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Il patrimonio vitivinicolo italiano è così vasto che non ci si può certo limitare a parlare di vitigni autoctoni. O meglio, le tante varietà che troviamo su e giù per lo stivale costituiscono sicuramente una fetta importante di ricchezza, ma se questa non fosse completata da quello che ci gira intorno, la molti

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tudine di vitigni ci direbbe ben poco.

 

Terroir, stiamo parlando di terroir: una parola se vogliamo difficile da tradurre perché non significa solo territorio, ma trasmette anche clima, microclima, natura circostante e non ultimo tradizione ed esperienza in viticoltura da parte dei vignaioli che in una determinata area lavorano da decenni e tramandano il loro sapere.

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Se pensiamo che il terroir sia proprio questo, ha assolutamente senso l’idea che 17 cantine italiane facciano sistema trovando un comune denominatore che in qualche modo si lega a varie sfaccettature di un territorio: sono realtà che lavorano nelle isole minori italiane, distanti tra loro sia geograficamente, ma distanti anche per varietà coltivate, tipologie di terreni, clima e anche storia. Hanno però in comune una gran cosa: la vicinanza del mare…

Pensate poi tutto il resto che accomuna le piccole isole: la bellezza dei paesaggi, immersi in una natura aspra e selvaggia; le vigne custodite molto spesso da muretti a secco; il vento che salvaguarda da malattie dannose per la vite; la sabbia in cui le viti affondano le loro radici. Ed è questo il motivo per cui nonostante le distanze geografiche i vini prodotti sono legati da un fil rouge assolutamente percepibile: la sapidità gustativa, gli aromi salini, mediterranei, la freschezza agrumata e floreale che delizia il nostro naso.

Non possiamo perciò che approvare la scelta delle 17 cantine di unirsi e presentarsi insieme al prossimo Vinitaly 2012 in uno stand (padiglione 7, stand F2) tutto dedicato a loro in cui avremo la possibilità di conoscere e assaggiare, scoprire e confrontare. D’altronde si sa che l’unione fa la forza! Una forza che è già propria delle singole cantine e si fonda sulla produzione di vini non omologati, espressione di vera tradizione e di duro lavoro portato avanti con tanta passione.

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Passione già raccontata da Andrea Gabbrielli nel suo libro “Il vino e il mare” pubblicato di recente in cui si narra proprio dei vignaioli delle isole minori e che ha saputo dare una spinta emotiva fondamentale per la realizzazione di questo incontro.

Nient’altro da aggiungere, quindi. Ci vediamo a Verona. Per poter affermare con convinzione che nelle isole piccole c’è il vino buono!

Ecco le aziende presenti:

 

dall’isola di Capraia: La Piana

 

dall’isola di Capri: Az.Agr. Solaria

 

dall’isola d’ Elba: Acquabona, Cecilia isola d’Elba, La Fazenda

 

dall’isola del Giglio: Altura vigneto in Isola del Giglio,

Az.Ag.Fontuccia isola del Giglio

 

dall’isola di Ischia: D’Ambra Vini d’Ischia, Az.Ag.La Pietra di Tommasone, Pietratorcia, Giardini Arimei, Cenatiempo

 

dall’isola di Lipari: Tenuta di Castellaro

 

dall’isola di Pantelleria: Az.Ag. D’Ancona

 

dall’isola di Ponza: Antiche Cantine Migliaccio

 

dall’isola di Salina: Carlo Hauner

 

dall’isola di San Pietro: U Tabarka Tanca Gioia Carloforte

 

 

 

Giuseppe Carrus

09/03/2012