Un vitigno recente per un vino dalle molte personalità: oggi è probabilmente il più interessante tra i vitigni siciliani, unione tra catarratto e moscato d’Alessandria. Siamo andati a vedere i suoi territori e a sentire le storie di chi lo coltiva e lo vinifica.
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Che cosa hanno in comune il Grillo e Vitangelo Moscarda, protagonista del romanzo di Luigi Pirandello Uno, nessuno e centomila? Sono tutti e due siciliani e sono nati a pochi decenni di distanza, il primo nel 1874 e il secondo nei primi anni del ‘900, anche se la data di pubblicazione del libro risale al 1926. Tuttavia, appartenere alla stessa terra ed epoca storica non basta. Ciò che li unisce è, invece, la personalità (anzi, le personalità), l’intima essenza. Nel suo ultimo romanzo, Pirandello porta a compimento la riflessione sulla crisi dell’individuo e sulla progressiva disgregazione dell’Io. Vitangelo Moscarda scopre la fragilità della sua identità, annullata da un caleidoscopio di “centomila” immagini riflesse da una realtà cangiante, fino a diventare “nessuno”. Beh, anche il Grillo di Sicilia nasce con un’identità ben definita.

La storia del Grillo di Sicilia

Il barone Antonio Mendola incrocia catarratto e moscato d’Alessandria per creare un’uva adatta a produrre un Marsala più ricco e aromatico. Il risultato? Eccellente: il Grillo dimostra ben presto di possedere un’attitudine da protagonista nel campo dei vini liquorosi. Ma la sua identità si sgretola progressivamente seguendo il triste destino del Marsala, che nel secondo dopoguerra sarà distrutto dalla presenza sul mercato di molte etichette di bassa qualità che lo renderanno irriconoscibile e lo faranno cadere nell’oblio. Se il destino di Vitangelo Moscarda è irrimediabilmente segnato, per il Grillo invece non tutto è perduto. Negli anni Novanta, sarà un grande produttore come Marco De Bartoli a dare nuova vita al vitigno, con l’etichetta Grappoli del Grillo. Fuori dallo storico mondo del Marsala, il vino Grillo si presenta, se non proprio in “centomila”, comunque in molte versioni.

Azienda agricola Barraco- Marsala
Azienda agricola Barraco- Marsala

Grillo di Sicilia: un vino dalle tante identità

Tuttavia, questa sfuggente e disorientante molteplicità fa parte di un naturale processo di mutamento ed evoluzione. In fondo si tratta di una varietà giovane, che sta ancora attraversando una fase di ricerca e sperimentazione. È con questo spirito di curiosità che ci siamo avvicinati al vitigno, per cercare di capirne meglio le diverse anime e sfaccettature. Il Grillo, che da quelle uve deriva, ama i contrasti: è un vino dinamico, versatile, alla continua ricerca di un instabile equilibrio. Il suo fascino risiede proprio nell’irrisolta tensione espressiva tra i suoi elementi, tra acidità e ricca dolcezza del frutto. È un’uva duttile, il Grillo, che si presta a essere plasmata dal clima, dai suoli, dalla gestione della vigna e dalle pratiche di cantina. Forse sono proprio queste sue caratteristiche, complesse e un po’ sfuggenti, a fare la base del suo crescente successo fino ad averlo fatto diventare il bianco più interessante dell’attuale panorama del vino siciliano.

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Tenuta Gorghi Tondi- Mazara del Vallo. Credits Benedetto Tarantino
Tenuta Gorghi Tondi- Mazara del Vallo. Credits Benedetto Tarantino

Tour tra i produttori. Il Grillo della costa occidentale siciliana

Per cercare di comprendere meglio le caratteristiche del vitigno, ci siamo fatti raccontare da produttori ed enologi le loro esperienze in vigna e in cantina. Anche se il Grillo viene coltivato in quasi tutta l’isola, abbiamo scelto di circoscrivere il perimetro all’area storica della Sicilia occidentale. Per mettere meglio a fuoco le diverse interpretazioni e le sue sfaccettature, ci siamo concentrati su alcune zone particolari: la costa occidentale della Sicilia, dove il Grillo è coltivato in prossimità del mare; le saline, con vigne nell’habitat lagunare della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone; le colline dell’entroterra e infine la zona intorno ad Agrigento. Abbiamo scelto cantine legate da un profondo rapporto con il territorio e che propongono versioni molto diverse tra di loro.

