Filettatura nel tappo e nella bottiglia creano un'inedita versione a vite del classico in sughero. Si chiama Helix ed è pronto a entrare ne mercati internazionali. Ecco come funziona.
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Svita, bevi, riavvita. Siamo abituati a usare il cavatappi per i tappi in sughero, o a svitare un tappo a vite (il famoso screw cap). Potrebbe esserci una terza modalità: un tappo di sughero e un collo di bottiglia con filettature elicoidali. Una modalità, insomma, che unisce i due aspetti.
Quattro anni fa era un’idea, oggi è un prodotto di nome Helix – elica per l’appunto – nato dall’incontro di due leader mondiali nei corrispettivi comparti, il sughero e il vetro: da un lato l’Amorin e dall’altro la O-I, Owen Illinois Inc. “In fatto di packaging nel mondo del vino” ci racconta Francois Pierrot, Vice President O-I Europa “i cambiamenti non sono stati sostanziali. Vetro e sughero da 300 anni la fanno da padrone. E se questo accade è perché continuano a essere prodotti scelti dai consumatori. Aziende come le nostre non diventano leader mondiali di comparto grazie solo alla quantità prodotte o alla qualità. Lo si diventa investendo in ricerca, in innovazione, in prospettive diverse applicate alla tradizione, prendendosi anche dei rischi”.
Helix in effetti è un insieme di tutto questo: un tappo di sughero dal design ergonomico e una bottiglia in vetro con una filettatura interna posizionata nel collo. Questo consente di aprire e chiudere la bottiglia diverse volte. “Il valore aggiunto di un concept del genere è senza’altro la comodità” continua Pierrot “ma sarebbe un errore pensare che Helix è destinato solo ai vini di facile consumo. Test condotti per due anni, con l’aiuto dei nostri clienti, hanno dimostrato che questo packaging garantisce al vino una tenuta di almeno 24 mesi, con nessuna alterazione del gusto, dell’aroma o del colore. Sono state fatte anche diverse indagini di mercato in Cina, Stati Uniti, Francia e Inghilterra. I consumatori si sono detti soddisfatti e durante la presentazione ufficiale tenutasi all’ultimo Vinexpo la curiosità è stata tanta. In particolare, ricordo l’intervento di una signora anziana che ha spiegato come la soluzione Helix fosse per lei molto più comoda da usare. Ecco, il consumo domestico per noi è un target importante, senza che questo penalizzi però l’immagine premium della confezione e l’uso del sughero e del vetro, da questo punto di vista, tranquillizza molto il consumatore”.
Sulle aziende che adotteranno il ‘twist to open’ vige il segreto. Per ora una decina di grandi marchi internazionali sta sperimentando Helix per testarne l’efficacia. Ma il vicepresidente O-Inon ha dubbi sul successo dell’operazione: “è una novità, è eco-sostenibile e rispetta la tradizione”. La fascia d’interesse sarà quella dei “premium popular”, ovvero vini tra i 5 e i 10 dollari, in pratica, quelli di maggior successo attualmente. Stiamo parlando di 4 miliardi e mezzo di bottiglie.

Helix | http://helixconcept.com

a cura di Francesca Ciancio