Lo sapevate che

Chi era "er cascherino": il rider della Roma del Dopoguerra che consegnava il pane

Pedalava per ore tra le strade della città, consegnando pane e piccoli generi alimentari. Spesso era poco più che un bambino: così il cascherino è diventato una delle figure più iconiche della Roma tra gli anni ’40 e ’60.

  • 19 Maggio, 2026
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Lo chiamavano «er cascherino». Pedalava e cantava senza sosta, con le mani infreddolite e le scarpe distrutte a fine giornata. Ma era la Roma del Dopoguerra, non c’era tempo per badare alla forma e nemmeno alla fatica, si doveva pensare alla pancia, a racimolare qualche soldo in più. Quello del cascherino era un mestiere come un altro, come la caldarrostara e l’olivaro, baracchini di fortuna arrangiati e un po’ sporchi. Solo che il cascherino era poco più che un bambino, che ogni giorno dal fornaio partiva di buon’ora per cominciare il giro delle consegne.

Er cascherino, il garzone del fornaio che consegnava il pane in bicicletta

Pedalava, er cascherino. Dagli anni ’40 fino alla prima metà degli anni ’60 fu una delle figure più iconiche della città. Sulle origini del nome non ci sono certezze, si narra che si trattasse di una vecchia maschera del carnevale romano: il cascarino, ragazzo di bottega di origini tedesche che alzava un po’ troppo il gomito e finiva per cadere («cascare» in romano) spesso. Ma il cascherino era molto più di un semplice garzone: il suo compito si svolgeva in strada, da vero rider ante-litteram, in qualunque condizione climatica.

Cascherino su via Nazionale, foto di Memorie di Roma

Mestieri scomparsi: il cascherino tuttofare nella Roma anni ’40

Al mattino si recava dal fornaio a prendere il pane per portarlo nei negozi di rivendita. Questo il compito ufficiale, ma come sempre accadeva all’epoca il cascherino finiva per essere un tuttofare, e consegnava anche il pane a casa, a volte accompagnato da un po’ di latte e altri generi alimentari richiesti dai signori. Iconica è la foto del garzone del vapoforno – il forno a vapore che un tempo era diffusissimo in città – in zona Testaccio, che ha fatto il giro dei social, soprattutto nella pagina Memorie di Roma, che raccoglie ricordi di una Roma scomparsa.

Foto di Memorie di Roma

Quando il pane si comprava in drogheria (portato dal cascherino)

Il cascherino era un’icona: nel 1972 l’attore Ninetto Davoli interpretò questa figura in una celebre pubblicità di Carosello, vestendo i panni del garzone in bicicletta che canticchia La bambola di Patty Pravo. Al tempo il «rider» aveva un compito importante, il pane era la principale fonte di sostentamento per molte famiglie, che si recavano in drogheria per comprare il necessario. Erano posti dove spesso si «segnava» la spesa, da pagare poi quando i risparmi lo permettevano. Oppure i mercati, come quello di Andrea Doria, con la sfilata di ciriole (il pane dei romani, oggi quasi scomparso) in strada, accanto al carretto dei gelati.

Foto di Memorie di Roma

Quei ragazzi che pedalavano per le strade di Roma

Le biciclette dei cascherini erano difficili da guidare, spesso non funzionavano bene e i cesti sistemati sopra erano pesanti, sbilanciavano la corsa, tanto che alcuni ragazzi finivano per girare a piedi. «L’ho fatto anche io quando avevo quindici anni» scrive un utente sul gruppo Facebook Memorie di Roma. «Mi avevano dato una bicicletta pesantissima, con i freni rigidi. Preferivo portare il cesto in spalla, cantando a squarciagola per le vie del centro, da Piazza del Popolo a Piazza di Spagna… portavo il pane e il pancarrè a ristoranti e bar della zona ma anche a qualche signora che lo ordinava a casa. A fine giornata avevo i piedi lividi per quanto camminavo».

Erano corse faticose, ma senza fretta. Pedalava e cantava, er cascherino, e intanto cresceva. E quelle ruote storte, su Roma, hanno lasciato il segno.

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