Recensioni

Tra boschi, vigne e silenzi della Barbagia, una grande osteria conquista con la cucina sarda

A Mamoiada, Abbamele Osteria racconta la Sardegna piรน intima, tra tradizione viva, territorio e sguardi contemporanei

  • 15 Dicembre, 2025
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Arrivare a Mamoiada รจ come entrare in un tempo sospeso: la Barbagia custodisce silenzi densi, boschi di querce e vigne di Cannonau che salgono verso il cielo. Qui, tra strade che profumano di legno e vino, si trova Abbamele Osteria, rifugio di sapori autentici e di sguardi curiosi sul futuro. Entrando, si percepisce subito che qui si รจ ospiti, non clienti, con quella sensazione di casa che avvolge chiunque si sieda a tavola, in un accogliente equilibrio fra minimalismo rustico e gusto contemporaneo, dove ogni dettaglio – tavoli in legno semplice, luce accogliente, minimalismo che non rinuncia al calore – racconta una Sardegna intima, declinata con sensibilitร .

Il merito รจ di Mauro Ladu e sua moglie Sara, testimoni di un progetto, che ha saputo scommettere sul territorio, senza mai smarrirne lโ€™anima e le sue tradizioni identitarie, trasformando una cantina in un luogo di ospitalitร  gastronomica. Non una semplice osteria, ma un racconto di radici e sguardi nuovi. La tradizione รจ la conservazione del fuoco e non lโ€™adorazione delle ceneri, si legge nel menu, ed รจ da qui che parte ogni piatto, per interpretare la tradizione non come repertorio immobile, ma come scintilla viva da alimentare ogni giorno.

Cosa si mangia da Abbamele Osteria

Quella di Ladu รจ una cucina che sceglie il territorio come interlocutore e non come semplice cornice, con due percorsi degustazione, – quattro portate a 40 euro, sei portate a 60 – ma anche con la possibilitร  di lasciare i commensali liberi di muoversi tra la carta, in un menu che cambia al trascorrere del tempo o alle idee che si muovono veloci, ma sempre con coerenza e rispetto degli ingredienti e della loro storia. Un piatto che conquista per equilibrio e veritร  รจ lโ€™uovo 65 con lenticchie, cavolo viola e pecorino Fiore Sardo, dove la morbidezza dellโ€™uovo incontra la rusticitร  delle lenticchie, la freschezza vegetale del cavolo e lโ€™intensitร  sapida del formaggio.

Cosรฌ come il manzo alla brace con cavolfiore e salsa verde, rustico ed elegante allo stesso tempo, con la carne succosa e affumicata che fa da contrappunto alla delicatezza del cavolfiore e alla vivacitร  erbacea della salsa verde. La pecora poi, spesso considerata difficile, si fa tenera e profumata, abbracciata dalla dolcezza del pomodoro e dal carattere amaro delle rape. Meravigliosa la personale versione โ€œin cappottoโ€, che viene reinterpretata con curiositร , per un risultato ardito ma identitario: la cipolla intera cotta al forno, svuotata e riempita con ghisadu (spezzatino) di pecora al coltello e patate nel suo brodo. In sala Sara regge il servizio con garbo e calore, guidando il ritmo della serata nei toni giusti, senza fretta.

La cantina completa lโ€™esperienza: una selezione di Cannonau e di vini sardi che accompagna il percorso, amplificandone le sfumature. Non รจ solo abbinamento, ma un altro racconto del territorio, fatto di bottiglie che nascono dalle stesse vigne che circondano il paese.

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