Aiuto alle piccole aziende sull’export, sostenibilità ambientale, coordinamento nei controlli. Nunzia De Girolamo, neo inquilina di Via XX Settembre, Ministro delle Politiche agricole, prende confidenza con il mondo del vino e ne parla con il Gambero Rosso.
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Le Prefetture con un ruolo di coordinamento nei controlli, stimolo all’aggregazione delle piccole aziende vinicole per l’export, campagne di sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale, sono alcuni dei temi toccati nell’intervista al Ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo. Ma si tratta solo di un primo colloquio, presto tratteremo altri argomenti che riguardano la vita quotidiana delle nostre cantine tra cui la razionalizzazione dell’intero sistema normativo, ormai da molto tempo atteso dal settore. Ecco cosa ci ha risposto.

La semplificazione delle procedure e dei controlli è quanto mai necessaria per aumentare la competitività delle nostre imprese. A che punto è il gruppo di lavoro appositamente costituito al Mipaaf?
Dobbiamo ricostruire un rapporto con gli agricoltori di maggiore fiducia, perché dobbiamo fare in modo che non siano annegati dalle carte. Penso ad esempio ai controlli, che nel settore del vino sono particolarmente intensi rispetto agli altri comparti. Dobbiamo farli, perché tutelano sia i consumatori che gli imprenditori onesti ma dobbiamo pensare a un coordinamento che li renda più razionali ed efficaci. Per questo ho contattato il Ministro Alfano, chiedendogli di far sì che le Prefetture assumano un ruolo in questa operazione, evitando l’accavallarsi di controlli omogenei di più organismi sulle stesse aziende. Inoltre ho dato impulso agli uffici di proseguire e finalizzare il lavoro di semplificazione necessario per ridare competitività alle aziende agricole. Gli agricoltori devono avere un quadro chiaro di norme da rispettare, che non prevedano una preparazione da avvocati per essere comprensibili.

La possibilità che la Cina aumenti i dazi ci ricorda come la strada delle nostre esportazioni di vino sia costellata di numerosi ostacoli. Inoltre la frammentazione delle nostre iniziative promozionali indebolisce la nostra capacità di penetrazione nei mercati. Come diventare sempre più una squadra vincente?
Gli oltre 4,7 miliardi di euro di vendite internazionali sono la testimonianza di quanta voglia di Italia ci sia nei consumatori stranieri e il vino in questo rappresenta un ambasciatore insostituibile. Lo dobbiamo perciò tutelare, come faremo con la Cina, dove siamo fiduciosi che il dialogo consentirà di riconoscere le ragioni dell’Unione Europea e dei nostri imprenditori, evitando così l’aumento dei dazi per il quale mancano i presupposti di fatto. Come ho avuto modo di dire alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, presentando le linee programmatiche della mia azione di Governo, continueremo a lavorare intensamente sul fronte diplomatico per la tutela delle nostre produzioni, in particolare per quelle a indicazione geografica, che sono spesso oggetto di contraffazione. Al contempo ci impegneremo per stimolare l’aggregazione, spingendo i tanti piccoli e validissimi produttori a mettersi insieme, comunicando la forza dei nostri territori, perché è quello il valore aggiunto che portano le etichette, insieme al nome “Italia”. Non dobbiamo però fare l’errore di cullarci sugli allori, perché le opportunità sono ancora moltissime e non devono essere sprecate.

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Il Ministero dell’Ambiente ha avviato il progetto VIVA Sustainable Wine (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente) a cui ha aderito un importante gruppo di cantine italiane. Come si pone il Mipaaf di fronte a questa iniziativa e come pensa di sviluppare temi così importanti per il settore?

Rispetto dell’ambiente e cura dei territori sono due concetti sempre più messi in pratica dai produttori di vino italiani e su questa strada dobbiamo incoraggiarli assolutamente. Come Ministero porteremo avanti campagne di sensibilizzazione, di educazione al valore della tutela ambientale, perché il patrimonio naturalistico, agricolo e paesaggistico è, insieme a quello culturale, un caposaldo irrinunciabile per il futuro del Paese. Avremo ancora agricoltura di qualità solo se riusciremo a far sì che la nostra terra sia coltivabile e sana, non aggredita ad esempio dal cemento e non devastata dall’inquinamento. Per raggiungere questo obiettivo dovremo anche contrastare il cancro delle agromafie, che mettono in pericolo insieme ad interi settori dell’economia la nostra salute e quella dei nostri figli.

a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 20 giugno. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E’ gratis, basta cliccare qui.

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