In calo le prenotazioni per il pranzo di Natale, pessimismo tra i ristoratori che temono l’effetto della crisi. Ma si spera nel last minute. Stabili invece le prenotazioni per il cenone di Capodanno. Tutti i dati previsti per le Feste.
Pubblicità

SCENARIO DI CRISI
Meno ristoranti aperti, meno clienti, meno spesa. I dati ufficiali della Fipe-Confcommercio sulla ristorazione durante le festività parlano chiaro: il 25 dicembre più di 4 milioni di persone (-7,6%) andranno nei 71 mila ristoranti aperti, per una spesa di 206 milioni di euro (-11,2%). La propensione al risparmio è la logica che porterà a pranzare fuori casa un minor numero di persone. Pessimismo tra i ristoratori: per il 37,7% del campione intervistato il numero di prenotazioni è inferiore rispetto allo scorso anno, rispetto al 53,1% che si aspetta di lavorare come in passato.
Le prenotazioni acquisite rappresentano un terzo dei coperti disponibili e il dato è in flessione nel confronto anno su anno. Il 58% dei ristoratori, fa sapere Fipe, si affida alle prenotazioni last minute. Per contro, il 42,2% dei ristoranti ha registrato prenotazioni con largo anticipo: si tratta della fascia 100-200 euro.
Tre ristoranti su quattro non hanno messo in atto alcun tipo di offerta o promozione per incentivare le prenotazioni e si affidano al web per bloccare il tavolo (74,7%). A orientarsi verso l’online (86%) è soprattutto il ristorante di fascia medio-alta (40-60 euro).

PESSIMISMO E SPERANZE
Complessivamente il quadro è negativo: per il 40,3% degli intervistati sarà fortemente improbabile che il giorno di Natale si riuscirà a raggiungere il 74% dei coperti del 2013. Oltre la metà stima un quadro stabile e c’è un 8,2% per cui il Natale sarà positivo. Domina la formula tutto compreso (75,8%) con un prezzo praticato di 50 euro (sette portate) per il 53,7% dei ristoratori, in linea col 2013. Per il 29,8% il prezzo sarà ancora più basso (meno di 40 euro); l’1,7% dei ristoranti offre un menu oltre 100 euro.
Per quanto riguarda la modalità di comunicazione degli allergeni (la legge è in vigore dal 13 dicembre), il 35,9% dei ristoratori preferirebbe che ciò avvenisse a voce, anche se non è da trascurare un buon 23% che ritiene più opportuno indicare l’eventuale presenza di ingredienti a rischio con una nota nel menu. In ogni modo, oltre il 71% è già organizzato per venire incontro alle esigenze dei clienti.

E A CAPODANNO…
Per San Silvestro la situazione è diversa. Saranno 74 mila i ristoranti aperti, 4,7 milioni i clienti (-1,3% sul 2013), con un fatturato stimato a 353 milioni di euro (-3,8%) per la riduzione dei prezzi. Stabili le prenotazioni rispetto al Capodanno 2013, con un 23% di coperti già prenotati, anche se, fa notare la Fipe, preoccupa il 37,7% di ristoratori che hanno registrato un peggioramento.
Quanto saranno pieni i locali? Gli esercenti si aspettano di raggiungere un 76% della capienza, poco al di sotto della soglia dello scorso anno (78%). Sul fronte dell’offerta, il 70% dei ristoranti prevede solo il cenone (70 euro il prezzo medio), che conferma la moda della mezzanotte in piazza o in altri luoghi. C’è un 30% che contempla nell’offerta anche il veglione (77 euro). Infine, il brindisi: resta alta la tradizione dello spumante italiano che si troverà in esclusiva nel 65% dei casi e in alternativa allo champagne nel 27% dei locali, mentre il restante 9,6% offrirà solo champagne.

Pubblicità

a cura di Gianluca Atzeni