Una spianatoia di legno, un mattarello e due mani che sanno già dove andare. A Elena Spisni basta questo per trasformare farina e uova in pasta fresca. Una passione diventata un mestiere e, da lunedì 11 maggio, anche un programma. Si chiama Fatta a mano, la mia pasta del cuore la nuova serie di Gambero Rosso TV – realizzata in collaborazione con Petra Mulino Quaglia – in onda ogni lunedì alle 21 e in streaming su gamberorosso.tv, con protagonista la giovane sfoglina influencer. Uno spazio in cui la pasta fresca è linguaggio e i ricordi sono gli ingredienti principali.
Di ricordi la pastaia bolognese ne ha 30 anni di scorta. È nata a Trebbo di Reno ed è cresciuta affiancata da due nonne: una bolognese, l’altra romagnola. Un’educazione sentimentale alla tavola che le ha messo in mano, letteralmente, gli strumenti di quella che sarebbe diventata la sua professione. «Quando ero piccola le domeniche migliori a casa dei miei nonni avevano il profumo di pasta fresca», racconta nella serie. «Dal suo grande panetto mia nonna Giovanna tagliava via un pezzetto che lasciava a me e io giocavo a imitarla con il mio piccolo mattarello». Suo nonno la guardava intenta sulla sfoglia e la chiamava zdaura, in dialetto bolognese la donna di casa che conosce l’arte della pasta e sa stenderla a mano. Per lei era un gioco, ma non lo è rimasto a lungo.

Quel gesto ripetuto – l’impasto giallo che riposa, la sfoglia tirata senza fretta – si può dire che non sia mai finito. Lo si vede in ciascuna puntata. Ogni episodio è dedicato a un formato presentato con rigore nella tecnica e senza ansia da prestazione. Non solo un tutorial delle ricette della tradizione, bensì le paste fresche più amate da Elena spiegate una per una.
Ci sono i balanzoni, tortelloni verdi ripieni di mortadella e ricotta, ispirati alla maschera bolognese del dottor Balanzone che propone sempre quando ha ospiti. Ma anche i tortellini, con la leggenda dell’ombelico di Venere e la secolare contesa tra Bologna e Modena su chi li abbia inventati davvero. E ancora le rosette, gli ingannapreti, la spoja lorda e i curzul. Specialità che non sono mai solo ricette, ma che rimandano a un volto, a una domenica mattina o ad un luogo preciso.

Per anni l’indirizzo è sempre stato quello della casa di nonna Giovanna, ma dopo la sua scomparsa, nel 2016, Elena smette di impastare. Ci riprova solo a Pasqua dell’anno successivo, per fare i cappelletti romagnoli: «Quando li ho assaggiati, l’ho improvvisamente sentita lì di fianco a me», racconta nella prima puntata.
Da lì in poi il suo percorso cambia. Dopo il master in Giornalismo e Comunicazione al Gambero Rosso a Roma si trasferisce a Torino, lavora nella comunicazione food&beverage e passa i weekend a studiare con le maestre della sfoglia bolognese. Fare la pasta fresca è il rifugio dai ritmi della settimana, fino a quando nel 2024 non diventa il lavoro principale. Corsi in Italia e all’estero, dalle piazze di Bologna alle cucine oltreoceano, e a febbraio 2026 il primo libro Basta che sia pasta pubblicato da Mondadori. «Fare la pasta fresca è un’attività per testardi», dice nella serie «Bisogna sbatterci la testa, provare, sbagliare, riprovare. È un esercizio per imparare a rallentare». Esattamente quello che ha fatto lei e che ogni lunedì, su GamberoRosso Tv, insegna a fare anche a chi la guarda.
FATTA A MANO, la mia pasta del cuore è disponibile su Gambero Rosso Tv, canali 133 e 415 di Sky, sul 257 del digitale terrestre e in streaming su gamberorosso.tv
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