Dolci antichi

Il dolce della nonna che in Emilia-Romagna è lungo oltre 50 metri

Deliziosamente retrò, questo dolce dell'infanzia è in grado di far tornare qualunque italiano bambino. E in provincia di Modena viene celebrato con metri e metri di dolcezza

  • 06 Febbraio, 2026
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Mattone o mattonella, più semplicemente il sapore dell’infanzia, dei pranzi della domenica, delle bottigliette di liquore accatastate nella vetrina, regina del mobilio della sala, custode di ricordi di viaggio e bomboniere, quegli amari che non piacevano a nessuno e che finalmente trovavano una collocazione. Perché non c’è niente id più casereccio del dolce mattone, la torta a strati della nonna, biscotti (gli Oro Saiwa erano i prediletti) bagnati con liquore o caffè, solo un po’ di latte se condivisi anche con i bambini, crema pasticcera e ancora biscotti e così via. Una spolverata di cacao amaro, gocce di cioccolato per una versione più ricca, o qualunque cosa imponesse la fantasia: nessuna regola, non esistono dosi, grammi, procedimenti, è l’occhio della nonna che detta legge, quello che c’è in dispensa a determinare il gusto finale. Un dolce semplicissimo che sa di casa. 

Dolce mattone nato in Emilia-Romagna

Quando non c’era il vassoio di pastarelle, la domenica era il giorno del dolce mattone. O mattonella dolce, per molti semplicemente il dolce alla crema, il dolce di nonna: nonostante la sua identità fortemente casalinga, è possibile individuare qualche piccola traccia storica del dessert in Italia. Probabilmente, si tratta di un’evoluzione più pratica e moderna del Dolce Torino di cui parla Pellegrino Artusi nel suo La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene: strati di savoiardi imbevuti di alchermes alternati a una crema di burro, cioccolato e tuorli.

Foto di Pro Loco Formigine

In Emilia-Romagna, nei primi del Novecento si diffuse una ricetta simile, sempre con crema al burro e biscotti inzuppati nel liquore. A Formigine, in provincia di Modena, ogni anno si organizza l’evento Dolce Europa, durante il quale si prepara il dolce mattone più lungo d’Italia… oltre 50 metri di dolcezza!

Il dolce ribelle che non ha regole

Alchermes, rosolio, vermut, brandy, marsala… non ha importanza ch liquore si sceglie, conta solo che i biscotti secchi siano bagnati al punto giusto, senza diventare troppo molli, in modo da sostenere la farcia. Si mette tutto in frigo e si lascia rassodare, poi si serve sui piattini e si mangia a gran cucchiaiate: dei principi della pasticceria qui non ce n’è nemmeno l’ombra, eppure il gusto – nella sua disarmante semplicità – non può che conquistare tutti. Fresco, goloso, perfetto da preparare in anticipo, adatto a tutte le stagioni, il dolce mattone si presta bene a ogni variazione: i biscotti, però, sono da preferire sempre di forma quadrata in modo da mantenere la composizione originale del dolce, alta e compatta. 

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