Torna per il secondo anno consecutivo la competizione voluta dalla società agricola Trevi Il Frantoio per promuovere l’olio extravergine di qualità nella ristorazione. A vincere, Maikol Piccioni, chef de La Cucina di San Pietro a Pettine a Trevi, con i suoi tortelli di passatelli di pane e olive taggiasche.

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Il premio

Un premio legato all’olio ma dalla logica rovesciata: un solo extravergine per 10 chef, tra i più validi ed estrosi della ristorazione umbra, che a colpi di pentole e padelle si contendono il primo posto attraverso un piatto originale studiato ad hoc per il contest. Vince chi riesce a valorizzare al meglio l’oro verde, un prodotto che continua a destare l’attenzione del pubblico, e soprattutto quella dei ristoratori che, finalmente, iniziano ad approcciarsi in maniera diversa a questo ingrediente, trattandolo come materia prima a tutti gli effetti, parte integrante di una ricetta, e non più solo un grasso o un condimento. Questa la filosofia alla base del Premio Flaminio, giunto alla sua seconda edizione, e organizzato da Irene Guidobaldi dell’azienda agricola Trevi Il Frantoio, “per sottolineare la valenza dell’extravergine in cucina, e restituire valore a questo elemento cardine della nostra dieta”. Un Dop Umbria Colli Assisi Spoleto, per la precisione, un fruttato medio appena franto con sentori di mandorla, carciofo, note vegetali e piacevoli sensazioni di amaro e piccante, equilibrate ed eleganti.

 

Il vincitore

A ospitare la sfida, il ristorante Il Terziere di Trevi, dove i 10 chef in gara hanno condiviso gli spazi della cucina per realizzare le loro creazioni. Un gruppo tutto giovane, composto da cuochi ambiziosi e appassionati, con le idee già ben chiare in fatto di cucina nonostante la poca esperienza, e con un loro stile tutto ancora da affinare, ma già personale. A vincere, Maikol Piccioni, classe ’93, de La Cucina di San Pietro a Pettine a Trevi, che ha presentato alla giuria di esperti e giornalisti del settore, capitanata dalla chef Cristina Bowerman, un piatto studiato nei minimi dettagli, curato e goloso. Tortellini dalla sfoglia ben tirata, sottile, ripieni di passatelli di pane e olive taggiasche, cotti in brodo di prosciutto, passatina di melanzane arrostite, aria di olio e caviale di tartufo, un primo piatto saporito ed equilibrato, in cui l’oro verde diviene condimento e accompagnamento, un protagonista che non ruba la scena agli altri prodotti, sapientemente amalgamati fra di loro.

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Premio Flaminio

Cristina Bowerman, Maikol Piccioni, Irene Guidobaldi

Menzioni speciali

Medaglia d’argento per Vittorio Ottavi di Ottavi Mare e il suo baccalà in olio cottura e bruschetta condita, mentre sul terzo gradino del podio troviamo il giovane Michele Caporicci del ristorante Osteria della Torre, che ha stupito i giudici con una chianina in vaso cottura aromatizzata al timo selvatico.

 

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Premio Flaminio

Chianina in vaso cottura, Michele Caporicci

Fuori programma, ma fortemente voluto dalla giuria, un ulteriore premio, una menzione speciale per un piatto coraggioso, ambizioso, un baccalà arrosto con crema di aglio affumicato, wasabi e olio extra vergine di oliva, ricetta elaborata e complessivamente ben riuscita, con qualche dettaglio da migliorare, “ma dopo tutto, questa chef ha molto tempo davanti a sé per aggiustare il tiro”, scherza Cristina. Alla quindicenne Sofia Minelli viene riconosciuto dai giudici il merito di aver saputo valorizzare bene l’olio, sperimentando con i sapori con gusto e intelligenza.

L’azienda

Un appuntamento ormai fisso, quello del Premio Flaminio, nato grazie alla passione della società agricola fondata nel 1968 dalla famiglia Guidobaldi e un gruppo di agricoltori caparbi e appassionati, che le diedero il nome del comune proprio a indicare lo stretto legame con il territorio. La cooperativa di Trevi vanta una tradizione olivicola antica, che prende vita in una zona da sempre molto vocata alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione di extravergine: con 3000 ettari di terreno fra piante di leccino, frantoio e moraiolo, la realtà conta oggi 59 soci olivicoltori, guidati da Angelo Guidobaldi, presidente e amministratore dell’azienda, insieme ai figli Ernesto e Irene, che oltre a essere direttore commerciale e pr, è la “madre” della linea Flaminio, “frutto della mia follia”. Una linea nata in onore della via Flaminia, la strada consolare romana lungo la quale è situata la società agricola, una gamma speciale riservata a enoteche, wine bar, gastronomie e alta ristorazione.

Società Agricola Trevi Il Frantoio | Trevi (PG) | loc. Torre Matigge via Bastia, 1 | 0742 391631 – 800 862 157 | www.oliotrevi.it

www.premioflaminio.it