A due passi dal Tevere

L’azienda agricola nascosta nella campagna di Roma dove comprare carne e verdure

Alla Tenuta di Dragone il lavoro quotidiano intreccia storia familiare, allevamento e vendita diretta, in un lembo di terra che resiste tra il Tevere e la borgata in continua crescita

  • 25 Ottobre, 2025
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Bisogna spingersi fino in fondo a Dragona, una frazione di Roma che si distende tra la via del Mare e il Tevere, poco lontano da Ostia, ma ancora sospesa in una quiete che sa di campagna. Qui la strada è stretta, si infila tra villette basse e bici che sfrecciano. Dopo qualche dosso si arriva davanti a un cancello. C’è un lungo viale di pini. L’aria cambia, profuma di terra bagnata, di erba appena tagliata. Un gatto attraversa il sentiero, un trattore compare in lontananza. Oltre quella via alberata si apre un mondo agricolo autentico, fatto di campi che si perdono all’orizzonte e di un casale dove ogni cosa parla di famiglia. È qui che si trova la Tenuta di Dragone – Azienda Agricola Corsetti, custode silenziosa della campagna romana e del legame profondo tra la terra e chi la abita.

Una storia da raccontare

Oggi a gestire l’azienda è Carlo Corsetti, agronomo, «mezzo pariolino e mezzo dragonese», come ama definirsi. Carlo è l’amministratore della tenuta, ma prima ancora è il continuatore di una storia di famiglia lunga oltre un secolo. Il suo bisnonno, Antonio Corsetti, ha acquistato la proprietà verso la fine dell’Ottocento: all’epoca era parte della tenuta degli Altieri, una delle grandi famiglie nobiliari romane. Successivamente è stata poi suddivisa tra i tre figli di Antonio. Al nonno di Carlo è toccata la parte più vicina al Tevere, mentre gli altri fratelli hanno ereditato la terra verso la via del Mare.

Dopo la guerra, parte dei terreni è stata lottizzata e venduta a piccoli braccianti e pastori, molti dei quali arrivavano dal basso Lazio, dalla Campania e dal Sud Italia. Così è nata la borgata di Dragona, un insediamento spontaneo costruito con fatica e senza regole urbanistiche, ma con una forte identità popolare.

La chiave è la collaborazione

L’azienda Corsetti, in quegli anni, era un importante allevamento da latte. Con il tempo, però, la crisi del settore e la difficoltà nel trovare manodopera hanno portato la famiglia a trasformare l’attività in un allevamento da carne. «Era l’unico modo per continuare a lavorare senza perdere il legame con la nostra storia», racconta Carlo. Da lì è nata anche l’idea di aprire un punto vendita aziendale: una macelleria e un banco ortofrutta che oggi rappresentano il cuore della Tenuta di Dragone.

La famiglia Bordi ha avuto un ruolo fondamentale in questa evoluzione. «Sono con noi dal 1957», spiega Carlo. Oggi, la figlia di Nicolino Bordi, Monica, gestisce la macelleria e il punto vendita, mentre lui, insieme alla sorella di Carlo, si occupa della parte agricola. Andrea, il terzo fratello, dopo varie esperienze nella ristorazione in Italia e all’estero, segue la parte ricettiva e gli eventi.

Le vacche di razza Limousine vengono allevate sul posto, alcune nate in azienda, altre provenienti da allevamenti del territorio. I clienti possono acquistare carne fresca, pollame, ma anche frutta e verdura di stagione, formaggi, miele, birra artigianale di cooperative sociali e altri prodotti selezionati con cura.

Ogni giorno vi lavorano sette persone, molte delle quali sono cresciute lì, figli e nipoti di chi, in passato, lavorava già nei campi o nelle stalle. «È una storia di continuità, ma anche di fatica», dice Carlo. «Purtroppo, oggi è difficile trovare giovani che vogliano dedicarsi all’agricoltura». Nonostante questo, i Corsetti continuano a investire: hanno ristrutturato i fabbricati, puntano sulla ricettività e vogliono rendere la tenuta un luogo frequentato.

Un punto di riferimento

L’azienda si estende su circa 200 ettari, uno dei pochi polmoni verdi rimasti in una zona ormai densamente abitata. «Siamo il parco della borgata», dice con orgoglio Carlo. «Dragona non ha una piazza, e noi vorremmo diventare quella piazza». Un sogno che si scontra spesso con la burocrazia e con la complessità di un territorio agricolo che vive al confine con la città. «Non siamo tra le colline toscane, ma sul Tevere, in una zona che non tutti conoscono e che ha bisogno di essere tutelata».

L’obiettivo dei Corsetti è aprire sempre di più l’azienda ai cittadini, magari con eventi, attività per bambini, un piccolo centro sportivo. «Vorremmo che questo spazio restasse vivo, un punto d’incontro per chi vive qui», racconta Carlo. L’azienda, infatti, è un luogo volutamente aperto: «Il cancello c’è, ma resta sempre accessibile, basta entrare con rispetto».

Cura e dedizione

Oggi la Tenuta di Dragone è anche attenta alla sostenibilità: grazie all’impianto fotovoltaico, copre circa il 50% del proprio fabbisogno energetico. Tutto è curato con attenzione, dai 400 pini che costeggiano il viale fino ai dettagli che fanno di questo posto un piccolo mondo rurale alle porte di Roma.

«Mio padre mi diceva sempre: lavora per l’agricoltura, non in agricoltura», ricorda Carlo. Una frase che oggi suona come un’eredità, ma anche come una missione. Perché mantenere viva un’azienda agricola in una periferia che cresce non è una scelta facile.

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