Rencensione

Tra le montagne dell’Appennino c’è un bar sperduto che fa uno gnocco fritto incredibile

Una cucina rimasta uguale da decenni, pochi tavoli e uno gnocco fritto dorato e leggerissimo: ecco il posto per cui vale la pena deviare

  • 24 Aprile, 2026
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C’è un punto, lungo le strade che salgono verso l’Appennino reggiano, in cui il tempo sembra rallentare e la cucina torna a essere racconto, memoria, identità. È qui che si trova il Bar Cortogno, un luogo che più che un semplice locale è una dichiarazione d’amore per la tradizione. Entrarci è come varcare la soglia di una casa di famiglia. L’odore è quello giusto, pensate, dal 1860: farina, burro, brodo. Una vetrina frigo con i salumi e i formaggi come le botteghe di una volta, un piccolo bancone bar dove prendere un bicchiere o un caffè, con la certezza di trovare sempre anche un’accoglienza vera, genuina. Nessuna ostentazione, nessuna ricerca di modernità forzata. Qui si viene per mangiare bene, per ritrovare sapori che altrove si stanno perdendo e per bere un ottimo calice di Lambrusco, servito in un bicchiere semplice che non ha bisogno di steli.

 Un bar di montagna dove si mangia davvero bene

Il protagonista assoluto è l’erbazzone di montagna. Alto, rustico, generoso, con quella sfoglia leggermente croccante che racchiude un ripieno intenso, dove le erbe selvatiche parlano la lingua del territorio. Non è una versione addomesticata: è autentico, deciso, quasi selvatico, come deve essere. Poi arriva lo gnocco fritto, e qui si capisce subito che siamo in un altro campionato. Non è uno gnocco fritto come gli altri

I tortelli e la cucina reggiana più autentica

Gonfio al punto giusto, bello dorato senza essere unto, fragrante fuori e morbido dentro. È uno di quei piatti che sembrano semplici, ma che richiedono esperienza e mano sicura. Accompagnato dai salumi del territorio (coppa, salame, prosciutto) diventa un rito. Non un antipasto, ma un momento. I tortelli meritano un capitolo a parte. Stratosferici, sì, ma senza bisogno di effetti speciali. La pasta è sottile, quasi trasparente, il ripieno equilibrato, saporito, vivo. Ogni boccone racconta una cucina fatta di gesti ripetuti per anni, di ricette custodite più che innovate.

Quelli verdi sono verdi per davvero, con tanti spinaci tenuti insieme dalla ricotta. Poi ci sono quelli di zucca, lievemente dolci, ma da completare col soffritto, portato a parte. “Vi piacerà così tanto che poi portiamo anche del pane, per la scarpetta”. E in effetti, questo intingolo tipico reggiano fatto con lardo, cipolla e pomodoro è una vera droga. Una puntina per ogni tortello di zucca e la vita di sorride davvero. E che dire dei Cappelletti in brodo, piccoli, saporiti, chiusi da mani esperte.

Vale la pena, poi, tenere uno spazio anche per l’agnello fritto, croccante, mai unto, dall’aroma di erbette e molto soffice all’interno. E poi, quando si pensa di aver già raggiunto l’apice, arriva la zuppa inglese, che i più attenti avevano notato nella vetrina frigo all’ingresso. Niente monoporzioni, nessuna versione moderna. Lunga, da tagliere a fette e servire. “Da urlo” è l’unica definizione possibile. Cremosa, profumata, con quell’alchermes che non invade ma accompagna, in equilibrio perfetto tra dolcezza e carattere. È il tipo di dessert che chiude il pasto ma ti fa pensare… Ma quando ci torniamo?

Un vero ritrovo di paese sull’Appennino reggiano

C’è anche una storia, qui dentro, e si sente. Il Bar Bottega Cortogno nasce come punto di ritrovo di paese, una di quelle botteghe di una volta dove si comprava il necessario e si scambiavano parole, notizie, stagioni. Col tempo si è trasformato senza tradirsi, mantenendo quella doppia anima di luogo conviviale e presidio gastronomico. Intorno, il paesaggio dell’Appennino reggiano — tra Casina e i piccoli borghi sparsi — completa l’esperienza: boschi, strade che si arrampicano tra i calanchi, aria pulita e silenzi pieni. È un territorio che chiede lentezza, e che trova in tavola la sua espressione più sincera. Al Bar Cortogno non si va per stupirsi: si va per ricordare cosa significhi mangiare davvero bene. È un posto autentico, nel senso più pieno del termine. Qui la cucina non segue le mode, le attraversa indifferente. E forse è proprio questo il suo segreto: restare fedele a sé stessa, mentre tutto il resto cambia.

Bar Cortogno – Bottega storica | Via Mulino di Cortogno, 18/A-B | Casina RE | Tel. 339 701 7840

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