Protesa nel mare ventoso delle Egadi come la bianca prua di una nave, Marsala è da sempre legata alla storia del Grillo, nato proprio per migliorare il suo celebre vino. I filari, scossi dalle raffiche salmastre dello scirocco o del maestrale, salgono dal blu del mare verso l’entroterra, affondando le radici in sabbie marine e aride terre ricche di calcare.

Azienda vinicola Tasca d'Almerita. Credits Benedetto Tarantino
Azienda vinicola Tasca d’Almerita. Credits Benedetto Tarantino

Marsala: Il Grillo della famiglia de Bartoli

Cominciamo il nostro viaggio alla scoperta del Grillo con Sebastiano de Bartoli, titolare della storica cantina di Marsala, che ha svolto un ruolo fondamentale nella valorizzazione del vitigno. Nel 1990, Marco de Bartoli, che già utilizzava il Grillo in purezza per il Vecchio Samperi e per tutti i Marsala, comincia a produrre un bianco da tavola. Nasceva così il vino Grappoli del Grillo. Ma da quali vigne? “I nostri filari sono coltivati su terreni calcareo-sabbiosi, con impianti ad alberello marsalese o a Guyot, secondo i principi dell’agricoltura biologica: basse rese e lavorazioni esclusivamente manuali”, spiega Sebastiano, figlio di Marco, scomparso nel 2011. “Le vendemmie si svolgono con una rigorosa selezione dei migliori grappoli, un presupposto indispensabile per vinificare in modo naturale e con lieviti indigeni”.

Azienda vinicola de Bartoli- Marsala
Azienda vinicola de Bartoli- Marsala

Varietà espressiva nel rispetto del territorio

Tutto questo, terroir e filosofia di produzione, porta a un vitigno che dà al vino caratteristiche particolari: “In questa zona il Grillo ha un’alta acidità e tipiche note minerali: due caratteristiche sempre presenti, insieme a un buon corpo e a una gradazione alcolica abbastanza elevata. Noi produciamo da sempre vini territoriali, nel pieno rispetto del vitigno e del luogo. Come ha sempre sostenuto mio padre Marco, che ha creduto nel vitigno in tempi non sospetti, il Grillo è la varietà più adatta per la produzione del Marsala, ma è anche molto duttile e versatile. Oltre alla storica etichetta Grappoli del Grillo, nel 2006 abbiamo cominciato a produrre Integer Grillo, un bianco macerato con vinificazione e affinamento in fusti di legno (solo un 10%) e anfore in terracotta da 330 litri e nel 2008 il Metodo Classico Terza Via. Una ricerca di nuove chiavi espressive del vitigno, ma sempre fedeli al territorio”.

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Il Grappoli del Grillo 2018 è l’etichetta storica della cantina: è un bianco complesso, sapido ed elegante, con aromi di frutta fragrante, sfumature tropicali, scorza d’agrumi, cenni floreali e di erbe aromatiche. L’Integer Grillo 2018 è un vino dallo spettro aromatico ricco e sfaccettato, con note mature di frutta gialla, scorza di cedro candita, erbe officinali, cenni speziati, ricordi iodati e di pietra focaia.

Marco De Bartoli – Contrada Fornara Samperi, 292, 91025 Marsala (TP)- www.marcodebartoli.com

QUESTO È NULLA…

Nel mensile di gennaio del Gambero Rosso vi raccontiamo l’approccio di molti altri produttori vinicoli. Qualche nome? Francesco Intorcia della Cantina Heritage, Annamaria e Clara Sala della tenuta Gorghi Tondi, Andrea Resco della Cantina Vallo e tanti altri. Trovate anche un approfondimento sui due biotipi di Grillo, i dati sulla diffusione e una lista delle migliori tavole per gustarlo con i piatti tipici siciliani.

Se vi dilettate in cucina, poi, non potete perdere i suggerimenti sugli abbinamenti gastronomici dello chef Emanuele Russo del Ristorante Le Lumie di Marsala. Cosa aspettate?

Il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store. Abbonamento qui

a cura di Alessandro Turazza