Lo chiamavano ยซer cascherinoยป. Pedalava e cantava senza sosta, con le mani infreddolite e le scarpe distrutte a fine giornata. Ma era la Roma del Dopoguerra, non c’era tempo per badare alla forma e nemmeno alla fatica, si doveva pensare alla pancia, a racimolare qualche soldo in piรน. Quello del cascherino era un mestiere come un altro, come la caldarrostara e lโolivaro, baracchini di fortuna arrangiati e un po’ sporchi. Solo che il cascherino era poco piรน che un bambino, che ogni giorno dal fornaio partiva di buonโora per cominciare il giro delle consegne.
Pedalava, er cascherino. Dagli anni ’40 fino alla prima metร degli anni ’60 fu una delle figure piรน iconiche della cittร . Sulle origini del nome non ci sono certezze, si narra che si trattasse di una vecchia maschera del carnevale romano: il cascarino, ragazzo di bottega di origini tedesche che alzava un poโ troppo il gomito e finiva per cadere (ยซcascareยป in romano) spesso. Ma il cascherino era molto piรน di un semplice garzone: il suo compito si svolgeva in strada, da vero rider ante-litteram, in qualunque condizione climatica.

Cascherino su via Nazionale, foto di Memorie di Roma
Al mattino si recava dal fornaio a prendere il pane per portarlo nei negozi di rivendita. Questo il compito ufficiale, ma come sempre accadeva allโepoca il cascherino finiva per essere un tuttofare, e consegnava anche il pane a casa, a volte accompagnato da un poโ di latte e altri generi alimentari richiesti dai signori. Iconica รจ la foto del garzone del vapoforno โ il forno a vapore che un tempo era diffusissimo in cittร โ in zona Testaccio, che ha fatto il giro dei social, soprattutto nella pagina Memorie di Roma, che raccoglie ricordi di una Roma scomparsa.

Foto di Memorie di Roma
Il cascherino era unโicona: nel 1972 lโattore Ninetto Davoli interpretรฒ questa figura in una celebre pubblicitร di Carosello, vestendo i panni del garzone in bicicletta che canticchia La bambola di Patty Pravo. Al tempo il ยซriderยป aveva un compito importante, il pane era la principale fonte di sostentamento per molte famiglie, che si recavano in drogheria per comprare il necessario. Erano posti dove spesso si ยซsegnavaยป la spesa, da pagare poi quando i risparmi lo permettevano. Oppure i mercati, come quello di Andrea Doria, con la sfilata di ciriole (il pane dei romani, oggi quasi scomparso) in strada, accanto al carretto dei gelati.

Foto di Memorie di Roma
Le biciclette dei cascherini erano difficili da guidare, spesso non funzionavano bene e i cesti sistemati sopra erano pesanti, sbilanciavano la corsa, tanto che alcuni ragazzi finivano per girare a piedi. ยซLโho fatto anche io quando avevo quindici anniยป scrive un utente sul gruppo Facebook Memorie di Roma. ยซMi avevano dato una bicicletta pesantissima, con i freni rigidi. Preferivo portare il cesto in spalla, cantando a squarciagola per le vie del centro, da Piazza del Popolo a Piazza di Spagnaโฆ portavo il pane e il pancarrรจ a ristoranti e bar della zona ma anche a qualche signora che lo ordinava a casa. A fine giornata avevo i piedi lividi per quanto camminavoยป.
Erano corse faticose, ma senza fretta. Pedalava e cantava, er cascherino, e intanto cresceva. E quelle ruote storte, su Roma, hanno lasciato il segno.
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