A Bologna, in via del Borgo di San Pietro, nel pieno della zona universitaria, c’รจ una porta senza vetrine dietro la quale Lorenzo Coccovilli ha plasmato una creatura fantastica, a metร tra un ristorante e un invito a casa sua. ATTIMI by Oรร รจ la naturale (o necessaria) evoluzione di Oรร, insegna di street food d’autore che, solo qualche mese prima (Campione Regionale nella guida Street Food 2026), ci aveva dimostrato che si puรฒ proporre una cucina ricercata senza bisogno di tovaglie, nรฉ cristalli. Ora Coccovilli ha ridotto ancora per arrivare allโessenza, ha tolto il superfluo per intensificare l’esperienza, giungendo alla formula Chef’s Table: quattro coperti su due turni serali (su prenotazione), tre persone che si muovono tra bancone e cucina, e la sensazione, una volta fuori, di aver cenato da un amico. Anzi, da tre amici che condividono un curioso bilocale in una via presidiata da studenti: insieme a Lorenzo Coccovilli in cucina cโรจ lโaiuto prezioso di Emanuele Contini, mentre il wine pairing รจ il risultato delle sperimentazioni di Fabio Villa, sommelier con un passato da storico.

Lorenzo Coccovilli – Attimi by ODD, Bologna (foto di Stefano Capparelli e Francesco Rey)
Con Attimi by Oรร, Coccovilli ha portato alle estreme conseguenze l’idea che la cucina contemporanea debba liberarsi dai codici del passato: niente sala, niente servizio tradizionale, niente possibilitร di distrarsi mentre i piatti vengono plasmati su quel bancone senza tovagliato e senza barriere. Lui cucina a 50 centimetri dall’ospite, e quella vicinanza che potrebbe sembrare imbarazzante crea invece un legame, sia tra chi cucina e chi assaggia, sia tra i commensali stessi, spesso sconosciuti, che si ritrovano a condividere novanta minuti di intimitร involontaria.

Foto di Stefano Capparelli e Francesco Rey
Unโora e mezza, di fatto, รจ il tempo previsto per seguire Lorenzo nel suo mondo, piatto dopo piatto, e assaporarlo in una dimensione estremamente rilassata, ben lontana dalla formalitร dei ristoranti stellati, per quanto il percorso di degustazione ne conservi la complessitร . Due menu – di cui uno vegetariano – da otto portate (piรน piccola pasticceria), che cambiano ogni 2 mesi, per un prezzo che oscilla tra i 100 e i 150 euro: questa รจ la nuova identitร del locale che ha spettinato la Bologna delle osterie, delle trattorie, delle ricette depositate. Lorenzo ha raccolto un bellโentusiasmo: ยซIl pubblico bolognese che ci ha conosciuto รจ rimasto molto contento, perchรฉ si รจ reso conto di essere stanco delle stesse proposte che non trasmettono alcuna novitร ยป.

Foto di Stefano Capparelli e Francesco Rey
โCome una gocciaโ: รจ questo il nome del nuovo menu disponibile dal 3 febbraio. Ci abbiamo trovato tutto quello che Lorenzo Coccovilli, di sรฉ, ha condiviso con noi: le Alpi Occidentali da un lato, lโAppennino modenese dallโaltro e, nel mezzo, un caleidoscopio di pietre colorate, portate dalle tante cucine che ha attraversato prima di insediarsi a Bologna, e che utilizza per comporre i suoi piatti. Con un mezzo giro di polso si intravedono i boschi della sua Valle dโAosta, un altro mezzo giro e appaiono l โAlto Adige e i laghi di montagna; poi il Piemonte e ancora la Normandia di “Cenere”, lโentrรฉe che ci ha accolto: pane ai cereali, burro montato demi-sel affumicato con legno di noce, fichi secchi e polvere di polline. Nel mezzo, Lorenzo ci ricorda con sfacciata ironia che siamo a Bologna, anche se lโabbiamo chiusa fuori da quella porta scura, senza vetrine: “Dolceamara Bologna” รจ un gelato salato al rosmarino e bucce di patata Primura su caramello amaro di funghi e soia, aglio nero fermentato, crescione di pisello e tuille di cacao amaro, che destruttura il territorio fino a renderlo irriconoscibile. Insomma, ad ogni assaggio siamo immersi nel suo continuo divenire, scoprire, fermarsi un istante e ripartire, sempre piacevolmente accompagnati dai vini (e dagli aneddoti) di Fabio.

Foto di Stefano Capparelli e Francesco Rey
Lorenzo Coccovilli guarda avanti, sempre. ยซVorrei portare avanti entrambi i format in futuro, perchรฉ pure lo street food merita attenzioneยป, dice. In quella frase c’รจ giร tutto il suo mondo: il rifiuto di scegliere una volta per tutte, la convinzione che si possa fare cucina ricercata in mille modi diversi, senza gerarchie. Il doppio format โ Chef’s Table e street food d’autore โ non รจ nostalgia di Oรร, bensรฌ desiderio di moltiplicare le possibilitร , di non fermarsi mai. Come il foraging, che resta il grande sogno, tra boschi da attraversare all’alba e mani che cercano curiose. Bologna รจ una tappa necessaria, non un punto d’arrivo; di fatto guarda con interesse al Nord Europa, dove sperimentare trova terreno fertile e le domande non richiedono sempre giustificazioni. Nel frattempo, quella porta senza vetrine continua ad aprirsi, due turni a sera, quattro sgabelli alla volta. Il caleidoscopio ruota, le pietre colorate si spostano e, goccia dopo goccia, il disegno prede forme sempre nuove.
ATTIMI by Oรร – via del Borgo di San Pietro 21/A – Bologna – instagram.com/odd.bologna
Foto di copertina Studio Savarin
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