Recensioni

Cosa si mangia nel più esplosivo ristorante cinese di Milano

La nostra esperienza al Gusto della Nebbia, il ristorante di "Lampo" Wu specializzato in piatti piccantissimi della città di Chongqing, a due passi dal Sichuan

  • 05 Novembre, 2025
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Il cielo della cucina sino-milanese è da un po’ di tempo attraversata da un Lampo. Lampo Wu, per la precisione, come ama farsi chiamare lo chef misterioso e piacevolmente anarchico del Gusto della Nebbia, in zona corso Como. Un personaggio da prendere con le molle: vive in Italia da ventuno anni ma non si è mai preoccupato di imparare bene l’italiano, compensa il gap linguistico con una simpatia travolgente, e poi siamo qui per capirci, una faccia una razza, no? Ha fatto il fotografo e i suoi bellissimi ritratti in bianco e nero riempiono la sala e quando il tuo sguardo si sarà assuefatto e passerà dal generale il “particulare” ti sembrerà di riconoscere alcune di quelle facce, una in particolare, quella di Diego Rossi, lo chef di Trippa. E’ lui o non è lui? Certo che è lui. E a proposito del signor Rossi, Lampo si presenta al tavolo con il grembiule di Trippa (un po’ più macchiata e stazzonata di come la indossano in via Vasari, per la verità) e precisa domanda risponde che no, non ha mai lavorato lì; e che sì, Rossi è un suo fratello maggiore, un maestro, e quale onore sia stato fare una cena quattro mani con lui, qualche tempo fa.

“Lampo” Wu

Non un posto qualsiasi

Avrete già capito che il Gusto della Nebbia non è un posto qualsiasi, ma un cinese per cuori e palati forti. La cucina è quella piccantissima di Chongqing, città-mondo da cui arriva Lampo: otto milioni di abitanti che diventano trentadue contando l’intera municipalità, livelli stradali che si sovrappongono come in una stampa di Escher e che fanno venire il mal di testa ai visitatori (instagram è pieno di video di viaggiatori sbalorditi da quella che è considerata la città più distopica del mondo), i treni della metropolitana che all’occorrenza si infilano nei condomìni. E poi la nebbia, quella che glassa la città per un centinaio di giorni l’anno e che per Lampo diventa un punto di contatto tra dove è nato e dove vive, Milano, dove per la verità la nebbia, la “scighèra”, offusca più i ricordi che le strade, ormai.

Il mix di spezie del Sichuan

Che cosa si mangia

Il Gusto della Nebbia è un posto confortevole ed elegante, un ristorante cinese nella cui carta sono assenti non rimpianti involtini primavera, riso cantonese o pollo alle mandorle. Ci sono, invece, molti tipi di noodles in brodo ma guai a chiamarli ramen, intanto perché il ramen è giapponese e poi perché Lampo potrebbe arrabbiarsi molto. Qui si fanno – dice lui – Xiao Mian serviti in mille modi, in brodo o asciutti, di carne o vegetariani. Quelli tipici di Chongqing, con pollo piccante, uovo strapazzato, cipollotto fresco, sono quanto di meglio ti capiterà di assaggiare nel genere, almeno a Milano.

Prima potrai provare un’insalata di daikon, cavolo cinese, cipollotto, limone, erba cipollina aceto cinese e aceto di mela e olio piccante, che ha lo scopo di resettare la bocca preparandola alle esplosioni di gusto che seguiranno, perché Chongqing è accanto il Sichuan, regione celebre per il suo pepe e per una cucina piccante in un modo differente da come concepiamo noi la piccantezza, frutto di un mix di spezie e non del solo peperoncino. Ecco quindi l’Uovo del centenario, un uovo di anatra fermentato in un composto di acqua, sale, carbone e ossido di calcio ma per un tempo molto più breve di quanto si fa in genere, una ventina di giorni invece che cento, ciò che gli dona un bellissimo colore dorato e un gusto fresco che una salsa lievemente piccante all’erba cipollina amplifica. Poi la Trippa di trippa, omaggio esplicito al succitato Rossi, con pollo, sedano, coriandolo, erba cipollina, insalata con arachidi, salse di sesamo e di soia.

L’uovo centenario

Il Vulcano

Discorso a parte per il Tofu Vulcano, piatto che arriva in tavola come un inferno ribollente, rosso di gastronomica rabbia. Aspetterai che la situazione si sia un po’ calmata (ma non sarà mai troppo presto) e affronterai il bianco protagonista del piatto (che Lampo ti avrà preventivamente tagliato), gustandolo con una circospezione che pian piano lascerà spazio al godimento. Dopo dieci minuti di lento addomesticamento di questa lava fantozziana (ma buonissima), che otterrai anche grazie all’ausilio di una provvidenziale ciotola di riso bianco, ti ritroverai sudato come dopo una mezza maratona. E il bello è che sul sito del ristorante non è questo il piatto raccontato come il più hot, perché l’onore spetta al Manzo in Zuppa Piccante, descritto come “una vera bomba!”. Sarà per la prossima volta.

Un piatto del Gusto della Nebbia

Si beve scegliendo da una piccola carta dei vini, ma ci sono anche birre cinesi postmoderne. Servizio giovane e svelto. In via Nino Bonnet, 11. Tel. 3519866676. Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena. Chiuso l’intero lunedì.

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