Con le dovute eccezioni

Difendiamo le nonne degli chef: troveremmo nei menu meno sciocchezze

Una riflessione su chef, dogmi culinari e riti gastronomici che forse sarebbe meglio chiamare semplicemente usanze

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โ€œLa tradizione รจ un trampolino, non una gabbiaโ€.
โ€œConiughiamo la tradizione con lโ€™innovazioneโ€.
โ€œLa tradizione va guardata con occhio contemporaneoโ€.
Basta sfogliare il web – anche e nonostante – la nomina della nostra cucina a patrimonio Unesco – per pescare perle come queste, uscite dal genio parolibero dei migliori chef della nazione. Dovremmo ignorarli. Ma li interpelliamo continuamente per sentirci dire le stesse cose. Cosรฌ come continuiamo a rivolgerci alle nonne, tutrici delle tradizioni…

Tradizione o abitudini?

Se, perรฒ, in un momento di luciditร , dicessimo con chiarezza che nella gastronomia la tradizione non esiste? Che esistono soltanto abitudini di lungo corso piรน o meno antiche e protratte nel tempo? Che ci sono soltanto ricette, piรน o meno antiche, che superano il setaccio del tempo, e non formule sacre? Se cambiassimo nome a quel bagaglio, lo alleggeriremmo?

La difesa armata della tradizione

Pensiamoci. Sarebbe un deterrente a basso costo per osteggiare due condizionamenti antitetici, ma egualmente malsani: la tutela spinta delle tradizioni elette a totem della societร  e la trasgressione coatta delle stesse, da parte degli chef da copertina.
Partiamo da chi difende in armi i riti della tradizione, come se fossero dogmi canonizzati da unโ€™entitร  superiore. Se facessimo uso di un termine laico, slegato dai vincoli della ieraticitร , sgonfieremmo il fideismo isterico di chi, per dire, ti scomunica perchรฉ hai ordinato la pizza con lโ€™ananas o hai condito la amatriciana (o la Carbonara) con la pancetta, dove รจ dโ€™obbligo il guanciale. Chiamiamola โ€œusanzaโ€ e il mondo ci sorriderร .

L’altra litania: tradizione-innovazione

Passeremmo dagli strali a un bonario ammonimento.
Da: โ€œLa pancetta? Ma sei pazzo??? La TRADIZIONE afferma che la amatriciana si deve fare con il guanciale!โ€
A: โ€œSรฌ, vabbeโ€™, lโ€™usanza รจ di metterci il guanciale. Ma va benissimo anche la pancetta, se preferisciโ€.
Visto che differenza?
Se innescassimo questo scambio semantico, parlando di semplici usanze โ€“ amabili, fondanti, ma vive e non scolpite nella pietra โ€“ย toglieremmo di mezzo anche lโ€™altro tic nervoso della cucina contemporanea. Quello che si sostanzia in un due parolette replicate ossessivamente da tutti gli chef di qualche ambizione: tradizione-innovazione.

La difesa delle nonne

Riposta la tradizione in una teca, in attesa di contesti piรน consoni, spegneremmo la scintilla della trasgressione. E medicheremmo, forse, la patologica smania di innovazione che investe i nostri eroi dellโ€™haute cuisine, ripristinando il rapporto naturale tra ciรฒ che รจ stato e ciรฒ che abbiamo.ย Oppure, mi illudo ed รจ vero tutto il contrario.ย Forse il feticcio della tradizione รจ indispensabile alla nostra cucina, come il fuoco sui fornelli. E, anche se le nonne di errori ne hanno fatti e parecchi, forse restano una maniglia alla quale aggrapparsi per non volare via, specialmente in tempi come questi, quando si fa urgente la fame di riti confortanti, di sapori giร  vissuti.ย E allora? E allora, non ci resta che difendere le nonne degli chef. Purchรฉ lo si faccia con occhio contemporaneo, ovviamente.

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