsabile unico della Regione Sicilia per il cluster Bio-Mediterraneo “in modo di dare anche visivamente un’idea di condivisione che non è solo culturale o alimentare ma è anche un modo per evidenziare un passato che ci unisce, un presente di condivisione e un futuro da costruire insieme”. La dieta mediterranea, dichiarata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, d’altra parte, vuol dire proprio tutelare e valorizzare le risorse naturali (biodiversità e paesaggio, risorse idriche, suolo, clima) e sviluppare l’agricoltura. L’area del cluster è di 7.304 mq di cui 2.625 mq per i padiglioni dei Paesi mediterranei e 4.679 per le attività comuni, all’interno della quale saranno presenti aree ristorazione, winebar, ecc. La promozione dei prodotti riguarderà tutte le Dop e Igt siciliane, vino in primis, i Consorzi di tutela, le Università, i Gruppi di azione locale, i Gruppi di azione costiera, Comuni, Anci e Ancim, fondazioni e associazioni, enti e istituti di ricerca, scuole, operatori turistici, chef, ecc. L’obiettivo è valorizzare il brand Sicilia per il forte legame tra produzioni enologiche, agroalimentari e ittiche con la cultura, le tradizioni e il paesaggio. A questo fine sono state identificate le aree siciliane che ripercorrendo i riconoscimenti Unesco (Etna, Eolie, Barocco Val di Noto, Agrigento, Piazza Armerina; Alberello di Pantelleria e la Palermo Arabo-Normanna sono in corso di approvazione) avranno il compito di presentare la complessità siciliana attraverso l’identità territoriale di riferimento. Le otto aree sono: Etna, West Sicily, Palermo, Mediterranean Coast, Natural Areas Park, Hearth of Sicily, Sud-Est, Little Islands. Ognuna avrà una settimana a disposizione per ciascuno dei tre bimestri dell’Expo. La scommessa è rilanciare l'agricoltura e la pesca come messaggio non solo produttivo ma soprattutto culturale come espressione del territorio, della sua storia ma anche delle varie proprietà in termini salutistici. "Dobbiamo abbandonare la convinzione che il cibo si produce in fabbrica o nei supermercati” osserva il responsabile unico Dario Cartabellotta “così facendo si è persa di vista la terra e l'agricoltura. Il concept su cui si basa il cluster Bio-Mediterraneo è 'mille cose insieme', per sintetizzare la diversità dei territori e della loro storia, la biodiversità delle produzioni, i diversi ruoli che l'agricoltura riveste. Sarà questo ciò che porteremo all'Expo".

Si stima che i visitatori complessivi dell’Esposizione nel periodo 1 maggio – 31 ottobre 2015 saranno 20 milioni (di cui 6 stranieri) con una media giornaliera di 150.000 persone che nei giorni di punta diventeranno 250.000. Per quanto riguarda il cluster Bio-Mediterraneo le stime di frequentazione sono più modeste e si aggirano su i 2 milioni complessivi di visitatori con una media di 10.000 giornalieri e 30.000 nei giorni di punta. Una gran massa di persone a cui offrire eventi, degustazioni, presentazioni. Osserva il direttore di Assovini Sicilia, Giuseppe Longo Per noi l’Expo è un’occasione per informare sullo stato dell’arte del mondo del vino siciliano e per far conoscere i territori, i vitigni e le nostre aziende. Stiamo lavorando a un progetto che presenteremo entro la fine dell’anno dopo che ci saremo confrontati con la Regione per conoscere meglio impegni, spazi, costi”. Quali sono icosti di partecipazione? Per le aziende (wine and food) la quota di adesione (in funzione del fatturato) sarà compresa tra 500 e 2000 euro; per i Comuni (in funzione del numero degli abitanti) tra 1.000 e 5 mila euro; 500 euro per le imprese turistiche. A tutti saranno offerti servizi di comunicazione, streaming, personale per la commercializzazione dei prodotti, organizzazione degli incontri b2b, relazioni con i Paesi partecipanti. Ad Expo 2015 andrà una royalties del 12%.
L’immediata adesione dell’azienda Baglio di Pianetto conferma l’interesse del settore vinicolo. L’amministratore delegato Alberto Buratto, intervistato da Cronache di Gusto, ha dichiarato che “Expo è una grande occasione per tutto il comparto agroalimentare. Abbiamo deciso senza indugi. La Regione Sicilia è stata la prima, assieme al Veneto, ad avere definito la partecipazione e ad avere presentato in maniera esaustiva le prime linee guida. Ci è sembrato giusto aderire subito".La cantina palermitana, quindi, potrà contare su una visibilità all'interno del padiglione di tre settimane, per una quota di partecipazione che si aggira intorno ai due mila euro o giù di lì.

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a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 13 novembre
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