Pietrasanta come Copenaghen o Milano. Nel piccolo centro d’arte adagiato sulla costa toscana confinante con la Liguria, cuore pulsante di studi di scultori che plasmano nel marmo e nei metalli le proprie idee, ha appena inaugurato una pasticceria vegana attenta anche al gluten free.

Sementis Bakery è figlia di Sementis, ristorante cruelty free aperto dieci anni fa nel centro storico della Piccola Atene della Versilia. Circondati da gallerie d’arte, negozietti artigianali in cui si realizzano abiti sartoriali, cappelli, monili, Masha Facchini e Luca Maccarone stanno nutrendo il seme gettato a sostegno di una vita consapevole. Dopo il successo del ristorante, hanno infatti portato avanti il loro progetto di vita investendo nel cruelty free. E lo hanno potuto fare anche grazie all’incontro con i fratelli Dario e Matteo Beluffi, pasticcere il primo, esperto di caffè il secondo.
Da qui è nata la Bakery di via Padre Eugenio Barsanti, inaugurata lo scorso 30 marzo. Ispirata ai luoghi di ritrovo nord europei negli arredi, lo è invece al gusto francese dell’alta pasticceria al palato e allo sguardo, ma senza disturbare le proteine animali. Il risultato è un’insegna cosmopolita, che potrebbe parlare lo slang newyorkese oppure trovarsi a Berlino o Copenaghen. In realtà siamo a Pietrasanta, piccolo borgo di origine medievale in provincia di Lucca in cui confluiscono da tutto il mondo artisti e collezionisti d’arte per lavorare o acquistare il meglio della proposta creativa contemporanea.

Appena varcata la soglia, è come se il tempo si dilatasse e la fretta restasse fuori dal perimetro di queste mura in sasso e mezzane, su cui spicca il grande bancone a vetro colmo di cornetti e crostatine. I cultori di un’alimentazione a basso impatto sull’ambiente ordinano in cassa croissant al tiramisù con crema di anacardi e caffè, pain suisse farciti di crema e cioccolato, double pain suisse – dallo sfogliato ancora più croccante – custodi al cuore di una torta alle pere e cioccolato, poi si accomodano su divanetti e poltroncine dove il personale consegna i vassoi.

Non si consuma al bancone neppure il caffè, anch’esso selezionato da coltivazioni sostenibili a nome di Oltre Specialty Coffee, che predilige monorigine che spaziano dall’Etiopia al Brasile, passando per Kenya e Yunnan. In più, varie bevande a base vegetale, come peanuts latte, chai latte, golden milk, salted caramel latte. Fra le opzioni da abbinarci, la vetrina suggerisce anche le monoporzioni, che nel tempo seguiranno l’avvicendarsi delle stagioni: tortino con lampone e frangipane alle mandorle; tartelletta con crema pasticcera, frangipane alle noci pecan e mele caramellate; Foresta Nera con cioccolato e amarena; cheesecake al mango; e ancora mignon, donuts e cinnamon rolls. Scelta molto articolata pure per chi predilige il salato, con sfogliati, focacce, pizze, bagel.
«Volevamo creare un luogo in cui le persone si sentissero in connessione con loro stesse – spiegano dalla Bakery – dove il cibo diventasse strumento per migliorare le nostre vite. Un piccolo seme di consapevolezza capace di dimostrare che c’è molto gusto anche senza disturbare il mondo animale».

Quella della Bakery è una filosofia in linea con quella del ristorante di via Garibaldi, appena una strada più in là , dotato di una sala sovrastante dedicata alle conferenze e ai corsi di cucina vegana, a cui hanno partecipato non solo il patron Luca Maccarone, ma anche colleghi come Sauro Ricci del Joia di Milano, Simone Salvini, Fabrizio Marino del Maggese di San Miniato.
A completare il disegno di accoglienza si aggiungono un paio di camere. Insomma, quello di questa nuova pasticceria – che apre i battenti alle 8.30 del mattino e prosegue tutto d’un fiato fino alle 18 con proposte che si avvicendano nell’arco della giornata – fa parte di un progetto più ampio, dagli obiettivi elevati. Nel tempo, infatti, il laboratorio regno di Dario Beluffi vorrebbe fare da catalizzatore per le necessità vegane delle realtà versiliesi, orfane di un piano di lavoro strutturato di qualità .

Tutto nasce oltre dieci anni fa, quando la veneta Masha Facchini, che lavorava in una galleria d’arte a Verona – ma sin da bambina aveva frequentato le spiagge locali -, incontra il cuoco versiliese Luca Maccarone, che all’epoca lavorava nello stabilimento balneare di famiglia, a Forte dei Marmi. Dopodiché si sono avvicendati i corsi alla Joia Academy, fondata dal pioniere della gastronomia vegetariana d’eccellenza Pietro Leemann, quindi la Matthew Kenney Culinary Academy in California dal fondatore della prima scuola crudista.
Nel 2016 i due hanno deciso di spiccare il volo in una Pietrasanta in cui la scelta gastronomica si divideva fra menu di pesce e tagli di carne, preferibilmente alla griglia. Un azzardo che avrebbe potuto colmare un vuoto o dimostrarsi un buco nell’acqua. Invece, quel salto, oggi decreta l’averci visto lungo. «La cucina vegetale offre una creatività e varietà di sapori maggiore rispetto alla tradizionale – proseguono Masha e Luca -. La maggioranza dei clienti, pur essendo onnivora, non percepisce la differenza». Perché il loro intento, insieme a una materia prima il più possibile integrale e biologica, e all’amore per ciò che fanno, rende la ricetta gradita a chiunque.
Sementis Bakery – via Padre Eugenio Barsanti, 54 – Pietrasanta (LU) – Instagram
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