Esce oggi nelle sale Vinodentro, il film di Ferdinando Vicentini Orgnani che ruota intorno alla passione-ossessione per il vino. Protagonisti Vincenzo Amato, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio, Lambert Wilson e Giovanna Mezzogiorno, insieme a tanti ottimi vini.
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Galeotto fu il Marzemino e chi glielo offrì. L’incontro tra questo vino e un timido impiegato di banca segna, infatti, tutto l’evolversi del film Vinodentro (Alba Produzioni) di Ferdinando Vicentini Orgnani, in arrivo oggi, 11 settembre, nella sale italiane e ispirato all’omonimo libro di Fabio Marcotto. Una storia faustiana, tra noir e commedia dal grado alcolico molto alto: accanto a Vincenzo Amato, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio, Giovanna Mezzogiorno e Lambert Wilson, protagonisti sono il Teroldego, il Nosiola, il Marzemino, il Müller-Thurgau e il Pinot Grigio, tutti i vini trentini (ma ce ne sono anche molti altri) che si assicurano così una passerella d’onore sul red carpet cinematografico. Il vino, infatti, diventa l’ossessione del protagonista (Giovanni Cuttin interpretato da Vincenzo Amato) che, dopo quel primo sorso di Marzemino – non a caso il vino citato nel don Giovanni di Mozart – si trasforma da marito impacciato e fedele in tombeur de femmes, oltre che nel più riverito e stimato esperto di vino in Italia. La sua metamorfosi lo porta in una nuova dimensione fatta di degustazioni, aste e vita mondana.

Affascinato dal linguaggio poetico del vino e sedotto dal suo profumo, inizia la scalata, non solo professionale, ma anche enoica: dalla Riserva Ferrari del Fondatore ai Supertuscan Solaia e Ornellaia, per poi finire inevitabilmente nel vortice bordolese di Château Lafite-Rothschild e Château Latour. Ma la vetta più alta la tocca con l’acquisto di una bottiglia di Marzemino firmata dal maestro Paganini e pagata ben 44 mila euro. D’altronde la sua è una passione che costa, e non solo in termini di denaro: dopo il successo lo attende il tracollo e l’inevitabile conto da pagare, così Cuttin si ritrova accusato dell’omicidio della moglie e messo sotto torchio dal commissario Sanfelice che lo costringe a ricostruire gli ultimi tre anni della sua vita, dominati da un’unica e folle passione: il vino. Caso vuole che anche il commissario sia un appassionato di vino (in commissariato ha anche allestito una sua personale cantinetta), combattuto tra l’ammirazione per Cuttin e il suo dovere di trovare la verità. La storia che a poco a poco viene ricostruita sotto ai suoi occhi ha dell’incredibile, tra bottiglie “tenute in ostaggio”, apparizioni di femme fatale, incontri con personaggi surreali. Chi sarà lo strano professore che di tanto in tanto fa capolino nella vita di Cuttin? L’iniziazione al vino è casuale o c’è di più? Man mano che il mistero si infittisce, il simbolismo prende il sopravvento in un’atmosfera sempre più rarefatta, come se il grado alcolico avesse prodotto i suoi effetti.

Da anni il regista del film, Ferdinando Vicentini Orgnani (che già insieme a Giovanna Mezzogiorno aveva girato “Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni”) teneva questo film nel cassetto, ma per portarlo sul grande schermo ha dovuto attendere i giusti tempi di maturazione, tempi in cui il vino si è ricavato un posto di rilievo anche in campo artistico. D’altronde il “vino dentro” un po’ ce l’ha anche lui: “Tra le vigne ci sono cresciuto” ci ha raccontato “la mia famiglia ha un’azienda vitivinicola in Friuli dal 1946 (Vicentini Orgnani di Valeriano – Pinzano al Tagliamento; n.d.r), oggi gestita da mio fratello, quindi posso dire di essere un ‘figlio d’arte’ enologicamente parlando. Il mio, in qualche modo, vuole essere un omaggio al vino che abbraccia tutta l’Italia, partendo dal Trentino e sconfinando anche in altre regioni, con qualche incursione nelle etichette francesi”. E, vista la quantità di vino a disposizione, durante le riprese non sono mancate i brindisi fuori e dentro al set, così come ci ha confidato il protagonista Vincenzo Amato (il cui “vino dentro” è il Bianco d’Alcamo):“La cosa singolare di questo film è la quantità di vino che abbiamo bevuto: niente trucchi cinematografici e acqua colorata. Vi lascio immaginare le condizioni al decimo ciak, così anch’io come il mio personaggio ho subito una vera metamorfosi, imparando a guardare, odorare, bere e parlare di vino nel modo corretto, grazie ai continui scambi e ai consigli dell’Istituto San Michele all’Adige”. E infatti, anche la sede della FondazioneEdmund Machè stata una delle location del set, così come tante altre realtà vitivinicole trentine, tra cui la Casa del vino della Vallagarina. E non manca un riferimento a Giulio Ferrari, il primo produttore ad aver introdotto il Trentodoc metodo classico: “Non si può raccontare la storia vitivinicola del Trentino senza parlare di lui”, ci dice lo stesso regista, che continua “La cosa più complessa è stata certamente quella di reinventare un linguaggio che riproduca con altri mezzi il viaggio olfattivo che avviene nella mente di un esperto di vino, con la continua invenzione e la ricerca di una perfetta definizione che si trasforma non appena è stata enunciata… che sfugge sempre, perché il senso sta proprio in questa dinamica“.
La carta di tutti i vini citati, bevuti o coinvolti nelle riprese sarebbe lunghissima da riportare, ma sarà sicuramente piacevole, per gli appassionati di vino, scovare da soli tutte le etichette presenti, assaggiandole anche solo con gli occhi e attraverso le descrizioni dei protagonisti. Come dice più volte Cuttin: “Non bisogna aspettare una grande occasione per aprire un grande vino. L’incontro con con la bottiglia è già una grande occasione”. A completare l’opera un Trentino dai paesaggi mozzafiato e la musica di Paolo Fresu che scivola su questa storia superba come un Romanée-Conti del ’66 e con la stessa eleganza di uno Chardonnay trentino doc.

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Trailer ufficiale
https://www.youtube.com/watch?v=vcti0eH2PKc
Trailer graphic novel di Emanuele Barison:
https://www.youtube.com/watch?v=8GhjLiP5D_k&feature=youtu.be
www.vinodentro.it
Per la lista dei vini della cantinetta del Commissario Sanfelice
http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=329212

a cura di Loredana Sottile