Una sottilissima sfoglia dorata e attorcigliata che profuma di mele, uvetta e mosto cotto, così buona che non si poteva resistere dal chiederne un assaggio. La crescia fogliata – o sfogliata per alcuni – è nata nel piccolo borgo maceratese di Fiuminata più di 700 anni fa e ancora oggi racconta la storia di una tecnica raffinata tramandata di casa in casa. Nel piccolo comune di Fiuminata, nell’Alta valle del Potenza, la crescia fogliata è molto più di una specialità locale. Ogni agosto, nella frazione di Pontile, la Sagra della crescia fogliata celebra questo dolce identitario richiamando visitatori da tutta la provincia. Qui la produzione resta in gran parte casalinga e artigianale, spesso affidata alle mani esperte di signore che stendono la pasta su canovacci di lino con movimenti lenti e precisi. La forma è inconfondibile: un rotolo arrotolato su sé stesso fino a creare una spirale, da cui il nome alternativo di “torciglione” o, in dialetto, “lu rocciu”.


Per preparare quindi la crescia fogliata sono necessarie pazienza e manualità. Si parte dal ripieno, da preparare il giorno prima per far legare meglio i sapori. Alle mele tagliate a fettine sottili si aggiungono l’uvetta ammollata, la sapa (uno sciroppo concentrato d’uva), lo zucchero e poi mandorle, noci, fichi secchi a pezzetti, la scorza grattugiata e il succo di un limone. Per i più golosi si possono aggiungere cacao o marmellata a piacere. Il tutto riposa in frigorifero per una notte.
Il giorno seguente si passa alla preparazione della pasta a base di farina, zucchero, olio e acqua bollente. Una volta ottenuto un impasto morbido lo si lascia riposare coperto da un panno per almeno 30 minuti. L’impasto viene quindi steso su un canovaccio infarinato e reso in una sfoglia sottilissima, anche a costo di piccoli “rattoppi”. Si distribuisce poi il ripieno in modo uniforme, e, aiutandosi con il telo, si arrotola formando un lungo cilindro da chiudere a spirale. Dopo aver spennellato con tuorlo e spolverato di zucchero, si inforna fino a doratura. Il risultato è una crosta friabile che racchiude un cuore umido e profumato: un dolce ricco di storia e di carattere.
Foto di copertina: Cuore di Marche
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